Elisabetta Favale
E(li's)books
18 Dicembre Dic 2018 1551 18 dicembre 2018

Le correzioni. Jonathan Franzen - Recensione

LE CORREZIONI FRANZEN

Prima di dare sfogo alle emozioni che questo romanzo mi ha suscitato vi ricordo intanto la trama:

«Lo si sentiva nell'aria: qualcosa di terribile stava per succedere». Enid e Alfred Lambert trascinano le giornate accumulando oggetti, ricordi, delusioni e frustrazioni del loro matrimonio: l'uno in preda ai sintomi di un Parkinson che preferisce ignorare, l'altra con il desiderio, ormai diventato scopo di vita, di radunare per un «ultimo» Natale i tre figli allevati secondo le regole e i valori dell'America del dopoguerra, attenti a «correggere» ogni deviazione dal «giusto». Gary, dirigente di banca, vittima di una depressione strisciante e di una moglie infantile; Chip che ha perso il posto all'università per «comportamento sessuale scorretto»; Denise, chef di successo con una vita privata, secondo i canoni dei Lambert, molto discutibile. Il temporale annunciato spazzerà via molte cose di valore ma ne restituirà altre piú limpide. Un grande romanzo che si legge d'un fiato, ricco di umorismo e umanità e al tempo stesso duramente critico verso la società contemporanea e i suoi pochi, incerti valori. Impossibile non riconoscere che i Lambert siamo noi: in un momento della nostra vita, in qualsiasi luogo del primo mondo.”

Ecco i miei confusi pensieri.

Le correzioni è il romanzo che ha consacrato Franzen trasformandolo in una superstar del panorama letterario contemporaneo e non solo negli Stati Uniti, nel 2001 apparve sulla copertina del Times e Oprah Winfrey inserì Le correzioni nel suo club del libro suscitando la reazione, a dire il vero poco positiva, dell’autore che quindi non fu più invitato a partecipare allo show.

Un libro che ha raccolto premi di ogni genere tanto da far alzare notevolmente l’asticella delle aspettative dei lettori e della critica per i romanzi successivi.

Le correzioni è un romanzo che abbraccia, prima di tutto, le sfide a cui è sottoposta una famiglia contemporanea, Franzen lo fa raccontando la storia di una famiglia del Midwest, i Lambert, i cui membri cercano di mantenersi vicini, di tenere unita la famiglia, nonostante le differenze ideologiche a cui la vita li ha portati e la distanza che li separa. Il romanzo si svolge nell’arco di tempo di un anno alla fine del ventesimo secolo. I genitori anziani, Enid e Alfred, lottano per mantenere il loro stile di vita imparando anche ad affrontare e convivere con la malattia di Alfred, il Parkinson. I tre figli dei Lambert si sono tutti spostati sulla costa orientale e mantengono diversi livelli di contatto gli uni con gli altri. Il più grande, Gary, ha avuto un buon successo professionale, ha moglie e due figli ma soffre di depressione ed è un quasi alcolizzato. Il figlio di mezzo, Chip, è un docente universitario fallito i cui comportamenti moralmente discutibili lo portano in situazioni sempre ai limiti del legale. Denise, è la più giovane dei Lambert, è una chef di talento a Philadelphia ma anche lei, con il suo incerto orientamento sessuale finisce per compromettere la sua carriera; Enid, la loro madre, è letteralmente inorridita dal fatto che i figli sono venuti completamente meno ai principi dell’educazione protestante ricevuta. Enid è il personaggio più “rigido” di tutto il romanzo, ho letto una bellissima intervista a Franzen di alcuni anni fa nella quale ammise il carattere autobiografico di diversi aspetti della storia e il personaggio di Enid ricorda molto la madre dell’autore, altrettanto castrante, sembra.

Certo è che Le correzioni vuole portarci a una conclusione, che le persone possono essere modellate, piegate perfino dagli eventi della vita ma ognuno ha potenzialmente le capacità per “correggere” ciò che non si accetta di se stessi.

Quel che è sorprendente di questo romanzo è la commistione di generi che Franzen riesce a conciliare, dalla satira alla critica della “romanticizzazione” del passato. La storia di Chip per esempio è raccontata come una sorta di viaggio epico pur essendo lui un anti-eroe che non ha nulla altro che se stesso da riportare a casa, niente gloria e niente bottino di guerra, è una caricatura in piena regola dell’eroe epico nonostante la sua epifania a cui assistiamo noi lettori lo porta ad una svolta decisiva nella sua vita e Franzen ce lo descrive come un vero e proprio “epic tale”. Di tanto in tanto, ammetto, che si è tentati di pensare che Franzen stia giocando con il lettore, che stia facendo una raffinata ironia su tutto.

Penso per esempio alla scena surreale di quando Chip incontra Gitanas il marito di Julia, la donna che lo ha appena scaricato, è un racconto assurdo che avrà conseguenze assurde, al limite del ridicolo per chi legge che non può evitare di sorridere tuttavia, pur consci del fatto che l’autore sta facendo della satira, siamo propensi a credere all’intera faccenda perché Chip ci è stato presentato in un certo modo.

Ma ironia a parte, Le correzioni è un romanzo che tratta temi difficili e molto seri.

Ogni personaggio, pure nei momenti peggiori dei suoi atteggiamenti, è molto credibile perché la sua credibilità è costruita rendendo il lettore partecipe delle scelte che lo hanno portato a comportarsi o a reagire in un certo modo. Franzen fa appello alla comprensione del lettore che è consapevole del fatto che quel microcosmo familiare è l’immagine della società, dal particolare si riesce a passare al generale nello “spazio” di una sola frase.

