Elisabetta Favale
E(li's)books
16 Ottobre Ott 2018 1836 16 ottobre 2018

Le giocatrici. Lotto, slot machine e bingo. Marilena Lucente. Recensione

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Le giocatrici di Marilena Lucente, raccoglie tre storie di donne che hanno una cosa in comune: il gioco. Le tre protagoniste sono: Teresa, Anna e Silvana, a me è piaciuta molto Teresa, mi è piaciuto il modo in cui l’autrice l’ha raccontata, Marilena Lucente si “immerge” letteralmente nella realtà misera di questa famiglia e del gruppo sociale da cui è circondata, da lettrice mi sono sentita coinvolta dalla disperazione di questa donna che deve fare i conti con un “destino fisso” di verghiana memoria, giocare al lotto per lei è indispensabile per sopravvivere, ha bisogno di desiderare (più che credere o sperare), venerdì dopo venerdì, che qualcosa possa cambiare. Suo marito vince sempre, piccole somme che non divide con nessuno, neppure con la famiglia perché altrimenti sarebbe costretto a mandare la figlioletta in una scuola migliore (visto che è tanto brava) e il figlio da un dottore (visto che ha problemi), lui vince ma è comunque emblema di perdizione, di emarginazione, è uno sconfitto a sua volta.

Molto suggestiva anche la figura de la Monca, una donna che ha “una posizione”, un’attività tutta sua ma per la sua disabilità non partecipa alla vita, è costretta a fare la spettatrice, emarginata anche lei, l’unica arma che ha è la cattiveria e il suo carattere, le sue meschinità sono solo frutto di maltrattamenti e pregiudizi subiti.

Brava Marilena Lucente a creare le giuste suggestioni per chiamare in causa la coscienza morale del lettore, la sua voce è quella dei personaggi, protagonista è la vita misera di queste donne e delle loro famiglie.

I personaggi di questa prima storia che porta il titolo La febbre sono:

Perzecchella (marito di Teresa) - “Nel bar, al tavolo di Perzecchella si rideva con quelle risate grasse e catarrose dei maschi quando stanno insieme. Lui orchestrava chiasso e silenzio [...] dei suoi soldi non doveva dare conto a nessuno: era tutto suo. La moglie e i figli non erano padroni di niente.

Teresa - la Diavola così la chiamava il marito, “ treccia nera, lunga fin giù alla schiena. Un cavallo indomabile, con quella treccia fremente di vita, anche quando stava ferma.”

La Monca - aveva perso un braccio in fabbrica “era convinta di poter sopportare il dolore che le era stato assegnato [...] per questo si riteneva migliore degli altri. E conosceva bene anche la perfidia che deriva dal sentirsi superiore alle disgrazie: si diventava cattivi, di una cattiveria che sorprendeva lei per prima”.

Un libro che affronta il difficile tema della ludopatia, una dipendenza che interessa un numero impressionante di persone in Italia.

Titolo: Le giocatrici. Lotto. Slot machine. Bingo

Autore: Marilena Lucente

Pagine: 155

Anno di pubblicazione: 2014

Editore: Edizioni Spartaco

Prezzo di copertina: 10€

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