Marco Bolognini
Spagna chiama Italia
17 Dicembre Dic 2018 1013 17 dicembre 2018

Mentre l’Italia stenta, la Spagna vola

Dpp 1394 1

Notizie fresche dal Banco de España: la massima autorità bancaria iberica ha appena pubblicato le previsioni di crescita del PIL per il 2018 (ormai in chiusura) e per i due anni successivi, 2019 e 2020.

Seppur con un leggero rallentamento rispetto alle stime di inizio anno, la crescita dell’economia spagnola dovrebbe attestarsi su un più che soddisfacente 2,5% per il 2018, un comunque buon 2,2% nel 2019 e un moderato ma rassicurante 1,9% nel 2020.

I numeri, se presi in considerazione nell’ecosistema europeo, sono certamente positivi.

Non deve dunque sorprendere l’aumento esponenziale delle imprese di nuova creazione nella Comunità di Madrid, che vanta il record specifico in Spagna anche grazie a una fiscalità particolarmente vantaggiosa e paragonabile solo a quella dei Paesi Baschi in termini di aliquote, sgravi ed incentivi.

Tornando ai dati della crescita del Pil, i “gufi” hanno ovviamente colto l’occasione per accusare il presidente Sánchez di aver inciso (negativamente) su un risultato che avrebbe potuto essere ancora migliore. Tutto il mondo è paese, e a volte anche le buone notizie vengono rilette con occhi grigi e scuri…

In realtà – e aldilà delle diatribe politiche e strumentali – poco ha avuto a che vedere questo Governo (nel bene e nel male) con dei valori che fanno certamente ben sperare: la Spagna già stava consolidando il commercio con l’estero e stava vivendo una felice riattivazione del consumo interno. Per il momento, quindi, né meriti specifici né demeriti gravi da attribuire all’attuale premier.

Al contempo, si odono voci di sincero interesse da parte di operatori stranieri per alcuni “campioni” dell’industria e della finanza spagnole.

Se, da un lato, il fondo sovrano norvegese Norges Bank ha appena aumentato la sua partecipazione in Unicaja (istituto di credito iberico), dall’altro, rumors piuttosto attendibili parlano di un serio interesse del fondo Elliott per entrare nel capitale di Telefonica.

Se a tutto ciò aggiungiamo le numerose operazioni di vendita di assets tra banche iberiche e fondi stranieri ancora in corso potremo tirare le somme e dire che in Spagna il vento soffia – per il momento – a favore di un’economia in buona ripresa.

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