Elisabetta Favale
E(li's)books
19 Settembre Set 2018 1746 19 settembre 2018

Verso Occidente l’impero dirige il suo corpo - David Foster Wallace. Recensione

4812A73B DED8 47B5 A6E0 EB713554CDE0

“I nomi verbalizzavano via, avverbialmente aggettivali”

Quanto si sarà divertito DFW a scrivere Verso occidente l’impero dirige il suo corso?

L’ho ripreso in mano perché volevo citarlo parlando di un altro libro e ho ricominciato a leggerlo di nuovo perché letta la prima pagina finisci invischiato in quel tunnel paratattico che non ti consente di uscire se non arrivando in fondo.

Volendo raccontare di cosa parla e volendo farlo in modo semplicistico perché una analisi approfondita nel caso dei libri di Wallace è sempre un terreno troppo insidioso, io direi:

è una satira sulla cosiddetta “metafiction” e sull’immobilismo della generazione degli anni Ottanta che, al pari dei personaggi della storia, era (così la vedeva DFW) letteralmente in balia degli eventi e in attesa di scoprire la propria “unicità” all’interno di un mondo superficiale e fatto di inutili obiettivi da raggiungere per una conferma di sè .

DFW non fa altro che (lo spiega benissimo nell’introduzione la sua traduttrice Martina Testa) partire dall’opera di metafiction per eccellenza, La casa dell’allegria di John Barth (che cita continuamente direttamente e indirettamente) per costruire un racconto che è un perfetto esempio di metafiction.

Tutta la storia si svolge nel giro di poche ore, è un viaggio di sei personaggi che stanno andando ad un raduno di tutti gli attori che almeno una volta hanno preso parte ad uno spot di McDonald’s (uno Del 6660 spot precisa!).

Questo mega raduno si svolge in uno sperduto paese dell’Illinois, Collision, tutti i 44.000 partecipanti che in massa hanno aderito alla chiamata (sempre per il concetto di uniformarsi alla massa) avranno diritto al «trasferimento a bordo di macchina da clown sul luogo della Riunione» e ad un coupon per un numero illimitato di hamburger gratis.

Ideatore e organizzatore è il pubblicitario J.D.Steerlitter il quale in realtà ha un interesse personale, vuole veicolare tutti i 44.000 ospiti verso la “discoteca numero uno di una catena che promette di espandersi alla velocità di un carcinoma “ ( similitudine agghiacciante!).

La discoteca ovviamente è sua ed è la CASA STREGATA.

Il simbolismo è terribilmente cinico, chi mai potrà sentirsi a proprio agio in questa casa stregata se non questi personaggi che Steerlitter ha invitato? Sono il target ideale, del tutto simili al testimonial del marchio, il terzo Ronald McDonald, suo figlio DeHaven Steerlitter “un bambino che è uscito dal grembo della madre infastidito “, che, al pari dei personaggi principali della storia, è apatico, infantile dunque perfetto.

Diabolico J.D.Steerlitter, per anni ha fatto ricerche accurate sulle illusioni solipsistiche, lo sa bene che in tutti c’è l’ambizione di sentirsi unici e irripetibili e che volenti o nolenti si è disperatamente soli pur tra tanta gente.

Questa triste umanità è bisognosa della Casa Stregata, piena di specchi che riproducono le immagini di uomini e donne “fantasmi”, narcisi senza identità.

Questo e molto altro è Verso Occidente l’impero dirige il suo corpo.

David Foster Wallace

Traduttore: M. Testa

Editore: Minimum Fax

Collana: Sotterranei

Anno edizione: 2012

Pagine: 240 p., Brossura

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook