Federico Iarlori
From Paris with blog
10 Gennaio Gen 2019 1031 10 gennaio 2019

Ecco perché molte donne sono più maschiliste di Yann Moix

Moix

In un articolo pubblicato sulla versione francese di Slate - a mio avviso molto pertinente - il critico Jean-Marc Proust è tornato sull’affaire Yann Moix mettendo in evidenza tutte le contraddizioni della nostra società.

Per chi non lo sapesse, Yann Moix è uno scrittore, anche piuttosto bravo, che fino all’altro ieri era un illustre sconosciuto - almeno al di fuori dei confini francesi. Pur essendo un uomo dal passato difficile - è stato picchiato dal padre in tenera età, come racconta nel romanzone "Naissance" con cui ha vinto il prestigioso premio Renaudot - e pur avendo scritto delle bellissime storie d’amore - tra cui "Jubilation vers le ciel" et "Une simple lettere d’amour" - Moix, suo malgrado, ha fatto il giro del mondo per una stupida dichiarazione pronunciata in un’intervista a Marie Claire, in cui praticamente dice che a lui le cinquantenni non piacciono perché sono troppo vecchie.

Ammesso e non concesso che abbia tutto il diritto di esprimere i suoi gusti personali senza per questo dover essere esposto al pubblico ludibrio - quante donne preferirebbero un giovane bello e prestante a un vecchio parruccone con problemi alla prostata? -, il fatto che non si sia mai parlato dei suoi libri (o dei suoi film), ma che il Guardian, la BBC, Repubblica e compagnia cantante si siano affannati a scrivere un pezzo su di lui per questa frase, la dice lunga sullo stato in cui versa il giornalismo internazionale.

Fatto sta che la dichiarazione di Moix ha scatenato - come ampiamente prevedibile - una valanga di reazioni sui social ed è proprio sull'analisi delle reazioni femminili che si concentra l’articolo di Jean-Marc Proust.

Le decine di foto in cui le cinquantenni incarognite si mostrano con le chiappe al vento, condite da frasi del tipo "non sai cosa ti perdi", come a voler dire a Moix che - al contrario di ciò che pensa - sono ancora fresche, sode e - per questo, e solo per questo - ancora appetibili, avvalora paradossalmente il discorso maschilista dello scrittore.

Mostrando che quei corpi sono ancora giovani e sexy e che la loro bellezza risiede nella capacità di annullare i segni tempo, "implicitamente ammettiamo che Moix ha ragione, ammettiamo un bisogno di bellezza plastica, di norma, per piacere, per essere desiderabili, per essere ancora visibili. [...] Come se il desiderio dipendesse solamente dalla giovinezza [...]. Tutti sputavano in faccia a Moix, ma tutti volevano essere scopabili. [...] A causa di una frase imprudente, lo scrittore ha fatto riaffiorare dal nostro incoscio collettivo il corpo delle donne, modellato sulla base del desiderio maschile, e ha fatto sparire il loro cervello, definitivamente secondario".

L’ennesima dimostrazione - qualora ce ne fosse ancora bisogno - di come il narcisismo e la competizione sessuale, oggi, siano in grado di vanificare qualunque discorso femminista; l’ennesima occasione persa per tacere e per non darla vinta a chi pensa che la provocazione da quattro soldi sia il modo più semplice e sicuro per farsi pubblicità.

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