Elisabetta Favale
E(li's)books
10 Dicembre Dic 2018 1552 10 dicembre 2018

Avviso ai naviganti di Annie Proulx. Recensione

Avviso Ai Naviganti 2065

Oggi vi racconto di un libro pubblicato negli Stati Uniti nel 1993, io l’ho letto solo ora, lo scorso weekend, ho scelto l’ultima edizione pubblicata a maggio 2018 da Minimum Fax. Sto parlando di Avviso ai naviganti di Annie Proulx, tornato in libreria, dopo quasi vent’anni, è una delle poche opere nella storia della narrativa americana ad aver ottenuto i due premi letterari più importanti degli Stati Uniti: il Pulitzer e il National Book Award.

Intanto qualche informazione:

Quoyle vive a Brooklyn, sbarca il lunario facendo il giornalista, ha una moglie e due figlie. Una vita come tante, tra piccole gioie e grandi frustrazioni: finché, un giorno, viene licenziato dal quotidiano per cui lavora e, tornato a casa, trova ad attenderlo la babysitter con un messaggio da parte di sua moglie: ha deciso di abbandonarlo definitivamente per fuggire con un amante. Si ritrova così da solo, senza soldi e con due figlie da mantenere. Chiunque, davanti a due catastrofi di questa portata, si lascerebbe andare, tanto più se, come Quoyle, ha sempre vissuto di piccoli e grandi compromessi. E invece accade l’inverosimile. Ribellandosi a un destino che sembrerebbe già scritto, e facendo appello a un coraggio che ignorava di avere, prende il primo traghetto per Terranova insieme alle figlie e a un'attempata zia e va a stabilirsi in un villaggio coperto di neve quasi tutto l’anno, ai confini del mondo. Un luogo aspro ed estremo, permeato da legami antichissimi e oscure superstizioni, che si trasforma nell’ultima occasione per ritrovarsi, e impossessarsi, forse per la prima volta, della sua vita.”

Ho letto “Avviso ai naviganti” in due giorni nonostante superi le 400 pagine, non è un libro semplice, o meglio, si legge con gran facilità ma un lettore attento capisce che dietro ogni personaggio e ogni evento c’è molto altro, cose non dette o appena accennate ma che svelano un mondo interiore e un passato complesso e doloroso.

Partiamo dal protagonista, Quoyle, un omone goffo, brutto, il perdente per eccellenza, cresciuto nella convinzione che mai riuscirà a concludere qualcosa di buono nella vita e la sua famiglia, genitori e fratello, contribuiscono a renderlo una persona terribilmente insicura e triste. Quoyle è il cognome, Annie Proulx sceglie di raccontarci il protagonista così, non viene mai chiamato con il suo nome di battesimo e già questo ci fa comprendere la sua personalità, l’individualità di quest’uomo praticamente non esiste, è “annegata” nel quadro familiare, lui c’è solo perché è in quel contesto, lui è la famiglia.

Altrettanto interessante è una delle figlie di Quoyle, Bunny, è un personaggio che simbolicamente rappresenta tutte le fobie, le insicurezze e sembra predestinata ad ereditare dal padre solo il peggio.

E’ una bambina complicata ma come potrebbe non esserlo essendo cresciuta con una madre assente che non ha esitato addirittura a vendere lei e sua sorella, se non fosse intervenuto il padre sarebbe accaduto il peggio. Bunny è una bambina aggressiva, viene allontanata dalla scuola di New York per i suoi atteggiamenti spesso irrazionali e violenti, sembra soffrire di allucinazioni, vede continuamente un cane bianco e noi lettori intuiamo, ad un certo punto, che potrebbe simboleggiare il legame con la famiglia e il male che le radici possono trasmettere alle nuove generazioni, così l’ho inteso io. Quoyle è terrorizzato che Bunny possa essere “condannata” ad una vita da “dissociata” con disturbi della personalità, sua figlia rappresenta una sorta di cartina di tornasole per comprendere se la linea del dolore che appartiene a lui può essere spezzata, interrotta, o se invece debba per forza ereditarsi e nutrirsi anche del dolore dei suoi discendenti, come Bunny.

