Elisabetta Favale
E(li's)books
14 Dicembre Dic 2018 1625 14 dicembre 2018

Cosa leggeremo a gennaio 2019. Qualche anticipazione

Libri Linkiesta

In questi giorni tutti pubblicano le classifiche dei libri più belli o più venduti o premiati del 2018, io voglio invece pubblicare qualche anticipazione del libri che vedremo in libreria a gennaio del 2019.

Parto con un autore turco:

Per Fazi editore

Sabahattin Ali (1907 – 1948) Autore di romanzi, raccolte di racconti, poesie e articoli a sfondo politico, è stato uno dei massimi esponenti della letteratura turca del Novecento. Comunista convinto, nei primi anni della Repubblica di Turchia fu incarcerato più volte. Morì a 41 anni, ucciso al confine con la Bulgaria mentre cercava di attraversarlo per fuggire in Europa. Quando si sparse la notizia, un quotidiano nazionale pubblicò una foto degli effetti personali di Ali: la sua ventiquattrore, i suoi occhiali e il binocolo, una fotografia di sua moglie e una copia di Eugenio Onegin. Questi oggetti non furono mai restituiti alla famiglia.

Libro in uscita: Madonna col cappotto di pelliccia. Fazi

Il libro

Quando ad Ankara, negli anni Trenta, un giovane conosce sul posto di lavoro Raif Effendi, viso onesto e sguardo assente, è subito colpito dalla sua mediocrità. Man mano che i due entrano in confidenza, questa prima impressione non fa altro che ricevere conferme: schernito ed evitato da tutti sul lavoro, Raif viene maltrattato persino dai suoi familiari. Il taccuino di Effendi, consegnato in punto di morte al collega racconta una storia tutta nuova: dieci anni prima, un giovane e timido Raif Effendi lascia la provincia turca per imparare un mestiere a Berlino. Visitando un museo, rimane folgorato dal dipinto di una donna che indossa un cappotto di pelliccia, e ne è così affascinato che per diversi giorni torna a contemplare il quadro. Finché una notte incrocia una donna per strada: la stessa donna del dipinto. Maria. Un incontro che gli sconvolgerà la vita. Intenso, profondo e toccante, Madonna col cappotto di pelliccia è un romanzo indimenticabile che, inizialmente passato inosservato, grazie al passaparola oggi è un bestseller.

Sempre per Fazi editore voglio segnalare E come il vento

Il libro

Il libro celebra il bicentenario (1819-2019) della poesia più nota della storia della letteratura italiana. Davide Rondoni compie un viaggio narrativo all’interno dell’Infinito che diventa come un “magnete” per leggere il mondo e per esplorare le tracce che la poesia ha disseminato non solo in altri testi leopardiani, come Lo Zibaldone, ma anche negli scritti di critici e di poeti successivi (De Sanctis, Raimondi, Citati, Orcel, Bigongiari, Luzi, Ungaretti, Montale ecc.).

Il progetto. In occasione del bicentenario della più nota poesia di Giacomo Leopardi, il progetto Infinito 200 vuole renderle omaggio con un fitto programma di manifestazioni, In Italia e all’estero, per tutto il 2019. Nasce da un’idea di Davide Rondoni, ed è organizzato dal Centro di Poesia Contemporanea, in collaborazione con Centro Studi Marche, Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati, la Fondazione Claudi e l’Accademia Mondiale della Poesia; con il patrocinio di MIBACT e Regione Lombardia. Saranno previste letture, musica, rappresentazioni teatrali, edizioni new media, ritrovi, mostre, experience, traduzioni, concorsi, percorsi on trekking, uno sciame di occasioni create da coloro che vogliono festeggiare una poesia che continua a muovere miliardi di pensieri, emozioni, inquietudini e visioni.

Per edizioni e/o

Christelle Dabos, Gli scomparsi di Chiardiluna

Il libro

Sulla gelida arca del Polo, dove Ofelia è stata sbattuta dalle Decane perché sposi suo malgrado il nobile Thorn, il caldo è soffocante. Ma è soltanto una delle illusioni provocate dalla casta dominante dell’arca, i Miraggi, in grado di produrre giungle sospese in aria, mari sconfinati all’interno di palazzi e vestiti di farfalle svolazzanti. A Città-cielo, capitale del Polo, viene presentata al sire Faruk, il gigantesco spirito di famiglia bianco come la neve e completamente privo di memoria, che spera nelle doti di lettrice di Ofelia per svelare i misteri contenuti nel Libro, un documento enigmatico che nei secoli ha causato la pazzia o la morte degli incauti che si sono cimentati a decifrarlo. Per Ofelia è l’inizio di una serie di avventure e disavventure in cui, con il solo aiuto di una guardia del corpo invisibile, dovrà difendersi dagli attacchi a tradimento dei decaduti e dalle trappole mortali dei Miraggi. È la prima a stupirsi quando si rende conto che sta rischiando la pelle e investendo tutte le sue energie nell’indagine solo per amore di Thorn, l’uomo che credeva di odiare più di chiunque al mondo. Sennonché Thorn è scomparso…

