Dario Russo
Babele
17 Dicembre Dic 2018 1712 17 dicembre 2018

Le imprese italiane investono sempre più nell'adv online

Ppc Marketing

Eppur si muove: le imprese italiane non sono ancora al passo di quelle dei Paesi più progrediti, ma cominciano a comprendere l'importanza di investire sull'adv digitale per far crescere i propri business. I dati che arrivano dalle analisi dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm e School of Management del Politecnico di Milano consentono di scoprire le evoluzioni in atto nel nostro Paese, dove i volumi di affari investiti nel "virtuale" sono in costante crescita.

La spesa degli italiani in advertising online

I numeri indicano un fenomeno preciso: il digitale è un valore aggiunto decisivo per lo sviluppo dell’economia italiana,

al punto che la spesa delle imprese nazionali nel digital advertising sfiora quest'anno i 3 miliardi di euro, in crescita dell'11 per cento rispetto al 2017 e in salita per il decimo anno consecutivo. Ancor più di rilievo è il fatto che questo valore rappresenti oggi più di un terzo del totale degli investimenti pubblicitari italiani, secondo solo alla raccolta pubblicitaria realizzata dal canale TV, ovvero quello su cui storicamente si concentravano le attenzioni della promozione. Insieme, Televisione e Web rappresentano il 77% della raccolta complessiva, lasciando dunque solo le "briciole" agli altri media.

Aumenta la spesa in search adv

All'interno della torta totale dell'advertising online si segnala la buona performance della pubblicità search che si appresta a chiudere il 2018 con una crescita dell'8% e una quota raggiunta di circa 800 milioni di euro, pari a circa il 30% del totale del settore online e dell'11% sul volume totale della spesa pubblicitaria complessiva delle aziende italiane. Allargando l'analisi al mondo, gli analisti internazionali hanno rivelato che il business nella paid search dei quattro principali provider (ovvero Google, Baidu, Yahoo e Bing di Microsoft) ha raggiunto lo scorso anno la somma di 101 miliardi dollari, con Google a fare la parte del leone con quasi 86 milioni di dollari raccolti.

Strategie online con SEOZoom

Accanto al settore search a pagamento per così dire tradizionale, è poi in evoluzione anche il riconoscimento del valore delle attività strategiche di posizionamento e rafforzamento di un sito sui motori di ricerca, ovvero l'importanza della Search Engine Optimization. Proprio in questo segmento è fatta strada in Italia la piattaforma SEOZoom, la prima suite SEO e digital marketing completamente italiana e pensata specificamente per le esigenze di chi opera sul mercato nazionale e che ha battuto la concorrenza degli altri software stranieri e accompagna ogni giorno oltre 20 mila utenti attivi, tra grandi aziende, professionisti del marketing online, ma anche piccoli blogger e principianti nel Web.

Per gli eCommerce l'adv è fondamentale

Tra i più attenti a cogliere queste tendenze sono ovviamente le piattaforme eCommerce italiane che investono il 4% complessivo del proprio fatturato in advertising concentrando il 77% della spesa proprio sull'online; in questo caso, la metà si orienta su soluzioni di search advertisin, che supera per valore le soluzioni di display advertising, le componenti banner e social, quella video (una di quelle più in crescita anche per le varie innovazioni tecnologiche a disposizione dei merchant per le campagne online) e infine l’email marketing.

La pubblicità search batte quella display

Il differente peso tra search e display si spiega analizzando alcuni fattori tecnici e soprattutto le percentuali dei tassi di click through rate e di conversione: secondo uno studio americano che ha preso in considerazione 16 categorie merceologiche, gli annunci search ottengono un click through rate pari al 3,3% (ovvero, più di 3 utenti su cento cliccano effettivamente sull'annuncio che hanno visualizzato online), mentre la pubblicità display si ferma allo 0,57%. Molto diversa anche l'efficacia dei tassi di conversione: con la search finalizza l'acquisto i 4,32% dei clienti, mentre la display raggiunge solo l’1% di chi vede l'adv.

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