Simone Paoli
Actarus
13 Settembre Set 2018 0701 13 settembre 2018

Quale alternativa a Salvini?

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A sei mesi dal 4 Marzo, a che punto è la costruzione dell'alternativa ai gialloverdi?

Sono passati oltre 6 mesi dalle elezioni del 4 Marzo, siamo passati attraverso settimane di isterismi politici, istituzionali e financo Costituzionali, per arrivare infine al governo giallo-verde o giallo-blu che dir si voglia.

Anche se… diciamolo, è il governo Salvini. Lo è perché Salvini ha fagocitato in modo direi stavolta irreversibile Berlusconi (e quindi Forza Italia), ridotto per la prima volta al ruolo di spalla (sicuramente ricordate l’UN, DUE, TRE al Quirinale…) ed infine sta stritolando come un pitone Di Maio, che ha dato l’impressione di capirci poco e di non essersi minimamente reso conto della situazione (politica) in cui si è cacciato. Ma credo presto qualcuno da Milano lo convocherà, altro che Mattarella.

E’ Salvini che occupa in tutto e per tutto la scena, anche grazie al completo suicidio dell’altro Matteo e del PD in generale.

La domanda che agita tutti, di conseguenza è: bisogna aver paura di Salvini?

A me fanno più paura il vuoto assoluto, la superbia, lo snobismo, la distanza siderale con la realtà di chi dovrebbe esserne l'alternativa. La domanda diventa quindi, quale alternativa?

Non può essere quella che si fa fare le foto da Oliviero Toscani. Non può essere quella che scimmiotta con Hashtag e dirette Facebook chi con quei mezzi ha costruito la sua comunicazione: oltre che ridicolo, totalmente inefficace (vale sempre che tra l’originale e la copia, si sceglie l’originale). L’alternativa non può essere un pur preparatissimo, pur stimatissimo, pur apprezzatissimo dalle cancellerie qualsivoglia Professore o Esponente di quelle istituzioni esterne non troppo amate dagli Italiani. Magari imposto dal Quirinale come tecnico. Allora sì, stavolta avrei paura delle prossime elezioni.

E quindi? Lo dico subito: per me oggi non esiste una forza politica alternativa al governo gialloverde. Nel senso che purtroppo nessuno dei leader e/o delle forze politiche in parlamento hanno le caratteristiche per esserlo. Alcuni non sono più credibili o presentabili, vuoi per età, vuoi per errori ed orrori politici compiuti.

Come se ne esce allora? Provocando, io credo che per farlo si debba guardare a Salvini. Ma non a quello di oggi, bensì a quello che prese in mano la Lega al 4%, distrutta da Bossi e dall’abbraccio mortale ad un Berlusconi decadente ma pur sempre padrone della situazione. O se volete dal Vaffa di Grillo. Quello che intendo non è copiarne politiche e metodi, ma che si debba avere la forza di cambiare rotta ed uomini. Selezionare una nuova classe dirigente (che so, tramite primarie vere, ad ogni livello), per essere pronti a raccogliere il voto (eh sì, bisogna farsi votare) di chi sarà insoddisfatto non oggi, ma tra mesi ed anni a venire. Perché Salvini e Grillo, oggi al 60% nei sondaggi, anni fa erano al 4%. Questo significa che per raggiungere certi risultati ci vuole tempo. Bisogna parlare alla gente, capirla e farsi capire. Prendersela col populismo nel senso di prendersela col popolo è la garanzia migliore di lunga vita per i populisti.

Allora da dove ripartire? La mia risposta è dalla Politica. Dal discutere e dal trovare le chiavi per farsi capire dalle persone. Perché non si può solo aspettare il fallimento degli altri come strategia. Di cosa dovrebbe discutere un Partito oggi? Per quello che valgono le mie opinioni, io mi concentrerei su:

  1. Aumento produttività e salari
  2. Drastica riduzione della burocrazia
  3. Meno spesa corrente e più investimenti strutturali
  4. Incremento demografico

Il tutto legato da un obiettivo, che non vorrei restasse un sogno. Rivedere l’Italia in cima alle classifiche che le competono non per storia passata, ma per reali possibilità odierne. Penso a quelle sull’innovazione, sull’istruzione, sul turismo, solo per citarne alcune. Sfide, quelle che una volta sapevamo vincere:

https://twitter.com/simpaol/status/1038708781373218816

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