L’autrice
Christelle Dabos (Costa Azzurra-1980) è cresciuta a Cannes in una famiglia di musicisti e artisti. Vive e lavora in Belgio. Scrive le prime storie all’università. Durante un periodo di convalescenza si unisce al Silver Plume, una comunità di scrittori su internet che la incoraggia a partecipare a un concorso organizzato da Gallimard Jeunesse. Nel 2013 ha vinto il Prix du Premier Gallimard-RTL-Télérama per Fidanzati dell’inverno. Nel 2016 i primi due libri della saga sono stati premiati con il Gran Prix de l’Imaginaire. Fidanzati dell’inverno, primo volume della saga dell’Attraversaspecchi, è stato pubblicato dalle Edizioni E/O nel 2018.

Per Einaudi

Jen Beagin - Facciamo che ero morta

Il libro

«Facciamo che ero morta», diceva Mona al padre, prima di buttarsi in piscina fingendo di annegare perché lui la salvasse. Ora che è cresciuta, Mona ancora attende di essere salvata. Ironica se non scorbutica, conduce un'esistenza solitaria lavorando come donna delle pulizie sui generis, fino al catastrofico incontro con l'ambiguo Mister Laido. È a causa sua se da un giorno all'altro molla le sue case patinate a Lowell, Massachusetts per trasferirsi in una bislacca comunità di nullafacenti e new ager a Taos, nell'assolato New Mexico. Ma, come ogni professionista del pulito sa bene, spazzare la polvere sotto il tappeto non vuol dire liberarsene: prima o poi lo sporco torna a fare capolino.

Al mondo non c'è nessuno che, in fondo a un cassetto o sotto il materasso, non nasconda qualcosa di imbarazzante. Lo sa molto bene Mona, che di mestiere fa la donna delle pulizie e che, mentre lava, smacchia, scrosta, lucida e passa l'aspirapolvere, si distrae curiosando in giro e ricostruendo impietosamente la vita dei suoi clienti. Il martedí sera, non avendo di meglio da fare, presta servizio come volontaria distribuendo aghi puliti ai tossicodipendenti. È in questo ambiente che, in barba alla prudenza, adocchia un soggetto a suo parere interessante: certo, sembra un po' sporchino, tanto che gli appioppa il soprannome di Mister Laido, però è alto e ha le spalle larghe, e poi ha sempre con sé un libro. E cosí, tra regali bizzarri ed escursioni domenicali sui tetti di fabbriche abbandonate, comincia una storia a dir poco strampalata. Seppure inevitabile e tutto sommato salvifico, l'epilogo supera, per le sue grottesche modalità, ogni piú nera previsione. Per riprendersi dalla batosta, Mona decide di cambiare aria e, dopo aver caricato lo stretto necessario sul furgone, si trasferisce a Taos, un rifugio di fricchettoni e nullafacenti perso nel deserto del New Mexico. C'è la coppia anglo-giapponese di Nigel e Shiori (Yoko e Yoko, li soprannomina Mona, non riuscendo a decidere quale dei due dovrebbe far la parte di Lennon) che se ne vanno in giro in pigiama dispensando immortali perle di saggezza new age. C'è la sensitiva Betty, che colleziona inquietanti bambole e fotografie rubate del suo ex marito. C'è un giovane gay, Gesú, che viene appioppato a Mona come finto fidanzato. Potrebbe bastare per tagliare i ponti con quel che è stato. E invece il passato la insegue e Mona, anche se controvoglia, dovrà fare i conti con la sua infanzia e, in particolare, con un padre ben al di sotto del livello di accettabilità. Perché ormai è cresciuta e non ha piú intenzione di fingersi morta. Intrepido nella sua schiettezza, vivido come un film di Wes Anderson, Facciamo che ero morta è un originale viaggio tra anime dannate, un romanzo che ride con affetto delle stramberie e delle imperfezioni degli esseri

L’autrice

Jen Beagin ha studiato scrittura creativa alla University of California, Irvine, e ha pubblicato le sue storie su varie riviste letterarie, fra cui «Electric Literature», «Juked» e «Miracle Monocle». Per Facciamo che ero morta, il suo romanzo di esordio, ha tratto ispirazione dal suo passato come donna di servizio. L'opera le è valsa nel 2017 il Whiting Award per la narrativa.

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