Leggendo i primi capitoli di Avviso ai naviganti ad un certo punto si ha l’impressione che le numerose difficoltà e ingiustizie che Quoyle deve sopportare sono forse eccessive, il rischio di rendere il personaggio e la storia “deboli” e meno credibili viene però subito scongiurato (secondo me) con l’introduzione di un personaggio che diventa la chiave di volta per una trasformazione della storia e anche del destino di Quoyle, il personaggio è la zia Agnis che entra in scena dopo la morte dei genitori.

Agnis è l’esatto contrario di suo nipote, è una donna sicura, con le idee chiare, prende in mano la situazione e convince il nipote a cambiare vita, a lasciare New York dove oramai non ha più famiglia e neppure lavoro e lo porta nella sua città di origine, Terranova. Se per Quoyle Terranova è una nuova opportunità, per Agnis invece è un ritorno al passato, un ritorno che scopriamo, prestando attenzione, essere molto doloroso.

E’ con Agnis dunque che l’autrice, Annie Proulx, realizza il cambio di rotta, grazie a lei la storia si evolve in altre direzioni, Terranova, come dice anche il nome è una nuova terra, a questo luogo viene assegnato il difficile compito di consentire a tutti di avere una nuova opportunità, qui Agnis fa i conti con i traumi affrontati da giovane, deve elaborare i ricordi delle violenze che l’hanno costretta ad allontanarsi e Annie Proulx con poche frasi ci fa scoprire anche altri aspetti di questa donna, la sua sessualità che è un fatto di cui non è “conveniente” parlare.

Terranova è il luogo per il riscatto di Quoyle che trova la forza di superare alcune delle sue paure e di prendere in mano anche il suo lavoro dandogli una impronta personale, dimostrando di valere qualcosa, Quoyle e sua figlia Bunny sono quelli che più di tutti si preoccupano di rendere solida e agevole la vecchia e cadente casa di famiglia, vogliono finalmente assicurarsi e fare in modo che niente più gli crolli addosso.

Molto interessante la “sottocultura” di Terranova che l’autrice ci aiuta a conoscere attraverso i ricordi di Agnis e degli abitanti che entrano a far parte della vita di Quoyle e delle sue figlie. Quel che si intuisce è che quel microcosmo sta cambiando, sta attraversando una fase in cui anche l’economia locale si modifica e se sotto alcuni punti di vista l’evoluzione porta miglioramenti, sotto altri evoluzione diventa perdita di valori e di bellezza.

I tanti sorrisi che Annie Proulx riesce a strappare (molto divertenti i titoli degli articoli che Quoyle immagina associandoli a varie situazioni personali come se si preparasse a pubblicarle sul giornale) spesso hanno il retrogusto amaro dell’ironia che diventa via di fuga dalla trappola dell’autocommiserazione in cui sarebbe facile, per i personaggi, cadere.

Ma non posso aggiungere molto altro senza rischiare di rovinarvi la sorpresa della lettura, solo che finalmente, il nostro Quoyle avrà, firmando l’edizione del giornale locale, due lettere prima del cognome, questo piccolo indizio che ci offre l’autrice per farci sapere che si è finalmente appropriato della sua identità è la nota che serve al lettore per chiudere il libro credendo nella possibilità di veder realizzate le speranze di vita e d’amore del suo protagonista.

AVVISO AI NAVIGANTI - Annie Proulx

Titolo originale: The Shipping News

Traduzione: Edmonda Bruscella

MINIMUM FAX MAGGIO 2018

Annie Proulx: Di certo conoscere l’autrice per il suo romanzo Gente del Wyoming, da cui è stato tratto I segreti di Brokeback Mountain, il film di Ang Lee vincitore di 3 premi Oscar.

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