Elisabetta Favale
E(li's)books
21 Ottobre Ott 2018 0827 21 ottobre 2018

Il settimo giorno di Yu Hua vince il Premio Bottari Lattes 2018

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Venticinque giurie scolastiche, 400 ragazzi hanno decretato il vincitore del premio Bottari Lattes Grinzane 2018, il premio è andato allo scrittore cinese Yu Hua per il suo romanzo “Il settimo giorno “ (Feltrinelli editore e Silvia Pozzi per la traduzione).

Yu Hua ha avuto la meglio su:

Andreï Makine (Francia) con "L'arcipelago della nuova vita" (La nave di Teseo; traduzione di Vincenzo Vega), Michele Mari (Italia) con "Leggenda privata" (Einaudi), Viet Thanh Nguyen (Vietnam) con "I rifugiati" (Neri Pozza; traduzione di Luca Briasco) e Madeleine Thien (Canada) con "Non dite che non abbiamo niente" (66thand2nd; traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini).

Di cosa parla Il settimo giorno? Come mai ha conquistato questi ragazzi? Mi incuriosisce molto soprattutto perché è stata una giuria di giovanissimi a decidere quindi lo leggerò!

SINOSSI

Un’ironica meditazione sul destino e sul senso della fine, una critica feroce della Cina contemporanea, fra comunismo e ipercapitalismo.

Yang Fei esce di casa una mattina e trova una fitta nebbia mista a una strana neve luminosa: è in ritardo per la sua cremazione. Inizia così il viaggio nell’Aldilà di un uomo vissuto, troppo brevemente, nella Cina del capitalismo socialista e delle sue aberranti contraddizioni. In un’avventura di sette giorni, il protagonista incontrerà persone care smarrite da tempo, imparando nuove cose su di loro e su se stesso. Conoscenti e sconosciuti gli racconteranno poi la propria storia nell’inferno vero, l’Aldiquà: demolizioni forzate, corruzione, tangenti, feti gettati nel fiume come rifiuti, miriadi di poveracci che pullulano in bunker sotterranei come formiche, traffico di organi, consumismo sfrenato… La morte livella le diseguaglianze, svelando l’essenziale, e i cittadini di questa necropoli soave uscita dalla penna di Yu Hua ci insegnano tutta la semplicità dell’amore.

Sette giorni nell’Aldilà come se lo immagina l’autore degli acclamati Vivere!, Brothers e La Cina in dieci parole.

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