Dario Russo
Babele
11 Ottobre Ott 2018 2315 11 ottobre 2018

USA e Cina, la guerra si sposta sul Tech

Usa Cina

La Cina è padrona dei mercati tecnologici, ogni prodotto che si possa anche solo immaginare è probabilmente pensato, prodotto ed assemblato nella terra del Sol Levante. Le ripercussioni non sarebbero soltanto economiche, influendo sull’oscillazione dei prezzi a livello globale, ma arriverebbero a tangere anche alcuni delicati aspetti politici.

Il confronto che ha assunto un ruolo rilevante sulla scena internazionale è tra USA e CINA: migliora il rendimento dei Treasury arrivando a lambire e superare il 3%, mentre la Cina lancia segnali di emergenza che invitino i cittadini a stringere (ancora?) la cinghia e spendere a favore delle imprese statali, meno del privato.

Bloomberg denuncia (questione non da poco) che tra il governo di Trump e quello di Xi Jingping siano in atto manovre di spionaggio capaci di interferire con la vita quotidiana dei cittadini (soprattutto americani). La denuncia riguarda l’inserimento di un chip prodotto in Cina all’interno dei dispositivi Apple e Amazon finalizzato letteralmente a spiare gli States.

Trapelata la notizia è facile immaginare le implicazioni sul piano economico:

- Lenovo, fortissima in Nord America, perde il 18% sul mercato;

- ZTE, azienda cinese con un core business impiantato sulle videoconferenze va giù di un cospicuo 11%;

- L’intero indice Taiex (di riferimento per la chiusura della borsa di Shangai dovuta al capodanno lunare) perde oltre il 3%;

- Hong Kong va a -0,5%;

- Tokyo -0,8%;

- Seoul e Mumbai perdono rispettivamente lo 0,6% e lo 0,4%;

- Wallstreet va in rosso sia con il Dow Jones a circa il -0,8% che con l’S&P 500 che perde grossomodo le stesse percentuali, anche se è il Nasdaq (come era facile immaginare viste le implicazioni tecnologiche) ad aver subito la batosta maggiore con una perdita di 1,81 punti percentuale.

- Apple -1,76%;

- Amazon -2,22%;

- Tesla -4%, complice successivamente Elon Musk di un’ulteriore perdita dovuta a un tweet fuoriluogo ridicolizzante l’agenzia di sorveglianza dei mercati.

Riflessioni per i consumatori

Cosa comporta questo per chi effettivamente usufruisce di questi dispositivi tecnologici?

Certo, andar dicendo che sia giunto il momento di dimenticare il prodotti Made in China è paradossale e quantomeno rischioso, sia per le nostre tasche che per le implicazioni su scala globale che un boicottaggio di massa comporterebbe (sempre se fosse possibile).

La domanda che viene da farsi è una: siamo al sicuro?

Rispondere non è così semplice anche se scontato: ! Certo, non saranno i cinesi ad indagare direttamente sui nostri dati personali, la natura di questa gran “curiosità” è senz’altro da ricondursi a “scopi maggiori”. C’è anche da aggiungere che il mondo del tecnologia è ampio, i prodotti tech acquistabili sono davvero tanti e atti a ricoprire scopi differenti, non tutti tracciabili, non tutti necessariamente connessi alla rete e in grado di trasferire dati. Naturalmente, giusto per andare cauti, direi di bazzicare tra i siti web che propongano un’ampia scelta di device prodotti sia America/Europa che in Oriente, giusto per non avere il rimorso di non aver pensato ad un’alternativa qualora spuntasse fuori un altro “chip sopra le righe”.

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