Elisabetta Favale
E(li's)books
21 Gennaio Gen 2019 1656 21 gennaio 2019

Per essere felici ci vuole talento. Felici i felici di Yasmina Reza. Recensione

Yasmina Reza

Felici i felici è un piccolo libro, sono 164 pagine suddivise in brevi capitoli che portano il nome del personaggio di cui parlano, l’autrice, Yasmina Reza, qui è artista che cerca di arrivare al punto più intimo e inafferrabile delle emozioni che nutrono i rapporti umani. La sua scrittura è diretta, materiale e non irretibile dal simbolico, crea e distrugge confini all’interno dei sentimenti e lo fa senza nessun altro fine se non quello di arrivare a capire, nessuna morale dunque, nessun elemento autobiografico, il desiderio soltanto di condividere le sue riflessioni.

Se non c’è giudizio nelle pagine di Felici i felici, di sicuro c’è tutta la disperazione che si portano dietro le piccole crudeltà, l’insensibilità (anche momentanea), le schegge di aggressività e follia, i risentimenti di un attimo capaci però di tenere svegli la notte, i mille continui fraintendimenti quotidiani del detto in fretta o del non detto affatto.

Che siamo fragili, questo ci dimostra una volta in più la Reza, lo fa con una prosa nervosa e veloce, lontana dalle trappole mainstream e con quel ritmo “televisivo” che le è proprio.

Non sogno un’unione, un idillio, non sogno nessuna felicità sentimentale più o meno duratura, no, vorrei conoscere un certa forma di tristezza. La intuisco. Può darsi che l’abbia già provata. Una sensazione a metà tra il vuoto e il groppo in gola dell’infanzia. Vorrei imbattermi, tra le centinaia di corpi che desidero, in quello che abbia il dono di ferirmi.”

Io suggerisco la lettura di questo gioiellino perché dentro potreste trovarci una vostra debolezza, un vostro pregio, un dolore o una paura o come me arrivare a scoprire nelle parole di uno dei personaggi, un bambino, una cosa essenziale che pensate già: “ridurre al minimo le pretese di felicità”.

In ogni caso, anche per essere felici ci vuole talento e propensione.

Un uomo è un uomo.
Non esistono uomini sposati, uomini proibiti.
Non esistono (è quello che ho spiegato al dottor Lorrain al momento del ricovero.)
Quando incontri qualcuno, mica ti interessa il suo stato civile. Nè la sua situazione sentimentale.
I sentimenti sono mutevoli e mortali.
Come tutte le cose del mondo. Gli animali muoiono. Le piante.
Da un anno all'altro i corsi d'acqua non sono più gli stessi. Niente dura. Alla gente piace credere il contrario. Tutti passano la vita a rimettere insieme i pezzi e lo chiamano matrimonio, fedeltà o cose del genere. Io non mi preoccupo più di queste sciocchezze.
Ci provo con chi mi piace. Non ho paura di farmi male. In ogni caso non ho niente da perdere. Non sarò bella in eterno. Già adesso lo specchio è sempre meno benevolo
.”

Coraggio, scoprite cosa non volete sapere, cosa nascondete a voi stessi, rimuginate sul litigio davanti al banco dei formaggi come è successo a Robert e Odile, provate a mettervi nei panni di dei coniugi Hutner, coppia perfetta persino nel modo di celare quel loro dolore. Avevo paura a leggere questo libro perché ritrovarsi nelle parole degli altri non è cosa gradevole poi ho cominciato e via una pagina di seguito all’altra, sono arrivata alla fine senza interruzioni.

Ora mi trovo ad ascoltare la mia voce e le sue vibrazioni, le incertezze o asperità e mi convinco che la “quantità” di felicità che posso aspettarmi va valutata e se fosse meno del previsto accettare quel tanto che manca.

Yasmina Reza
Felici i felici
Adelphi

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