Francesco Fravolini
Notes da (ri)vedere
24 Gennaio Gen 2019 1119 24 gennaio 2019

Cina, nuove opportunità di lavoro per i giovani

Cina

Il mercato del lavoro allarga gli orizzonti e si espande in tutto il mondo, coinvolgendo i giovani interessati verso nuove opportunità. Sono diverse le posizioni professionali da prendere in considerazione specialmente in Cina, mentre è necessaria una preparazione cultuale per conoscere il Paese. L'agenzia di mediazione italo-cinese Fof Cina, composta di giovani italiani e cinesi, vuole promuovere questo scambio tra gli studenti delle due nazioni. Fof Cina, situata a Firenze, si occupa di fornire servizi specifici compreso quello di agevolare la ricerca di lavoro in Cina. Con Ilaria Gini, collaboratrice di Fof Cina, vogliamo comprendere le diverse possibilità economiche da valutare per i giovani, prendendo in esame un mercato occupazionale in trasformazione.

Quali opportunità economiche conviene evidenziare in Cina?

Un lavoratore europeo che decide di spostarsi in Cina ha molto da guadagnare. Il costo della vita è più basso rispetto all'Italia, si può consumare un pasto con pochi yuan e si può condurre una vita più che dignitosa senza grandi sforzi anche perché lo stipendio medio corrisponde a 10.000 yuan ovvero 2.000 euro. L'unica spesa comparabile alla vita italiana è quella dell'affitto delle case nelle maggiori città cinesi, le più costose ovvero Pechino e Shanghai costano tra i 300 e i 500 euro per una stanza. I trasporti sono abbordabili in tutte le città; niente di comparabile alle metro oppure ai taxi delle capitali europee. In generale, un'usanza molto diffusa tra le aziende e le imprese cinesi, è quella di offrire alla risorsa umana (specie se straniera) dei premi aggiuntivi come la casa, il viaggio aereo e le spese per il visto lavorativo. Queste soluzioni sono spesso pensate per attrarre maggiormente le risorse umane straniere.

Dal punto di vista occupazionale è un mercato in espansione. Quali lavori sono più ricercati?

Il mercato del lavoro in Cina è una macchina da guerra già ampiamente avviata, non ci sono mai sufficienti stranieri per sopperire all'altissima domanda di personale straniero qualificato da impiegare nelle numerose aziende cinesi. Bisogna specificare che specialmente un lavoratore straniero è sempre ben apprezzato, talvolta più di un connazionale. Per certi versi avere un lavoratore straniero viene visto come un vanto per l'azienda. Ebbene sì, essere uno straniero in Cina è un vero e proprio valore aggiunto. Tra le posizioni lavorative più ricercate ci sono sicuramente quella dell'insegnante di inglese ma anche quella dell'insegnante di italiano. Esistono numerose scuole private ma anche università che ricercano continuamente profili del genere. È sorprendente la facilità con la quale si può trovare questo genere di lavori, non sempre viene richiesta la conoscenza del cinese oppure di un diploma di laurea. La laurea viene richiesta solitamente per insegnare nelle università ma si possono sempre trovare scuole private ampiamente disposte a pagare profumatamente chi viene da Oltreoceano. C'è un'altissima ricerca di profili specializzati in ingegneria, architettura, marketing.

Cosa consigliare agli studenti che vogliono intraprendere una professione in Cina?

È necessario prendere seriamente in considerazione questa possibilità e affidarsi ad una buona agenzia di mediazione. Non tanto perché non si possa far da soli ma perché con una buona mediazione si trovano gli ottimi compromessi con l'azienda, soprattutto per quanto concerne la questione del visto, argomento importante quanto complesso. Non sarebbe possibile lavorare in Cina senza un apposito visto lavorativo che può essere concesso solo dall'azienda ospitante. Ci sono anche molti stranieri che partono per la Cina con un visto turistico e studentesco e lavorano senza problemi, ma ricordiamo che questo sarebbe illegale e che può capitare di incorrere in multe salate se non addirittura all'espatrio. Sappiamo bene che ai cinesi piace contrattare e che una buona agenzia di mediazione può trattare al meglio le condizioni del suo candidato.

La globalizzazione impone una libera circolazione di lavoratori al fine di aumentare le occasioni di lavoro. Gli studenti come recepiscono questa sfida?

Credo che sebbene una grande fetta di studenti italiani preferirebbe trovare un lavoro indoor, molti altri vedono la possibilità di lavorare all'estero come l'occasione per realizzare finalmente un sogno. Non si tratta solo di guadagnare ma gli studenti vogliono anche vedere ripagati i propri sforzi dopo anni di studio in termini di soddisfazione personale. Spesso capita in Italia di trovare lavori non del tutto inerenti alla propria specializzazione. La bellezza di lavorare in Cina sta nel fatto che tutto è una sorta di esperimento, un cantiere in costruzione dove un giovane ha anche una maggiore libertà di azione, di sperimentarsi e di accumulare reale esperienza lavorativa. Non è raro che in un'azienda cinese si carichi il lavoratore di inaspettate responsabilità, che venga data fiducia per realizzare specifiche incombenze che non avremo mai sognato di portare a termine. La globalizzazione ha sicuramente effetti negativi sotto tanti aspetti ma ormai, a conti fatti, l'esperienza di studio o di lavoro all'estero è diventata una carta vincente per accedere ovunque al mondo del lavoro.

Italia e Cina: due mercati differenti ma spesso molto in contatto. Quali sono le differenze sostanziali delle due nazioni?

Le differenze tra Italia e Cina sono tante, in termini di cultura, mentalità ma ci sono anche molte cose in comune come l'amore per la cucina e il buon cibo, l'attaccamento alla famiglia, l'ospitalità. Da un punto di vista economico e lavorativo direi che la Cina è un po' come l'Italia degli anni '50/'60, dopo anni di chiusura e di devastazione della guerra c'è stato un boom economico che ha generato lavoro, movimenti ideali e politici, nuovi trend. Ed erano gli anni dove i ricchi di ora hanno avuto occasione di costruire la loro fortuna dal niente. L'ambiente sociale ed economico della Cina attuale intraprende la sua svolta capitalista richiamando a sé risorse straniere. Non sono da sottovalutare alcuni aspetti che contraddistinguono il paese nel XXI secolo: la corsa all'oro con l'acquisto di tutti i grandi marchi del Made in italy, l'affermazione di un ceto medio e di un conclamato benessere diffuso, la rapida urbanizzazione e la fuga dalle campagne verso i maggiori centri economici del paese, la promulgazione della lingua e della cultura cinese per farsi conoscere al mondo, i numerosi studenti cinesi che si spingono Oltreoceano per studiare nelle università straniere (molte delle quali sono quelle italiane) non senza naturalmente le contraddizioni che sorgono con uno sviluppo economico rapido come quello che ha conosciuto questo grande paese. Direi che la grande differenza che esiste al momento risiede nel dinamismo che sta conoscendo la Cina e l'immobilità in cui è immerso il nostro Paese in questo periodo storico.

Francesco Fravolini

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