Elisabetta Favale
E(li's)books
10 Novembre Nov 2018 1018 10 novembre 2018

Editori indipendenti: Lindau ed Ezio Quarantelli

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Pubblico in “differita” una intervista fatta a Ezio Quarantelli, direttore editoriale della casa editrice indipendente Lindau. Ho voluto intervistarlo perché la Lindau ha lanciato una nuova collana e lo ha fatto con un libro che a me è piaciuto molto e di cui ho già parlato qui: Il confine del Paradiso.

1) Lindau ha appena lanciato una nuova collana, Contemporanea, ci racconta qualcosa di questo nuovo progetto? Quali saranno le caratteristiche distintive?

Il nome che abbiamo voluto dare alla collana già dichiara la sua vocazione principale: un’attenzione estrema a ciò che di nuovo accade nella letteratura internazionale. E quando dico “nuovo” non mi riferisco tanto a sempre possibili invenzioni o innovazioni di linguaggio. Penso anche, e direi soprattutto, a nuovi sguardi, a sguardi capaci di raccontarci in modo nuovo il mondo che ci circonda.

2) Nell’offerta di una casa editrice quanto conta la “suddivisione” del catalogo in collane?

E’ una bussola per noi, non so quanto serva al lettore. Ormai in tutto il mondo il formato “collana” ha perso molto della sua cogenza. Del resto ci troviamo sempre più spesso di fronte a testi di natura incerta, sospesi ad esempio tra narrativa e saggistica, o tra narrativa e inchiesta giornalistica. Insomma, mi verrebbe da dire che la fluidità di “genere” è una questione che non investe soltanto la sfera sessuale.

3) Come si fa ad “accaparrarsi” un romanzo come Il confine del Paradiso di Esmé Weijun Wang?

Cercando di fare al meglio il proprio mestiere, cioè il mestiere dell’editore. Bisogna mantenere sempre gli occhi e le orecchie ben aperti e non stancarsi mai di cercare e di interrogare la realtà.

4)Perché ha scelto proprio questo romanzo per l’inizio della nuova avventura?

Perché unisce una bella struttura, non banale, una storia complicata ma molto intrigante, che appassiona e spinge a continuare nella lettura, e un viaggio nelle zone buie della mente e della coscienza umana.

5) Lei crede che la letteratura possa ancora esercitare un’influenza, svolgere un ruolo sociale?

Certamente, perché tutto quello che sta nella comunicazione svolge un ruolo sociale. Il problema è un altro: quale ruolo di volta in volta svolge? Nutre? Distrae? Illude? Interroga?

6) Come è cambiato, se è cambiato, il vostro modo di “progettare”, di scegliere, pubblicare dall’inizio a oggi?

Ha seguito l’evoluzione dei nostri interessi e delle scelte “strategiche” compiute di volta in volta, ma rimanendo fedele a un’idea di casa editrice come “agorà”, cioè come luogo di incontro e di confronto fra idee, sensibilità, storie anche molto lontane e differenti.

Sulla nostra piccola isola (Lindau è un’isola sul lago di Costanza) arrivano i viaggiatori più diversi e questa ci pare una delle sue caratteristiche più preziose. Siamo militanti del dialogo e del dubbio sistematico.

7) Si parla di continuo del fatto che in Italia si legge poco eppure fioriscono i festival dedicati alla letteratura, le fiere, gli eventi, oramai ne abbiamo quasi ogni mese ovunque, sembra un controsenso, che sta succedendo mi aiuta a capirlo?

Su quanto davvero si legga in Italia la discussione resta aperta. I dati forniti dall’Istat non sembrano all’AIE (una delle associazioni che riuniscono gli editori italiani) del tutto attendibili. In ogni caso penso che il successo dei festival, delle fiere, degli eventi nasca dalla voglia dei lettori di essere protagonisti, e non semplici terminali del processo di creazione intellettuale o artistico. Naturalmente questo è nello stesso tempo un bene e un male. E’ un bene se esprime un vero desiderio di partecipazione, è un male se prevale la dimensione narcisistica.

8) Molte case editrici oggi investono tanto nella grafica delle copertine, cercano segni distintivi, l’immagine è diventata importantissima, sembrerebbe anche più del contenuto, effetto dei tempi. Lei cosa pensa di questa tendenza? E’ così che si “attira il lettore”?

Anche. Per altro ho incontrato libri di grande successo con copertine bruttissime (o per nulla “comunicative”) e libri che nessuno ha comprato nonostante la grafica molto efficace.

Direi che un buon libro può essere aiutato da una veste editoriale adeguata, ma la grafica non deve diventare un’ossessione. Viviamo, è vero, in una società sempre più “visiva”, ma i lettori, quanto meno i lettori “forti”, sono una tribù molto speciale.

9) Ci dice qual è il libro di un autore/autrice che avrebbe tanto voluto pubblicare?

Sono tanti, troppi perché ne possa scegliere uno. Nei momenti di sconforto penso che il “meglio” sia già accaduto. Poi, però, mi guardo intorno e penso che l’uomo è un animale crudele, spesso stupido, ma dotato di una creatività senza pari.

10) Salutiamoci con un’altra anticipazione… cosa succederà nel 2019?

“Contemporanea” riserverà molte sorprese. Ma tutto il nostro catalogo vivrà un anno di grande vivacità. Nel gennaio 2019 Lindau compirà trent’anni, un traguardo molto importante per una piccola casa editrice indipendente. Vogliamo che quest’anno veda un’ulteriore “impennata” nella storia del nostro lavoro.

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