Alessandro Sannini
La nota
14 Gennaio Gen 2019 1411 14 gennaio 2019

Cesare Battisti arrivato in Italia:Sannini" Buon risultato per il governo Italiano, ma non dimentichiamo l'allarme recessione in Italia"

"Sicuramente un ottimo risultato per il governo italiano, quello della cattura del terrorista Cesare Battisti in Bolivia", dice Alessandro Sannini ai microfoni di Le FontI TV nel suo consueto spazio del Lunedì intervistato da Giuseppe di Vittorio. Sottolinea però che per il nostro paese è importante soffermarsi sull'allarme recessione tecnica che da qualche mese è scoppiato rispetto all'economia domestica italiana.Una tegola decisamente pesante si è abbattuta quest'oggi sull'Italia, alle prese con una economia sempre più balbettante ed esposta progressivamente a rischi crescenti.E’ allarme recessione dopo il dato più che negativo sulla produzione industriale in Italia a novembre, crollata del 2,6% su base annua. E arriva dopo che il pil nel terzo trimestre del 2018 si è contratto dello 0,1%. Se, come appare quasi scontato, anche nel quarto trimestre si registrasse un calo congiunturale, la nostra economia sarebbe tecnicamente in recessione. Qualcosa di simile sta accadendo in Germania, dove la produzione è crollata del 4,6% a novembre e il pil tra luglio e settembre è arretrato dello 0,2% rispetto al periodo aprile-giugno. In Francia, la crescita attesa per l’ultimo trimestre è dello 0,1-0,2%, in rallentamento dal +0,4% del terzo, in buona parte a causa delle proteste dei “gilet gialli”, che hanno intaccato le vendite nelle principali aree urbane sotto Natale, per via dei numerosi e frequenti blocchi stradali.a fine novembre Guido Tabellini, docente di economia all’università Bocconi. Le previsioni di crescita del Pil per l’anno in corso, prima fissate all’1,5% e poi ridotte all’1% (nella nota di aggiornamento del Def) dal governo, non erano realistiche; secondo Tabellini, erano più probabili quelle di Goldman Sachs e di Oxford Economics, che abbassavano la percentuale rispettivamente allo 0,4% e allo 0,5%. Per il docente, la recessione avrebbe potuto colpire il Paese già nel primo trimestre del 2019; misure come il reddito di cittadinanza e quota 100, recanti incertezza in un quadro complicato «da fattori internazionali e da dall’aggravarsi della stretta creditizia», andavano sostituite da quelle per la crescita, e cioè quelle ad alto moltiplicatore, e da quelle volte alla riduzione del debito pubblico, fonte di massima preoccupazione.

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