Maurizio Sgroi
il Cronicario di Crusoe
23 Ottobre Ott 2018 1453 23 ottobre 2018

198 miliardi di euro fa

Once

Proverbio del 23 ottobre Fortuna e sfortuna abitano nello stesso cortile

Numero del giorno: 133,1 Debito pubblico Italia in % del pil al secondo trimestre 2018

C’era una volta un’Italia che aveva 198 miliardi di euro in più, secondo quanto fa sapere la Fondazione David Hume che ha deciso di intristirsi (ci) andando a stimare quanto ci sia costato in termini di capitalizzazione di borsa e valore dei titoli di stato l’arrivo sulla scena del governo verdolino. Uno dei più illustri componenti del quale, poco dopo, ha commentato così.

Questa montagna di denaro ci è scivolata dalle spalle da quando, nel marzo scorso, abbiamo trasformato a mezzo elezioni questo paese in una versione in stile talk show dell’Italia contro tutti, per giunta sbranandoci pure all’interno, con la conseguenza che le persone più…prudenti, diciamo, sono fuggite a gambe levate dai nostri asset giudicati d’improvviso vagamente pericolosi. Ma comunque i mercati ci vogliono bene.

Ora non sto a farvela lunga. Se vi va di intristirvi, i conti della Fondazione potete pure leggerveli da soli. Va detto però che nelle perdite non sono computati né le svalutazioni contabili subite dal portafoglio di Btp delle Banca d’Italia (nel caso lo voleste sapere le trovate qua)

né i rincari prossimi venturi che il caro spread ha già provocato nelle nuove emissioni di titoli. Non lo dico certo per spaventarvi: non ho un bidone di cambiali al posto del cuore (semicit.). Anche perché a furia di veder comparire in tivvù certi scappati dal bar di guerre stellari, cresciuti alla scuola di meravigliosi blog ma spacciati per illustri economisti, mi sono convinto che il debito non è certo un problema italiano, ma semmai degli europei che dovranno farsi piacere il nostro, credendo persino a un governo che promette di modulare il deficit in senso prociclico quando, notoriamente, dovrebbe funzionare al contrario.

Ma non è neanche di questo che volevo parlarvi oggi. Leggere la ricostruzione della Fondazione a me ha fatto tornare in mente l’Italia di 198 miliardi di euro fa, che non vuol dire soltanto che eravamo più ricchi. Eravamo un filo meno litigiosi, mentre oggi si respira un clima di guerra civile strisciante, un filo più tolleranti, mentre oggi alziamo parecchio la voce, un filo più ragionevoli, e infatti i mercati non avevano paura di noi. Ieri chiedevamo credito col sorriso e lo compravamo a 130 punti base di spread, oggi mostrando i denti (peraltro spuntati) e lo paghiamo più del doppio.

In compenso c’è assai più satira – che ormai dilaga per ogni dove travestita da dichiarazioni serie – al punto che persino il vostro Cronicario non riesce più a starci dietro. Finirà pensionato anche lui. Quota 100 (lettori) l’ha raggiunta da un pezzo.

A domani.

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