Elisabetta Favale
E(li's)books
8 Dicembre Dic 2018 1444 08 dicembre 2018

La scomparsa di Josef Mengele - Olivier Guez. Recensione

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La scomparsa di Josef Mengele di Olivier Guez è un pugno nello stomaco, l’autore racconta la latitanza del criminale nazista in Sudamerica. Giunto dapprima in Argentina a Buenos Aires con il nome di Helmut Gregor “l’angelo della morte” cerca di ricostruirsi una vita facendo un lavoro umile, il meccanico, per sviare qualunque sospetto nei suoi confronti. Guez ci racconta questa storia come se fosse Mengele a ricordare la sua vita e la sua ascesa ai vertici delle SS. Confesso di aver saltato alcuni brani dove vengono ricordati gli esperimenti di genetica e gli atti di crudeltà compiuti dal criminale, sappiamo che non si è mai pentito fino alla morte e ha continuato a frequentare i criminali della sua risma convinto di essere nel giusto. Un uomo colto, amante della musica classica, della filosofia, della cultura tedesca, visse gran parte della sua latitanza nel lusso grazie alle ricchezze accumulate dalla sua famiglia, il padre era il fondatore di grossa fabbrica a Günzburg che cercò di far espandere anche in Paraguay. Guez ci descrive anche l’Argentina di Perón e sua moglie Evita che accoglieva volentieri criminali come Mengele e nutriva grande ammirazione per la Germania di Hitler e l’Italia di Mussolini. Non si può tuttavia non intravedere un certo disprezzo di Mengele per quel Perón, troppo succube della religione, non aveva speranza di riuscire, nonostante stesse cambiando il Paese grazie a quell’icona che era oramai Evita, insieme stavano promettendo al popolo “la posizione verticale del pendolo”. O così credevano.

La storia, secondo Perón “è il racconto delle contraddizioni umane; il capitalismo e il comunismo trasformano l’individuo in un insetto.”

Interessante il mondo in cui Olivier Guez ripercorre la presa di coscienza dei tedeschi di quanto era accaduto nei campi di sterminio, di come venne accolta nel mondo la pubblicazione de Il diario di Anna Frank, e la censura di Notte e Nebbia di Resnais a Cannes.

Riesce, Guez, a far parlare Mengele, si ha la terribile sensazione di leggere una sorta di memoir degli orrori.

Una prosa asciutta, precisa, nessun giudizio espresso se non attraverso l’esposizione dei fatti.

Duro ed efficace, da leggere assolutamente.

LA SCOMPARSA DI JOSEF MENGELE
Olivier Guez

Traduzione di Margherita Botto
Neri Pozza, 201 pp., 16,50 euro

Per Kindle in offerta questo mese

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