Space Economy, Sannini " Un Satellite per ciascuno non fa male a nessuno!"

11 Luglio Lug 2018 1945 11 luglio 2018 11 Luglio 2018 - 19:45

Sto leggendo da un po' di giorni un’antologia di racconti intitolata “ Viaggi nello Spazio” si parla con contributi come quelli di Salgari e di altri modi di andare nello spazio compresa una mongolfiera. Uso questo contributo letterario per introdurre un argomento molto interessante che è quello di come questa nuova space economy possa ridurre le difficoltà di accesso allo spazio e soprattutto i costi mediante miniaturizzazione tecnica della componentistica e una possibilità di abbattere i costi di lancio di satelliti. I temi tecnologici ed economici sono essenzialmente ‘andare nello spazio’ per turismo e per attività commerciale e di utilizzare lo spazio per scopi terrestri mediante tecnologie ‘ abilitanti’ .

Il tema dell’accesso è un ragionamento simile a quando il collegamento a Internet è diventato più semplice passando dal gracchiare del 56k, all’ISDN sino ad Adsl e Fibra Ottica.

Ed ecco che all’orizzonte abbiamo la possibilità e c’è già una road map per farlo per la riduzione di dimensione e peso di satelliti e lanciatori con conseguente riduzione di costi e di complessità. Senza entrare in un discorso difficile ed ingegneristico direi di concentrare l’attenzione ad una fatidica riduzione di uno zero della cifra per lanciare e per disporre di un satellite proprio.

Questo è l’incipit per spiegare cos’è la Space Economy e le traiettorie economiche. Potrebbe essere che in un futuro non proprio così lontano una città come Milano possa ad esempio avere a disposizione un proprio satellite che ha lanciato con proprie risorse finanziarie, che con un tema di IoT , quindi full connected diventi parte di una galassia di applicazioni e servizi da vera smart city, quindi ad esempio cose come monitoraggio del traffico oppure monitoraggio di zone soggette ad esempio a terremoti o possibili calamità naturali. Nello stesso modo ad esempio il Consorzio del Prosecco di Valdobbiadene potrebbe avere il suo per fornire servizi meteo e di monitoraggio sulle colture. Una delle prime applicazioni, ad esempio, descritta nel sito della compagnia è della canadese Tanca e consiste nell'applicazione alle immagini di Planet di una dose massiccia di intelligenza artificiale, che permette all'applicazione sviluppata di scovare in modo assolutamente autonomo gli incendi in tutto il mondo, permettendo così sia operazioni di contenimento immediato nelle regioni più difficili da sorvegliare da terra sia di dare modo alle compagnie assicurative e ai governi di controllare eventuali, e frequenti, abusi.

Ed ecco, che potremmo vedere un’Italia che con la sua tradizione e la sua eccellenza tecnologica, può rappresentare un player di riferimento mondiale nella progettazione e nello sviluppo di questi nuovi Payload. Per i profani il termine payload può significare il razzo dove è imbarcato un satellite.

In un satellite invece si intende l’elettronica che serve per espletare la sua missione. Quindi ad esempio sensori ed ogni altro device.

Attualmente i costi del payload ovvero del carico utile sono calcolabili in costi della sola messa in orbita del carico utile sono dell'ordine di 5.000 euro al chilogrammo, ma per avere una stima corretta dei costi collegati ad una generica missione spaziale bisogna tener conto anche dei costi di sviluppo, gestione e manutenzione del sistema di lancio, che ammontano a ben 100.000 euro per chilogrammo di carico pagante.

In Italia ci sono già alcune aziende che ci stanno lavorando verso la riduzione di costi e miniaturizzazione di payloads e vettori, come in Spagna ed in Nuova Zelanda.

Si apre quindi un nuovo orizzonte e nuove possibilità di investimento per Capitale di Rischio nelle sue varie declinazioni dal Seed&Early tipico del Venture Capital Puro sino al Private Equity e ai Capital Markets per lo sviluppo di microsatelliti, microlanciatori e payloads nel segmento dell’upstream e tutte le applicazioni del dowstream che sono legate ad utilizzare lo spazio per fini terrestri.

Insomma “ Un satellite per ciascuno non fa male a nessuno e non siamo in Star Trek , ma la realtà di domani!”