Elisabetta Favale
E(li's)books
26 Dicembre Dic 2018 0917 26 dicembre 2018

Lo scannatoio (L'assommoir) Émile Zola. Un classico per i giorni di festa

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Un classico per i giorni di festa.

Lo scannatoio (L'assommoir)

Émile Zola

Curatore: L. Salvatore

Editore: Feltrinelli

Collana: Universale economica. I classici

Anno edizione: 2018

Formato: Tascabile

Pagine: 618 p., Brossura

“Quando Lo scannatoio uscì su un giornale, fu attaccato con una violenza senza precedenti, giudicato, a colpa gli imputarono ogni crimine. Eppure le mie intenzioni di scrittore erano molto semplici: raccontare il lento e inesorabile declino d’una famiglia nell’ambiente degradato dei bassifondi. Al culmine dell’ubriachezza e dell’indolenza ci sono L’allentamento dei legami familiari, gli orrori della promiscuità, la perdita progressiva d’ogni onesto sentimento; e, alla fine, restano solo vergogna e morte.”

Nuova e apprezzata traduzione.

TRAMA

Incentrato sulla figura di Gervaise, lavandaia e poi stiratrice, il cui impossibile riscatto dalla miseria si riflette nel destino di uomini consumati dall'alcool e dall'indigenza nel quartiere della Goutte-d'Or, brulicante cosmo popolare che risulta alla fine l'autentico protagonista della vicenda. L'Assommoir del titolo, l'osteria-scannatoio, ne è insieme l'epicentro e il luogo di più marcata connotazione simbolica: tutti prima o dopo vi arrivano, sognando di evadere ma in realtà innescando il processo della propria autodistruzione, il costo d'una rivoluzione industriale che ha necessità di trasformare gli individui in merci. Zola, padre del naturalismo, indaga quel mondo con l'occhio impassibile dello scienziato, ma la sua pagina ribolle di gerghi e di lingua viva, è animata dagli estri di un'immaginazione visionaria.

Settimo pannello del ciclo dei Rougon-Macquart, iniziato nel 1871 con "La fortuna dei Rougon" e che si concluderà venti anni più tardi con il "Dottor Pascal", "Lo scannatoio" (1877) è il primo "romanzo sul popolo che non menta, e che abbia lo stesso odore del popolo". Quando inizia a uscire sulle pagine del "Bien publique", nell'aprile del 1876, il romanzo viene immediatamente accusato di oscenità. Il successo è enorme, senza precedenti: trentotto ristampe nel 1877, altre dodici l'anno seguente. Inizia l'era dei bestseller. Per Stéphane Mallarmé, il libro non è solo lo specchio di un'epoca di ricerca e rinnovamento, in cui l'arte si ritrova incapace di rappresentare e assecondare le convenzioni e le ipocrisie della gente perbene, ma è anche "un eccezionale esperimento letterario", in cui la "verità diviene la forma popolare della bellezza".

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