Elena Inversetti
Inversamente
9 Novembre Nov 2018 0909 09 novembre 2018

Ciucciami il calzino. L’insulto del maschio alla femmina

Elena Inversetti Linkiesta Insulti Maschi Femmine

Ho un'amica che nutre un'avversione profonda per i ciclisti. I ciclisti professionisti. Altrimenti noti come "culi lucidi". Quegli passi sfreccianti i lati delle strade - ogni tipo di strada - che fanno il loro dovere di ciclisti. Eppure questa mia amica, quando si trova con un volante in mano, io culi lucidi proprio non li concepisce. Un suo dire attento cavalcare le piste ciclabili. Solo quelle. Purtroppo però non siamo in Olanda ... Alloraunque cambiare sport.
La scarsa tolleranza nei confronti dei culi lucidi, se unita al nervosismo post-lavoro o pre-mestruo, diventa pericolosamente esplosiva. Così, un giorno, Ludovica (il nome è di fantasia per rispetto alla privacy) rimbrotta col clacson un nutrito drappello di culi lucidi in performance pre-agonistica, aggiungendo in corsa dal finestrino abbassato un deciso: “Non invadete la corsia destinata alle auto!!!”. Se la modalità e il tono di voce non sono certo concilianti, nessun insulto ha tuttavia superato il muro del pensiero.
Eppure Ludovica sente nitidamente uno di loro esclamare: “Ciucciamelo”.

Qualche secondo per prendere fiato.
Insulto davvero brutto, perché volgare, invasivo, fuori luogo… Ciucciamelo… Perché?
Ma stai generico, un vaffa sarebbe stato, non dico gradito, ma sufficiente a chiudere la questione!

Un altro secondo di fiato e poi…

La versione di Ludovica
Accelerata, sgasata e sgommata di traverso la strada, così da bloccare i culi lucidi. Tutti quanti. Quindi, con la certezza della propria prestanza fisica dovuta a un’intensa attività agonistica, Ludovica prende letteralmente di petto il volgare maschilista culo lucido che alla fine chiede scusa, ma soltanto perché spronato a farlo dai compagni.

La versione di Inversamente che purtroppo non ha mai fatto attività agonistica, altrimenti avrebbe agito esattamente come Ludovica (che, dimenticavo, è alta 1.80 cm, ha due spalle da pallavolista e due tette che sfidano la forza di gravità).

Spesso gli insulti degli uomini nei confronti delle donne hanno espliciti riferimenti sessuali. Un conto è se mi dici “stronza”, un conto invece se mi appelli come “puttana”. E qui siamo ancora sul filo della ‘gentilezza’. La storia di Ludovica è davvero emblematica in tal senso. Gli insulti delle donne nei riguardi degli uomini, invece, generalmente, esprimono quantomeno un tentativo di elevazione dal membro o dal culo, lucido o no. Sono più cerebrali, psicologici, sentimentali… seppure triviali.

Il ribaltamento del luogo comune, ossia uno sguardo inversamente proporzionale al sentire comune lontano dal buon senso, corre sul filo del rapporto centrale dell’essere umano. Centrale perché ancestrale. Quello tra uomo e donna, maschio e femmina.

Maschi&quelle altre come racconto nel blog elenainversetti.com

Appunto &. Mentre invece il rapporto maschi/femmine spesso viene vissuto e raccontato, raccontato e vissuto, come un’opposizione: maschi vs femmine o femmine vs maschi. Gli uomini che odiano le donne e le donne che vessano gli uomini. Usurpatori e usurpati. Comunque usurpanti.

Eppure natura vuole che i figli, ossia i nuovi maschi e le nuove femmine, nascano da un rapporto, presumibilmente d’amore, tra uomini e donne. Perché allora non anteporre l’& al vs?

Equazione assai più difficile della matematica. Come ci dimostra la seguente operazione:

insulto maschiovsfemmina > insulto femminavsmaschio

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