Alessio Pecoraro
Generazione Harry Potter
19 Ottobre Ott 2018 0929 19 ottobre 2018

Al Pd serve la mozione "Come un gatto in tangenziale"

Cugit

Ci sono i fatti: con i Governi guidati da Renzi e Gentiloni -58% di cassa integrazione, disoccupazione nel 2013 all’11.1% e nel 2017 scende al 10.2%, riordino degli ammortizzatori sociali, stabilizzazione dei precari nella PA, tutele per i lavoratori autonomi, sostegno alla genitorialità, via le tasse sulla prima casa, riduzione dell’Irap e dell’Ires. Azzeramento dell’Irpef agricola, nuovo codice degli appalti, industria 4.0, abolizione Equitalia, art bonus, 18app, 115.800 precari della scuola stabilizzati, 52.000 i nuovi insegnanti assunti. Divorzio breve, dopo di noi, unioni civili, rilancio del fondo per la non autosufficienza.

Ci sono i fatti dicevamo: con il Governo Conte il decreto dignità genera (fonte Istat) un calo dell’occupazione, diminuisce la disoccupazione ma aumentano gli inattivi. Sul reddito di cittadinanza sono ancora numerosi i nodi da sciogliere e il quadro appare fumoso, in campagna elettorale Salvini prometteva flat tax al 15% per tutti, l’espulsione di 600mila immigrati clandestini dall’Italia e la cancellazione - da subito - di 7 accise sulla benzina. Ovviamente nulla di questo è stato fatto o verrà fatto nel breve. Il Documento di Economia e Finanza Salvini-Di Maio presentato da quest’ultimo, in un evidente eccesso di enfasi come lo strumento che avrebbe abolito la povertà, se da una parte sta assumendo aspetti grotteschi, dall’altra - quella più importante - sta isolando l’Italia nello scacchiere europeo.

Poi ci sono le opinioni e in politica si sa le opinioni hanno un peso. Secondo gli ultimi sondaggi Lega (32,5) e Movimento5Stelle (31) raccolgono il consenso di 6 italiani su 10. Il PD è dato al 16.5%, Forza Italia all’8,5%. Il gradimento per il premier conte è al 53%, Gentiloni al 45%, Renzi al 20%.

Il Partito Democratico, inutile girarci intorno, sta antipatico agli italiani. Soprattutto alla fasce più popolari. Inutile cercare di capire perché, ma è così. I fatti dicono che il Pd ha rimesso in moto l’Italia, le opinioni sono opposte. Alla vigilia di un congresso ormai prossimo, senza parlare dei nomi dei candidati al Partito Democratico servirebbe una mozione che oggi manca. Al Pd serve la mozione “Come un gatto in tangenziale”.

Può un film, perlopiù una commedia, essere un manifesto politico? La commedia all’italiana ha raccontato per anni il Paese, le sue ansie, le sue paure, le sue virtù. Il genere, con il passare degli anni, si è snaturato fino, quasi, a scomparire e il racconto, semplice, è stato sostituto dal marketing e dai filtri di Instagram. Il film di Riccardo Milani senza l’ambizione di essere “alto” è un ottimo spunto di riflessione per la sinistra italiana, anzi al prossimo Forum nazionale del Pd andrebbe proiettato in plenaria.

Oggi il Pd è come Giovanni, interpretato da Antonio Albanese nel film: intellettuale, impegnato, lavora in un think tank nato per studiare il problema delle periferie e portarlo all’attenzione dell’Europa. Vive in un sontuoso palazzo del centro di Roma e la sua ex moglie si è ritirata in Provenza a coltivare lavanda. E poi c’è Monica, Paola Cortellesi, “borgatara” (vive a Bastogi una delle realtà più degradate di Roma), ex cassiera di un supermercato che ha trovato impiego alla mensa per gli anziani, col marito in carcere e due sorellastre ladre che vivono sul divano e stanno sempre davanti alla tv.

Ma il Pd di oggi ha voglia di andare a Coccia di Morto, spiaggia più brutta d’Italia e metafora di quell’umanità così lontana dai dem e che ha voltato le spalle agli eredi delle due grandi famiglie politiche del 900, la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista?

Ma il Pd di oggi ha voglia di andare a Coccia di Morto, spiaggia più brutta d’Italia e metafora di quell’umanità così lontana dai dem e che ha voltato le spalle agli eredi delle due grandi famiglie politiche del 900, la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista?

Serve togliersi di dosso quell’aria da primo della classe, distruggere le slides delle cose fatte e (ri)cominciare a raccontare l’Italia dei prossimi 20 anni. Non serve a niente continuare a ripetere quanto sono ignoranti gli altri (anche se è vero), ridere dei curriculum poveri di esperienze significative degli attuali governanti quando in Italia il merito è costantemente mortificato. Così chi nasce a Bastogi non spera nemmeno più che studiando e lavorando sodo può migliorare la sua posizione. E giorno dopo giorno ha smesso di ascoltare i ragionamenti (anche se giusti) ed ha finito per unirsi alle urla (anche se inconcludenti) ed alla rabbia.

Ha voglia il Pd di buttarsi anima e corpo in un rapporto - con l’elettorato - che può durare come un gatto in tangenziale ma che potrebbe rivelarsi anche diverso da come lo si potrebbe immaginare proprio come nel film fanno Giovanni e Monica?

Se il congresso deve essere qualcosa di diverso da una conta tra gruppi dirigenti allora al Pd servirebbe una mozione coraggiosa, fuori dagli schemi, con un orizzonte nuovo che faccia un salto deciso e in avanti rispetto alle “guerre tra bande” a cui ci hanno abituato gli attuali dirigenti e che hanno scollegato il partito dalla realtà. Una mozione con un titolo semplice, un titolo da commedia all’italiana: Come un gatto in tangenziale.

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