Alessandro Sannini
La nota
13 Agosto Ago 2018 2328 13 agosto 2018

Space Economy,"Lo Spazio trainante per l'Economia Italiana"

Italia Satellite

La new space economy potrebbe una delle chiavi per un Nuovo Rinascimento Italiano. Per l’attrazione di investimenti internazionali sulle Startup Italiane, sia per quanto riguarda i POC Universitari, sia per quanto riguarda il finanziamento di Round A di Start-up o di imprese con grande possibilità di crescita. Difesa, telecomunicazioni, agricoltura, meteo, clima, gestione delle acque, trasporti, energia tutti questi settori e molti altri passano tutti per lo Spazio. Utilizzando una frase che Marshall Mcluhan utilizzava per il mondo dei media anche in questo caso :” Le tecnologie sono modi per tradurre un tipo di conoscenza in un altro, e per questo sono metafore attive”. Per l’Italia, quella del Rinascimento, del Barocco , di Leonardo da Vinci e di tutti gli altri si potrebbe parlare di Transumanesimo, come nel libro di Adriano Autino“ Tre tesi sul rinascimento Spaziale” Nella sua visione pionieristica, Autino sostiene che il rinascimento spaziale debba partire dall’iniziative privata. In questo caso il contesto è quello delle tecnologie abilitanti. Senza addentrarci in dissertazioni filosofiche e letterarie è necessario analizzare la ricaduta che le tecnologie spaziali hanno sul tessuto economico sociale. In molti casi si tratta di Tecnologie Abilianti o KET ( Key Enabling Technologies ) che secondo la definizione che la Comunità Europea ha dato sono sono ritenute fondamentali per la crescita e l’occupazione, poiché sviluppano soluzioni o miglioramenti tecnologici attraverso esperienze di ricerca capaci di rivitalizzare il sistema produttivo. In quanto tali hanno rilevanza sistemica perché alimentano il valore della catena del sistema produttivo e hanno la capacità di innovare i processi, i prodotti e i servizi in tutti i settori economici dell’attività umana. Un prodotto basato su una tecnologia abilitante, inoltre, utilizza tecnologie di fabbricazione avanzate e accresce il valore commerciale e sociale di un bene o di un servizio. Le ricadute pratiche della ricerca spaziale nella vita di tutti i giorni sono molto più frequenti e importanti di quanto ci potrebbe sembrare in termini di nuovi materiali e tecniche innovative. Tra le “ispirazioni” provenienti dallo spazio ci sono i coagulometri tascabili, apparecchi che permettono a chi affronta terapie anticoagulanti di tenere sotto controllo lo stato del proprio sangue. Nella produzione delle patatine, è critica la fase dell’impacchettamento: per non rompersi, le patatine devono cadere nella busta con velocità e traiettoria perfette. Per calcolarle, un costruttore di sistemi per il confezionamento (Rovema) ha impiegato modelli e simulazioni numeriche usati dall’Agenzia Spaziale Europea per calcolare le traiettorie di alcune sonde, come il sistema che ha "deposto" il Rover Curiosity su Marte. Il risultato? I produttori che adottano questo sistema imbustano le patatine a una velocità fino al 50% maggiore. La Nasa ha sviluppato l’aerogel per proteggere dal freddo le sonde inviate su Marte. La sua prima applicazione terrestre è italiana: Corpo Nove, azienda specializzata in abbigliamento tecnico, lo ha usato per realizzare il giubbotto Absolute Zero che ne sfrutta le straordinarie qualità termiche (isola a temperature comprese tra –50 e i 3.000 gradi centigradi) e la leggerezza da record (composto per il 99% da aria, è la sostanza solida più leggera).Il settore aerospaziale è riconosciuto tra i principali settori in Italia nel quale lo sviluppo e l’applicazione di nuove tecnologie acquista un ruolo determinante, sia in un’ottica di miglioramento delle capacità di progettazione sia per la potenzialità che offre nella realizzazione e progettazione di prodotti “hi-tech”.L’investimento in ricerca e sviluppo, pari a circa il 12% dei fatturati in linea con la media europea, ha permesso di raggiungere considerevoli traguardi nel l’aggiudicarsi importanti commesse. Leonardo, Agusta Westland, Avio Aero, Avio SpA, Piaggio Aero, Thales Alenia Space sono i maggiori player italiani del settore e agiscono come prime contractor nei segmenti più elevati del mercato (in termini di volume d’affari e di contenuti tecnologici espressi) partecipando ai più importanti programmi europei e internazionali. Accanto a medie e grandi