Maurizio Sgroi
il Cronicario di Crusoe
22 Ottobre Ott 2018 1500 22 ottobre 2018

Mezzogiorno di cuoco per il ministro della Fantasia

Midday

Proverbio del 22 ottobre Non vi è albero che il vento non raggiunga

Numero del giorno: 1 Deficit % sul Pil nell’Eurozona nel 2017

La Lettera è partita puntuale, fanno sapere i gazzettieri del cambiamento, e poco dopo mezzogiorno – l’ora fatale – era già arrivata lassù, nel paese di EZ. E fin qui nessuno stupore. Come ai treni a suo tempo, anche le lettere viaggiano puntuali nell’Italia SovranEsta del 2018, che sicuramente ha una PEC sovradotata. Ma fosse solo questo: con l’ardita lettera agli arcigni eurobruttocrati il governo del cambiamento assevera l’autentica funzione del nostro ministro dell’Economia, che rima e non a caso con Mammamia, che da oggi assurge al ruolo più ambito nel paese che ha ancora nostalgia del ’68: il ministro della Fantasia, che ormai intitola il dicastero di via XX settembre.

Dimostrando un raffinato talento da chef, il nostro ministro alla Fantasia, finalmente al potere, affronta il suo mezzogiorno di fuoco come fosse la prova del cuoco. Promette di abbassare il deficit, come fosse un fornello, qualora la temperatura risultasse troppo elevata, nel caso – hai visto mai – il Pil dovesse salire abbastanza, o anche se dovesse salire meno di quanto previsto perché in quel caso potrebbe avere la tendenza a salire troppo…

Non pago, il nostro chef della Fantasia assicura che ci sarà “un calo significativo del rapporto debito pil nel prossimo triennio” perché il fornello del deficit, opportunamente alimentato dal governo onnipotente e dalla sua scienza, scalderà una quantità ragionevole di investimenti pubblici che moltiplicheranno pani e pesci al modico costo di qualche decimale di pil.

E quanto saranno mai questi investimenti? Il lievito dispensato dal nostro chef nell’impasto dell’economia italiana vale 0,2 decimi di pil nel 2019 e altri 0,3 decimali di punto dal 2020 al 2021 incluso. Il tutto condito da una centralizzazione della progettazione delle opere pubbliche che, unita alla semplificazione degli appalti, popolerà in un triennio l’Italia di opere pubbliche fondamentali che faranno montare la crescita come la panna addolcendo finalmente la vita agra dell’italiano medio, nel nome del quale il governo del cambiamento sta cucinando la pietanza.

A Bruxelles stiano sereni. Il nostro Chef vigilerà in cucina. Un occhio alla centrale della progettazione, un altro al deficit, e un altro (il terzo occhio è dovuto, al ministro alla Fantasia) ai rendimenti del Btp per la semplice ragione che purtroppamente “lo scenario programmatico del DPB assume tassi di rendimento sui titoli di stato inferiori a quelli riscontrati sul mercato negli ultimi giorni ma coerenti con i livelli registrati all’atto della chiusura delle stime”.

Vuol dire che se i tassi salgono più di quanto previsto la pietanza del cambiamento si brucia e si ammoscia il soufflé. Il deficit servirà a pagare gli interessi in crescita sul debito e buonanotte ai dolcetti di Natale. Lo Chef della Fantasia dovrà tornare a fare il ministro dell’Economia, scienza assai imperfetta e notevolmente provvisoria, con la tendenza a provocare inedia in nome del principio fondante della scarsità che rima, e non a caso, con realtà. E soprattutto dovrà presentare il conto ai futuri pagatori.

A domani.

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