Piero Cecchinato
Specchi e allodole
20 Ottobre Ott 2018 0202 20 ottobre 2018

Arriva la patrimoniale sui conti correnti

I Quattro Dell'ave Maria

Cattive! Tutte, indistintamente: c-a-t-t-i-v-e! Le banche, non i loro manager superpagati o gli amministratori che architettano operazioni "baciate" in serie sulle proprie azioni, proprio le banche, come istituzione.

Ripetete assieme: c-a-t-t-i-v-e. Serve della finanza, della plutocrazia e dell’ordoliberalismo tedesco. L’Europa delle banche è un’Europa da abbattere perché le banche sono da abbattere. Non c’è spazio per distinguo o sottigliezze.

E chissenefrega se nella banche ci stanno i nostri risparmi. Chissenefrega se le banche, quando fanno un prestito, lo fanno con i nostri soldi (che poi proprio nostri non sono, qualcuno dirà, se ci leggiamo l’art. 1834 cod. civ. - complotto, allora hanno ragione i giallo-verdi! No, rilassatevi, il discorso non cambia).

Per cui, cosa c’è di meglio di tassare le banche cattive per punirle con la manovra del Popolo? Un’equa redistribuzione di ricchezza, una cosa fantastica da lanciare nell’ennesima televendita della post-politica odierna (roba da palati grossi).

La manovra del Popolo prevede che il 68,8% delle coperture del nuovo deficit arrivi da maggiori entrate e che il grosso tocchi a banche e assicurazioni (le sorelle cattive delle banche): su di loro grava almeno il 79,5% delle tasse aggiuntive. Si tratta di ben 6,4 miliardi su 8 complessivi. Il che spiega anche perché il Governo giallo-verde vada raccontando che le tasse non aumenteranno: non aumenteranno per tutti (anzi, per alcune categorie scenderanno), ma solo per banche e assicurazioni (tiè).

Peccato che, come detto, nelle banche ci stiano i nostri soldi (o quelli a cui abbiamo diritto, per chi si legge l'art. 1834 cod. civ., ma il discorso non cambia). Peccato che nelle banche ci siano i nostri conti correnti, i nostri affidamenti, le nostre linee di credito. E che sarà inevitabile, dopo l’aggravio patrimoniale creato dall’aumento dello spread (che, come ormai è noto, toglie risorse da poter impiegare nei prestiti alla clientela, imponendo nuovi accantonamenti e nuove riserve a copertura della perdita di valore dei titoli di stato detenuti in portafoglio), che un aumento della tassazione finisca per tradursi in un aumento dei costi di gestione (commissioni, spese, interessi).

Per questo, un simile aumento della tassazione sulle banche non farà altro che trasformarle in sostituiti d’imposta di fatto, riflettendo l'aggravio di tasse direttamente sulla clientela, sui costi dei depositi, sugli oneri di gestione dei conti correnti e su quelli di affidamento.

Il che costituisce del resto una tendenza già in atto, come ha evidenziato Il Corriere Economia all'inizio di ottobre.

Ecco, dunque, la patrimoniale sui conti correnti.

Il che conferma che si chiama manovra del Popolo perché il Popolo se la paga. Tutta.

Piero Cecchinato

p.s.: diffidate dei politici che, per tranquilizzare gli analisti circa l'elevato debito pubblico italiano, mettono l'accento sul grande risparmio privato per valorizzare lo stato di salute complessivo del Paese. Il risparmio privato non è un dato da aggregare nei saldi di finanza pubblica. Chi lo fa ha in mente prima o poi di espropriaverlo.

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