Un esempio lampante è la critica ad una casa farmaceutica e alle promesse di riuscire a mettere sul mercato un farmaco che risolve il terribile problema delle malattie degenerative come il Parkinson di Alfred. E’ una critica politica.

La famiglia Lambert, dicevo, è una tipica famiglia americana ma i profili psicologici di questi personaggi sono tali da poter essere compresi da qualunque lettore anche non americano, sono personaggi imperfetti e le loro debolezze sono debolezze umane.

Enid è la madre simbolo del legame familiare, nel bene e nel male, è lei che lotta per tenere unita la famiglia.

Qualche parola sul profilo psicologico dei personaggi, partiamo dal figlio maggiore

Gary: depresso. Lo capiamo subito perchè lo rivela lui stesso, racconta che, leggendo i libri di “psicologia pop” che sua moglie Caroline ha sul comodino ha imparato a riconoscere i sintomi della depressione, per esempio il desiderio immotivato di piangere. La testa di Gary è un groviglio di emozioni che assomigliano al clima di Philadelphia dice l’autore. Il lettore non scopre mai perché Gary è depresso, qual è la causa scatenante per la sua infelicità, sembra un qualcosa che in realtà si porta dentro, un retaggio familiare e diventa interessante assistere al cambiamento di atteggiamento che Gary matura rispetto alla moglie e alla madre, alla fiducia che ripone nell’una e nell’altra. Gary ha vissuto facendo mille sforzi per essere il più vicino possibile alle aspettative dei genitori, è quello che conduce una vita più simile alla loro eppure ha la consapevolezza di non essere il figlio prediletto e questo è il suo dolore.

Chip: un personaggio che incarna il fallimento a 360 gradi, è diventato professore perché suo padre gli aveva insegnato che nella vita bisogna fare un lavoro utile non perché gli piacesse davvero. Ha provato a diventare un hipster (lo capiamo facilmente da come Franzen ce lo descrive, da come ci dice che si veste e da come si comporta) senza riuscirci davvero perché non è capace neppure di essere trasgressivo quanto basta per assomigliare a qualcuno dei suoi amici newyorkesi.

Chip colleziona errori, umiliazioni, passa la vita ad odiare un uomo, suo padre, salvo accorgersi che è la persona che più di tutti lo ha amato e se ne accorge tardi. Gli sviluppi della storia di Chip sono molto interessanti, ne fanno forse il personaggio più completo.

Denise: il maschiaccio, quella che vuole piacere a tutti i costi, quella che non sa cosa vuole veramente, è il personaggio che ha più rapporti con l’intera famiglia, con i genitori eppure diventa chiaro che è quanto di più lontano possa esserci rispetto ai suoi famigliari, perfino rispetto a Chip che solo apparentemente è il più diverso.

Denise si aggrappa all’illusione di conoscersi ma deve fare i conti con “l’apparir del vero” e con le “correzioni” di cui ha bisogno per trovare una identità.

Passiamo invece ai genitori:

La regina delle correzioni, Enid:

incarna l’auto-illusione a cui ogni madre si sottopone. Enid mente a se stessa e agli altri sapendo di mentire, mente sul marito quando dice che è così insopportabile perché è vecchio e malato ma è una bugia, mente sulla vita dei figli che l’hanno delusa al 100% tutti.

Con i suoi 75 anni Enid è quella che più di tutti dovrebbe sapere che non può imporre agli altri la sua personale idea di mondo, dovrebbe averlo imparato e invece rimane, caparbia, arroccata sulle sue decisioni.

Alfred

Il personaggio che influenza tutti gli altri anche indirettamente, il termine di paragone nel bene e nel male, il supereroe agli occhi di tutti, l’uomo d’acciaio, integerrimo, odiato e temuto ma che in fondo è forse il più umano e fragile.

Alfred è: l’aguzzino di Enid secondo Gary, l’avvocato delle sue cause per Denise che lo adora, il diavolo in persona per Chip.

Alla resa dei conti però:

Gary si scoprirà simile ad Alfred nel rapporto con sua moglie, Denise capirà di averlo deluso profondamente, Chip di essere stato il suo prediletto.

Nonostante tutto Alfred non può non fare pena per la sorte che lo aspetta e per l’isolamento dalla sua famiglia e dalla realtà che gli provoca, in ultimo, anche la malattia.

In Le correzioni troviamo un sunto delle varie correnti narrative americane di quel momento, le influenze di Rick Moody e David Foster Wallace, il “domestic realism”, uno stile, di tanto in tanto, giornalistico.

Voglio concludere questa lunga elucubrazione su Le correzioni dicendo che per me è un gran romanzo, che colpisce intimamente con mille suggestioni che le vite di questi personaggi riescono a creare nel lettore.

Quel che Franzen ha fatto in questo romanzo è irripetibile per lui, i romanzi successivi sono diversi eppure lasciano sempre il segno, come Purity dove troviamo ripetuti alcuni temi come la critica feroce alla tecnologia e alla sua pretesa di controllo, dove troviamo famiglie disfunzionali, rapporti irrisolti tra genitori e figli e ci lasciamo avvincere e fagocitare da ogni cosa credendo a tutto quello che Franzen e i suoi personaggi ci raccontano.

Jonathan Franzen - Le correzioni

Traduzione Silvia Pareschi (bravissima come sempre)

EINAUDI 2014

«Jonathan Franzen ha costruito un romanzo formidabile con la materia ricchissima che affiora dalla coscienza di un matrimonio, di una famiglia, di una cultura, la nostra. E lo ha fatto con partecipazione ed esuberanza, assoggettando il suo caustico temperamento moderno a un'ampia e generosa visione». Don DeLillo

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