Francesco Carini
Homo sum
18 Luglio Lug 2018 1200 18 luglio 2018

L’umanità ad orologeria rischia di incrementare la disumanità

Povertà

di Francesco Carini

Il concetto di humanitas, da cui ho preso spunto anche per il nome di questo blog nel 2015 e che ho amato dai tempi del ginnasio, é un valore che entra dentro e non può essere usato con tempi e scopi predefiniti.

Nel 165 a.C. Terenzio, grande autore di lingua latina (di origine berbera), nella sua commedia Heautontimorumenos estese alle arti performative questo principio che era già ampiamente diffuso nel Circolo degli Scipioni, i quali credevano in una sorta di compito etico da parte di Roma, volto a tutelare indistintamente tutti i cittadini dell’impero, con una sensibilità difficilmente percepibile negli stati moderni.

Con la frase del protagonista Cremete rivolta al suo interlocutore Medemo:

homo sum, humani nihil a me alienum puto

(tradotto con: «sono un uomo, niente di umano mi é estraneo»), c’è tutto il significato dell’esistenza dell’uomo in quanto essere umano interessato alle sorti dei suoi simili. Terenzio si può considerare anche per questo come uno fra i padri del teatro impegnato, quindi con l’arte volta a rappresentare l’intima essenza del genere umano, come riportato quasi 2.000 anni dopo nell’epigrafe presente sulla facciata del Teatro Massimo: vano é il diletto ove non miri a preparare l’avvenire.

Mentre da un lato oggi si sta ricominciando a parlare di umanità (che é proprio uno dei significati della parola latina humanitas) anche per mezzo delle tremende immagini dei cadaveri dei profughi che galleggiano nel Mediterraneo (che ormai sta assumendo la funzione di fossa comune), dall’altro lato, facendo un giro per i social network, sembra stia accadendo il contrario. L’aumento degli attacchi ai danni di cittadini extracomunitari, le durissime critiche sferrate anche alle posizioni del pontefice e la lettura di commenti che esaltano la violenza verso questi ultimi, nonché voci che incitano alla costruzione di campi di concentramento, fanno pensare ad una pericolosissima regressione morale di una larga fetta degli italiani.

Ma da dove parte questa deleteria ondata di odio e violenza (sia fisica che verbale)?

Leggi l'articolo completo su www.homosum.it

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