Maurizio Sgroi
il Cronicario di Crusoe
11 Febbraio Feb 2019 1417 11 febbraio 2019

Diamo l’oro di Bankitalia (per cominciare) alla patria

Gold

Proverbio dell’11 febbraio Quando un dito indica la luna lo sciocco guarda il dito

Numero del giorno: 0,2 Crescita % pil in Uk nel quarto trimestre 2018

Se vi siete appassionati al giochino del week end (e non mi riferisco al vincitore del festival di Sanremo), che si presenta con la domanda “Ma di chi è l’oro di Bankitalia?”, allora siete maturi per il secondo tempo del film.

Il primo tempo lo stiamo vedendo proprio in queste ore. C’è un noto onorevolissimo che fa domande intelligentissime tipo di che colore è il cavallo bianco di Napoleone per arrivare al punto dolente.

C’è una montagna di Iva da scalare l’anno prossimo, per dire, e lo sanno tutti che i maledetti banchieri centrali, che per giunta vogliono pure essere indipendenti dal cambiamento, sono gonfi d’oro. O meglio, lo sanno tutti, ma solo pochi sanno quanto di preciso.

Il bilancione di Bankitalia ha in pancia 85 miliardi e rotti di euro di oro. Hai voglia a pagare Iva. E figuratevi il deficit che ti ci puoi pagare. Quantomeno ci arrivi alle prossime politiche. E se poi con la scusa di spendere l’oro trovi pure dei banchieri amanti del cambiamento che prendono il posto di quelli di adesso che sono dei pigroni, beh: meglio ancora.

E infatti alla domanda intelligentissima “Di chi è l’oro di Bankitalia” ha risposto nientemeno che Vicepremier Uno (o Due, fate voi) che con maschia chiarezza ha risposto che “l’oro appartiene agli italiani”.

Che significa in pratica che ne debbano poter disporre secondo il verbo dei social uniti. E qui, dopo l’intervallo, che si prepara il secondo tempo.

Già ce lo hanno detto che si aspettano un aiutino dagli italiani, quando sarà il momento. Perché sanno che Bankitalia è gonfia d’oro, ma pure noi non scherziamo.

E se l’oro di Bankitalia è degli italiani, di chi sarà mai l’oro degli italiani?

Con l’oro degli italiani, altro che prossime elezioni politiche. Ti ci compri una generazione.

A domani.

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