Elisabetta Favale
E(li's)books
10 Gennaio Gen 2019 1227 10 gennaio 2019

Torna in libreria Madonna col cappotto di pelliccia. Recensione

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Oggi 10 gennaio esce una nuova edizione di Madonna col cappotto di pelliccia dello scrittore turco Sabahattin Ali, questa edizione è pubblicata da Fazi e la traduzione la dobbiamo a Barbara La Rosa Salim che conosciamo anche per le stupende traduzioni di Pamuk e Altan.

Trama

“Ci sono incontri casuali in grado di segnare un’intera esistenza. E ci sono storie che restano segrete per una vita intera ma poi, una volta raccontate, fanno il giro del mondo. Quando ad Ankara, negli anni Trenta, un giovane conosce sul posto di lavoro Raif Effendi, viso onesto e sguardo assente, è subito colpito dalla sua mediocrità. Man mano che i due entrano in confidenza, questa prima impressione non fa altro che ricevere conferme: schernito ed evitato da tutti sul lavoro, Raif viene maltrattato persino dai suoi familiari. Quale può essere la ragione di vita di una persona simile? Quale, se c’è, il segreto dietro una vita apparentemente inutile? Il taccuino di Effendi, consegnato in punto di morte al collega, contiene le risposte, raccontando una storia tutta nuova: dieci anni prima, un giovane e timido Raif Effendi lascia la provincia turca per imparare un mestiere a Berlino. Visitando un museo, rimane folgorato dal dipinto di una donna che indossa un cappotto di pelliccia, e ne è così affascinato che per diversi giorni torna a contemplare il quadro. Finché una notte incrocia una donna per strada: la stessa donna del dipinto. Maria. Un incontro che gli sconvolgerà la vita.”

Non conoscevo lo scrittore turco Sabahattin Ali e neppure il libro che lo ha reso famoso, Madonna col cappotto di pelliccia (Kurk Mantolu Madonna) mi sono imbattuta per la prima volta in questo autore alcuni mesi fa quando cercavo di comprendere cosa sta accadendo in Turchia oggi.

La molla che ha fatto scattare la curiosità è stata l’arresto dello scrittore Ahmet Altan e di suo fratello di cui certamente avrete sentito parlare.

La Turchia di Erdoğan ha visto sempre più restringersi il cosiddetto “spazio pubblico” e tanti hanno fatto quel che spesso accede in questi casi, hanno cercato nell’arte una forma di dissenso ed ecco che questo romanzo di Sabahattin Ali è tornato a circolare in lingua inglese, è un romanzo scritto nella prima metà del Novecento e l’autore (nato nel 1907) ha vissuto in prima persona la prima vera rivoluzione costituzionale con il definitivo crollo del potere del sultano. Come il protagonista del romanzo, Raif Effendi, anche Ali passò un periodo in Germania per studiare e fu lì che assistette ad un altro momento storico destinato a lasciare un segno indelebile, l’ascesa del nazional-socialismo.

La storia racconta della passione amorosa tra un giovane studente, Raif Effendi e una cantante molto più matura, Maria Puder. Ma cosa c’è di rivoluzionario in questo? Perché la generazione dei ragazzi che hanno animato le proteste di Gezi ha contribuito a far tornare in libreria questo romanzo? Oggi circola addirittura un hastag #kurkmantolumadonna che “spinge” alla lettura. Leggendo Madonna col cappotto di pelliccia la spiegazione che mi sono data è semplice, il plot racchiude le contraddizioni umane, il buono e il cattivo, l’oppresso e l’oppressore, i ricchi e i poveri, il personaggio femminile, Maria, è una donna libera e emancipata, decide per la sua vita mentre Raif Effendi è un uomo vessato sul lavoro e a casa ma ha la forza, l’integrità intellettuale, di rimanere fedele alle sue idee senza cedere mai a costo di enormi sacrifici.

La voce narrante del romanzo si è portati a pensare sia quella dell’autore stesso che, con i toni delicati richiesti da una storia d’amore, lascia dei messaggi importanti: difendere sempre le proprie idee e i propri sentimenti, fare quello che è giusto anche se il prezzo può rivelarsi altissimo e ricordarsi che l’arte è una forma di dissenso potentissima.

Madonna col cappotto di pelliccia ha superato in Turchia il milione di copie, è stato tradotto in numerosissime lingue, tutti ammaliati da Raif Effendi che a me, nell’età matura raccontata, mi ha ricordato moltissimo il Bartleby di Melville, la resistenza passiva individuale del protagonista a casa e al lavoro è misteriosa e incomprensibile, come fa quest’uomo a sopportare la sua vita? E’ un personaggio sfuggente, a suo modo sovversivo perché sceglie caparbiamente di ignorare la cattiveria dei colleghi di lavoro e dei suoi familiari, non agendo, di fatto agisce.

Personaggi non stereotipati dunque, personaggi che appartengono a un mondo oramai lontano e per questo esercitano un fascino più potente toccando temi, per i giovani turchi soprattutto, importanti della vita.

Una storia nella storia, un linguaggio intimo e colloquiale, fanno di questo romanzo un piccolo gioiello destinato a essere ricordato nella storia della letteratura turca.

Raif, il protagonista di madonna col cappotto di pelliccia ha letto Turgenev e i maggiori scrittori russi, Ali, l’autore, quando è stato ritrovato cadavere ai confini con la Bulgaria a soli 41 anni, aveva in tasca l'Eugenio Onegin di Alexander Pushkin in tedesco. Era il 1948, lo scrittore non aveva più un lavoro e aveva capito che non c’era spazio per lui in Turchia per cui si adoperò per riuscire a oltrepassare il confine e stabilirsi in un altro Paese europeo, così scrisse alla moglie... invece un tale, Ali Ertekin, confessò di avergli dato un passaggio e in un impeto di patriottismo lo aveva ucciso una volta scoperta la sua identità. Pochi credettero a questa storia, Ertekin era legato al Servizio di sicurezza nazionale pertanto si presume che sia quest’ultimo il responsabile.

Un protagonista che sembra alter ego dell’autore e il lettore non può non rimanere ammaliato da entrambi.

Madonna col cappotto di pelliccia

Sabahattin Ali

Traduzione Barbara La Rosa Salim

Fazi editore

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