Elisabetta Favale
E(li's)books
22 Febbraio Feb 2019 1608 22 febbraio 2019

Il rimedio miracoloso di Herbert George Wells è tornato in libreria

WELLS RIMEDIO MIRACOLODO TONO BUNGAY

E’ uscito da pochissimo in una nuova edizione Fazi Il rimedio miracoloso di Herbert George Wells tradotto da Chiara Vatteroni.

Il libro

“Nato alla fine dell’Ottocento in una grande casa padronale di campagna dove la madre lavora come governante, George Ponderevo viene successivamente mandato a Wimblehurst in qualità di apprendista nella farmacia dello zio, un uomo ambizioso e determinato ad avere successo. Da qui approda poi a Londra, dove la sua vita viene improvvisamente sconvolta dal genio imprenditoriale dello zio Edward che lancia sul mercato la specialità farmaceutica Tono-Bungay, una miscela spacciata come ricostituente – di fatto una cialtroneria – che ottiene un enorme successo e crea dal nulla un rampante e fragilissimo impero finanziario. La storia di questa impresa si intreccia alla vita privata di George, al rovinoso matrimonio con Marion, alla sua movimentata vita sentimentale e ai suoi esperimenti di volo con gli alianti, fino al momento in cui la stella imprenditoriale e finanziaria dello zio si spegne in modo fulmineo e catastrofico…
Un grande classico da riscoprire: considerato uno dei massimi esempi di romanzo sociale alla Dickens, Il rimedio miracoloso, di stampo autobiografico, è una sagace opera panoramica su una società in disfacimento. “

Herbert George Wells è soprattutto noto per La guerra dei mondi e La macchina del tempo tuttavia questo romanzo (il titolo originale è Tono-Bungay) fu per lui il più amato e riuscito tanto è vero che impiegò molto tempo a scriverlo contrariamente agli altri suoi romanzi che, per sua stessa affermazione, li scrisse in pochi mesi.

Dickens e Thackeray erano i modelli a cui si volle ispirare e il risultato in effetti è quello di una storia con un plot più “normale” e in linea con i suoi tempi, la sua idea era di scrivere un romanzo sociale di cui i protagonisti erano una sorta di comparse, di spettatori.

Wells è un autore particolare che ha certamente sofferto il confronto con i suoi contemporanei soprattutto per le tematiche trattate, gli argomenti che rientravano nell’ambito scientifico o pseudo tali non godevano di gran considerazione a quei tempi, famosa la sua disputa con Henry James a cui scrisse una cosa tipo: "Per te la letteratura come la pittura è un fine, per me la letteratura come l'architettura è un mezzo, […] Preferirei essere chiamato giornalista piuttosto che artista…”.

Il romanzo fu inizialmente pubblicato a puntate su una rivista americana, la The Popular Magazine nel 1908, di puritanesimo, dei nuovi vizi delle città moderne, dei novelli ricchi con le loro pretese, tutto questo è il romanzo di Wells il cui tono ironico, satirico, strappa non pochi sorrisi:

Fiction is fiction, a change in manner between part and part, burlesque, parody, invective, all such things are not necessarily wrong in the novel”.

Così scrisse nel 1911 riguardo ai romanzi moderni.

Di certo facile è farsi conquistare dai vari personaggi:

George Ponderevo, voce narrante brillante, divertente, che fin dalla più tenera età deve fare i conti con le differenze di classe nel confronto con l’aristocratica Beatrice Normandy di cui si innamora. Le avventure/disavventure amorose e professionali inducono George oramai disilluso a concentrarsi sulla creazione di armi di distruzione da adoperare in guerra, armi che quindi possono portare alla distruzione di una società che lui vede oramai come “perduta”, senza speranze.

La signora Ponderevo, mamma anaffettiva di George, incapace di mostrare i suoi sentimenti al figlio e ancora, divertentissimo è il personaggio di Edward (Teddy) Ponderevo, lo zio strampalato e imbroglione che inventa Il rimedio miracoloso, il Tono-Bungay.

Raccontando dell’ascesa sociale di George Ponderevo, Wells descrive una Londra invasa da poveri in cerca di lavoro, una aristocrazia oramai decadente che non riesce a competere con la borghesia emergente, George e la sua ascesa sociale rappresentano lo sviluppo del commercio senza scrupoli, rappresentano quel progresso industriale che stava trasformando la società e Wells non ci risparmia descrizioni a volte fin troppo accurate per farci capire bene cosa stava succedendo sotto i suoi occhi.

Come accade nei romanzi ottocenteschi, ne Il rimedio miracoloso la sete di denaro è destinata a divenire il male maggiore per chi ne è affetto e Teddy Ponderevo non fa eccezione, è destinato ad andare incontro ad un destino infelice.

Allora cosa voleva dire Wells ai suoi lettori? Forse di essere meno materiali e più idealisti?

Il rimedio miracoloso di Herbert George Wells tradotto da Chiara Vatteroni.

FAZI EDITORE

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