Elisabetta Favale
E(li's)books
3 Ottobre Ott 2018 1340 03 ottobre 2018

Cambio di rotta - Elizabeth Jane Howard. Recensione

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L’ho già detto, ho incontrato tardi Elizabeth Jane Howard, partita, un po’ come la maggior parte, dai Cazalet, senza finire ancora l’intera saga, ho voluto continuare con Cambio di rotta, ultimo romanzo pubblicato da Fazi per noi lettori italiani.

La prima edizione è del 1959 la storia racconta di due coniugi, Lillian ed Emmanuel Joyce, lei bellissima e estremamente fragile fisicamente e psicologicamente, lui un famoso drammaturgo molto più vecchio e di origini modeste, li unisce una perdita mai metabolizzata, quella dell’unica figlia, i sensi di colpa e le reciproche nevrosi. Personaggio ombra è l’assistente tuttofare di Emmanuel, Jimmy Sullivan, un uomo che dedica la vita al suo capo e alla sua splendida moglie con una dedizione eccessiva, annullando la propria vita a beneficio di queste due persone.

L’equilibri precario dei tre, messo continuamente a repentaglio dalle amanti di Em (Emmanuel), dalle crisi di Lillian e dai giochi di diplomazia di Jimmy, dovrà fare i conti con una nuova e ulteriore variabile, Alberta, la segretaria di Em, la classica “ingénue“figlia di un uomo di chiesa, disposta a farsi cambiare nome per preservare la serenità di Lillian.

Questo buffo personaggio, una ragazzina mal vestita che non ha visto mondo, riesce a creare le condizioni per indicare agli altri un possibile cambio di rotta.

Ognuno dei capitoli del romanzo è suddiviso in quattro paragrafi che portano il nome dei personaggi, l’autrice così facendo ci racconta gli eventi secondo i diversi punti di vista.

Lillian e Jimmy si raccontano in prima persona, Alberta racconta le cose scrivendo lettere alla famiglia, in particolare allo zio Vin, l’unico personaggio per cui viene usata la terza persona è Emmanuel.

Em è il personaggio attorno a cui ruota tutto, le sue azioni, i suoi progetti, condizionano tutti gli altri. Un personaggio nevrotico (secondo me), tombeur des femmes sempre alla ricerca di conferme attraverso la conquista di donne che sono in realtà meno interessanti della moglie, cosa vuole davvero Em neppure lui lo sa.

Tutti loro, con la complessità delle loro personalità, saranno ammaliati da Alberta.

Difficile non pensare, leggendo Cambio di rotta, alla vita di Elizabeth Jane Howard, la figura di Emmanuel, quel modo subdolo di minare la sicurezza e i sentimenti di sua moglie ricordano i numerosi e infelici rapporti sentimentali dell’autrice.

Amore, paura, affetto, risentimento, indifferenza, desiderio, odio, dolore, solitudine. Lillian è questo:

"Quel giorno ho avuto la certezza che aspettare con ansia qualcosa è deleterio. Ecco il mio problema: non provo sentimenti autentici, solo proiezioni mentali e conseguenti cadute di tensione nel confronto con la realtà."

L’aura bohémienne dei coniugi Joyce ricorda naturalmente quella di Jane e suo marito Kingsley Amis, forse attingere dalle proprie esperienze personali è il segreto per raccontare così bene la natura umana, ogni particolare e sfumatura di una relazione.

Cambio di rotta è una storia che descrive anche la necessità (comprensibile) di crogiolarsi nel dolore, il solo, tavolta, a ricordare che si è ancora vivi; l’amore visto da tante angolazioni e la speranza che inaspettatamente arriva a bussare ancora alla porta di ogni personaggio.

Ecco, questo ho trovato in Cambio di rotta.

Elizabeth Jane Howard

traduzione Manuela Francescon

Cambio di rotta

Collana:

Le strade

Pagine:

430

Prezzo in libreria:

€ 18,50

Prezzo E-Book:

€ 12.99

Data Pubblicazione:

06-09-2018

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