imprese esiste poi una galassia di piccole o poco più che startup che in molti casi si occupano della realizzazione di dettagli o componenti conto terzi. Quello che occorre comprendere è che lo "Spazio" costituisce un settore trainante per l'intera economia. Non solo in via diretta, per le capacità che offre, per esempio nel settore delle telecomunicazioni e dell'osservazione della Terra, ma anche in via indiretta, per le positive ricadute economiche (come insegna la politica spaziale americana) che le produzioni di missili e satelliti hanno in vari settori tecnologici di punta (nanotecnologie e nuovi materiali). Studi recenti ci parlano di 4 nuovi posti di lavoro per ogni impiego generato nell'industria spaziale. È chiaro che per un paese come il nostro - povero di materie prime, con un invecchiamento rilevante della popolazione e con una specializzazione industriale che lo espone particolarmente alla concorrenza dei paesi emergenti - non vi sono alternative al declino, se non diamo vita a un poderoso sviluppo tecnologico, in grado di stimolare la crescita e ripristinare la produttività, fornendo, attraverso un'accresciuta competitività internazionale, le risorse affinché l'economia possa riprendere il suo dinamismo. Il processo di ‘Creative Distruption’ che sarebbe strategico per il nostro paese com’è chiamato in un deck di presentazione di Goldman Sachs del 2017 si divide in tre ‘ key takeways’ (aree o settori di profitto): Lancio, produzione di satelliti e servizi satellitari . Abbiamo poi un secondo segmento cioè quello dell’esplorazione che può essere civile ( quindi intese le missioni di esplorazione scientifica e umana e missioni verso la stazione spaziale internazionale gestite anche da privati) e dall’altra parte di sono dei mercati emergenti come quello del turismo spaziale, del mining e dell’attività di manufacturing in orbita.E’ chiaro che vista la capacità indubbia di innovazione tecnologica e la tradizione manifatturiera del nostro paese la possibilità per molte aziende con imprenditori illuminati e con genio ingegneristico di diventare appetibili per i venture capitalists e per i fondi di investimento. Certo questa prospettiva deve necessariamente passare per una cultura della proprietà intellettuale, nello specifico della brevettazione. Nella Nuova Space Economy Italiana che potrebbe essere competitiva come del resto tutta la nostra filiera già presente avranno un grande peso i privati, parlo di Aziende Medie e Grandi, Famiglie Industriali, Family Officies, Angels con caratteristiche da HNWI e UHNWI. Dovrà essere come un’ottima miscela di The, quindi un ottimo blending con le istituzioni pubbliche, per giungere ai risultati economici e industriali auspicabili. Di certo, questa industria, vista l’abbondanza di hardware sarà comprensibile anche alla vecchia guardia di imprenditori, che magari producono da quattro generazioni acciaio o hanno una produzione ‘molto tangibile’. Di imprenditori veramente illuminati in Italia ne abbiamo molti, e poco importa, se i loro business siano veramente old-economy o abbiano una tipicità italiana. Per fare un esempio calzante anche il mondo della moda, che tutto il mondo ci invidia, potrebbe trarre vantaggi, insomma chi non vorrebbe una tuta spaziale per il proprio tour stellare con una griffe tipo Prada, Versace o Luisa Beccaria? Quale azienda vinicola, non vorrebbe, monitorare i propri filari di viti attraverso ad esempio il Mini Satellite che il Consorzio DOCG ha messo in orbita e lo utilizza come service per i propri vignaioli? Ed è molto probabile, che l’idea di essere parte di un’economia come investitore, virtualmente senza limiti, con nuove prospettive sia particolarmente interessante per chi, magari ha fatto del suo lavoro un successo da un sogno visionario ed in Italia ne abbiamo diversi esempi. Qual'è la Capitale dello Spazio Italiana? E' sicuramente Torino, infatti la concentrazione di aziende areospace basata sotto la Mole Antonelliana è elevatissima (sono quasi 400) .Torino si sta preparando a mettere in cantiere il primo museo dello Spazio Italiano seguendo la tradizione per la velocità e l'innovazione 'futurista' che è stata per l'automotive. Anche in realtà in Italia esistono praticamente in ogni regione eccellenze che sia in maniera diretta o indiretta lavorano per questo settore.

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