Maurizio Sgroi
il Cronicario di Crusoe
24 Luglio Lug 2018 1559 24 luglio 2018

Italy first, intanto per spaghetti e pomodoro

Prima

Proverbio del 24 luglio Il pane del povero è duro e le sue giornate sono lunghe

Numero del giorno: 5.603.215 Cittadini italiani all’estero nel 2017 (+20% su 2012)

Vi pare facile a voi cazzeggiare nel giorno in cui la Grecia e i greci bruciano, letteralmente, e muoiono a decine, mentre in Giappone altrettanti muoiono di caldo, dopo essere annegati nei giorni scorsi a causa della pioggia in centinaia. Ma bisogna pur farlo questo sporco lavoro del Cronicario. E per fortuna anche in questo giorno da tregenda arriva come per magia una buona notizia: l’export italiano extra Ue rimbalza come un gatto (vivo, spero).

Prima che iniziate a digerire questi dati, ammesso che vi regga lo stomaco, date un’occhiata al commento dell’Istat, che aggiunge altra gioia a questa letizia.

Il grosso di questi risultati li dobbiamo alla cantieristica navale, quindi, ossia una delle nostre vocazioni più soddisfacenti e misconosciuta: provate a chiedere al primo che passa cosa sappia di Fincantieri. Al contrario tutti sanno di un’altra eccellenza italiana,

ma non sanno quanto dovrebbero. Per fortuna ci sono compilatori eruditi come l’Ismea, Istituto dei servizi per il mercato agricolo, che oggi ha presentato un rapporto sull’export agroalimentare italiano molto succulento. A fine 2017 abbiamo esportato 41 miliardi di roba fatta in casa, aumentando le vendite del 23% negli ultimi cinque anni, più di quelle Ue (+16%). Fra le varie soddisfazioni, c’è anche quella che siamo i primi esportatori di pasta e di conserve di pomodoro, con una quota di circa il 65% dell’export europeo. Purtroppo il nostro saldo agroalimentare rimane negativo per quattro miliardi, quasi dimezzandosi però dal 2013, quando era il deficit era 7,3. Ma in tempi di ansia di primazia bisogna pure accontentarsi. Meglio gli spaghetti dei minibot.

A domani.

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