Elisabetta Favale
E(li's)books
17 Agosto Ago 2018 1437 17 agosto 2018

In vacanza con Goya e Los Caprichos

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Oggi voglio segnalare un libro particolare che racconta quel ciclo di acqueforti di Francisco de Goya y Lucientes.

Sono a Saragozza in vacanza dove Goya nacque (in realtà non proprio in città ma appena fuori a Fuendetodos) nel 1746.

Ho acquistato il libro Los Caprichos (Introduzione di Sigrun Paas- Zaidler Editore Gili) all’interno del museo dedicato al pittore dove si possono ammirare tutte le 80 acqueforti.

La storia di questi disegni è molto affascinante, si dice che nel 1799 in prima pagina sul Diario de Madrid fu pubblicato un annuncio per la messa in vendita della intera collezione.

Il testo dell’annuncio descriveva il contenuto delle stampe, l’autore dichiarava di voler descrivere i vizi e le stravaganze umane (solitamente raccontati attraverso la poesia o la letteratura) ma che tuttavia non voleva ridicolizzarli.

Si sospetta che il testo dell’annuncio fu scritto addirittura da Leandro Fernandez Moratin, scrittore e commediografo amico di Goya.

Inizialmente il titolo di queste “aguatinta “ come si dice in spagnolo, doveva essere sueños ma Goya abbandonò l’idea perché solitamente si intitolavano così le opere che volevano criticare l’autorità ma al contempo evitare rappresaglie.

In Spagna c’è una grande tradizione di opere intitolate Sogni, era un trucco utilizzato ai tempi dell’Inquisizione e “de Los autos de fe “.

Goya opto’ per il titolo Capricci prendendo invece spunto dai Capricci di Tiepolo, di Callot e di Piranesi.

La serie si apre con un autoritratto di Goya, è di profilo ed è vestito secondo la moda del momento, all’epoca era già un artista maturo.

Volendo dividere le 80 tavole per argomenti si può dire che:

La prima serie (tavole 2/36) rappresenta una critica ai metodi educativi del tempo, volti soprattutto a inculcare la paura per l’ignoto, una critica alla prostituzione e altri “mali”.

La seconda serie (tavole 37/42) è la cosiddetta “sequenza dell’asino “ dove Goya critica, scegliendo l’asino come simbolo, i difetti della “piramide sociale”.

La terza e ultima serie (tavole 43/80) contiene moltissime figure mostruose, a volte immaginarie, altre raffiguranti animali. Questa serie rappresenta i pregiudizi, le superstizioni e gli abusi della Chiesa.

Il libro è solo in lingua spagnola per cui chi come me ha una conoscenza anche sufficiente dello spagnolo val la pena acquistarlo sul sito dell’editore https://ggili.com/goya-caprichos-desastres-tauromaquia-disparates-libro-9788425209802.html

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