Maurizio Sgroi
il Cronicario di Crusoe
8 Gennaio Gen 2019 1423 08 gennaio 2019

Come tutelare i risparmiatori coi soldi dei risparmiatori e vivere felici

Tax

Proverbio dell’8 gennaio Non è difficile sapere, ma fare

Numero del giorno: -1.9 Calo % produzione industriale tedesca a novembre

E’ bello sapere di vivere in un paese di odiatori professionisti delle banche dove le banche vengono salvate dagli amatori professionisti del governo, che a volte – per cose succedono – sono gli stessi che le odiavano fino a poco prima. Ma questo è il bello di abitare in un paese di odiatori professionisti delle banche che sottosotto le amano perché in fondo, proprio a notte fonda intendo, quando il decreto di salvataggio di Carige è stato approvato, capiscono che le banche tengono in pancia i nostri soldi e quindi un mal di pancia bancario è un mal di pancia nostro tour court. Nulla di strano perciò che gli odiatori all’opposizione cambino idea e diventino amatori una volta al governo. Tanto più quando governa il cambiamento, come adesso.

Quello che stupisce e affascina, perciò, non è il cambiamento di idea ma l’atteggiamento dei nostri alfieri del cambiamento che fan finta d’esser quelli di prima (che hanno acchiappato i voti) invece che quelli di oggi (che minacciano di perderne parecchi a furia di cambiare). E sarà per questo che Vicepremier Uno (o Due se preferite) se n’è uscito con una delle sue memorabili battute che ce lo rendono utile e prezioso come un mal di testa.

“Mentre Renzi e Boschi i risparmiatori li hanno ignorati e dimenticati, noi siamo intervenuti subito a loro difesa senza fare favori alle banche, agli stranieri o agli amici degli amici. Bene l’azione a tutela dei risparmiatori liguri e italiani e bene il miliardo e mezzo stanziato in manovra per gli altri cittadini truffati”. Meraviglioso no? Salvare i risparmiatori italiani con i soldi delle tasse dei risparmiatori italiani e rivendicarlo con piglio felice, contando sul fatto che nessuno pensa mai che ogni volta che il governo scrive un decreto tocca i nostri soldi, presenti e soprattutto futuri. E questo non cambia. Qualunque sia il governo.

A domani.

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