Elisabetta Favale
E(li's)books
28 Febbraio Feb 2019 0957 28 febbraio 2019

Esce oggi L'annusatrice di libri. Intervista all'autrice Desy Icardi

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Esce oggi con Fazi editore L’annusatrice di libri di Desy Icardi. Io ho avuto l’opportunità di leggerlo in anteprima e di fare qualche domanda all’autrice, prima però ecco la trama:

Se si potesse leggere con l’olfatto, quale sarebbe l’odore dei libri?

Torino, 1957. Adelina ha quattordici anni e vive con la zia Amalia, una ricca vedova, parsimoniosa fino all’eccesso, che le dedica distratte attenzioni. Tra i banchi di scuola, la ragazza viene trattata come lo zimbello della classe: alla sua età, infatti, non è in grado di ricordare le lezioni e ha difficoltà a leggere. Il reverendo Kelley, suo severo professore, decide allora di affiancarle nello studio la brillante compagna Luisella. Se Adelina comincerà ad andare meglio a scuola, però, non sarà merito dell’aiuto dell’amica ma di un dono straordinario di cui sembra essere dotata: la capacità di leggere con l’olfatto. Questo talento, che la ragazza sperimenta tra le pagine di polverosi volumi di biblioteca, rappresenta tuttavia anche una minaccia: il padre di Luisella, un affascinante notaio implicato in traffici non sempre chiari, tenterà di servirsi di lei per decifrare il celebre manoscritto Voynich, “il codice più misterioso al mondo”, scritto in una lingua incomprensibile e mai decifrato. Se l’avidità del notaio rischierà di mettere a repentaglio la vita di Adelina, l’esperienza vissuta le lascerà il piacere insaziabile per i libri e la lettura.
In un appassionante gioco di rimandi letterari, il romanzo di Desy Icardi racconta dell’amore per i libri attraverso la storia di una lettrice speciale. Intrecciando le vicende della zia Amalia, tra modisterie e palchi del varietà negli anni Trenta, a quelle di Adelina, che arriveranno a sfiorare il mondo dei segreti alchemici, L’annusatrice di libri ci consegna una commedia avvincente e paradigmatica sul valore dei libri sviluppata con briosa ironia e grande garbo.

«Ora i volumi tutti intorno spandevano prepotentemente le loro fragranze, tra le quali prevaleva il profumo d’incenso e l’odore umido e maestoso delle cattedrali. Adelina iniziò a prendere in mano testi a caso: alcuni odoravano di rose, martirio ed estasi; altri di pane e carità; altri ancora avevano il sentore asprigno della pedanteria e l’appiccicoso aroma della retorica. Infine, l’avida lettrice decise di farsi sedurre da un altro paio di profumi: quello di un grande volume che odorava di gelsomino e un altro proveniente da un libriccino che sapeva di legno di sandalo».

Ho letto con piacere L’annusatrice di libri e visto che in generale leggere un libro è un’esperienza personale, un viaggio emotivo, la prima cosa che mi viene da chiedere è questa: qual è secondo te Desy il contributo del lettore rispetto alla costruzione del significato di un romanzo?

Il contributo del lettore è fondamentale, l’autore deve tessere una trama robusta ma a maglie piuttosto larghe, senza cedere alla tentazione di lanciarsi in descrizioni troppo particolareggiate.

Quando “si dice troppo”, si mina il sacro e inviolabile diritto del lettore di completare la storia con la propria immaginazione.

Nel romanzo citi diversi libri che immagino abbiano segnato il tuo percorso di lettrice, ci racconti qual è il tuo libro cult e che profumo ha?

Il mio libro preferito è “Le notti bianche” di Fedor Dostoevskij, e anziché descriverne il profumo, lascerò che lo faccia Adelina, la protagonista del romanzo:

“(…) d’un tratto, ecco di nuovo la fragranza salmastra che poco prima l’aveva investita. Possibile che quell’odore provenisse da un libro? Prese a ricercarne l’origine e, una volta individuata, estrasse il libro dal quale sembrava emanare il sentore, lo aprì e tuffò il naso tra le pagine; al fresco odore di fiume si aggiunse un effluvio tiepido, più tenue ma altrettanto liquido: lacrime! Una ragazza, sul lungofiume di una città lontana, versava lacrime di delusione. Adelina non aveva mai sospettato che la delusione potesse avere un odore, e invece eccolo lì, limpido e struggente. Poi una folata inebriante, dolce e acre insieme, si sprigionò all’apparire di un giovanotto dall’aria mesta e trasognata.”

Secondo te quanto è importante la lettura per sviluppare la capacità delle persone di capire le emozioni degli altri?

Credo che i libri servano più a indagare le proprie emozioni, che non quelle altrui.

I romanzi ci propongono un repertorio di condotte umane, mostrandocene gli esiti.

Leggendo possiamo goderci l’esistenza della più spericolata delle creature, senza correre alcun rischio.

La tua giovane protagonista, Adelina, quando comincia a leggere con l’olfatto mi sembra riesca a colmare finalmente un vuoto emotivo ed educativo. La famiglia in L’annusatrice di libri è un po’ assente, niente mamme per esempio, come mai?

I genitori di Adelina vivono in campagna e l’hanno mandata a studiare a Torino, in una scuola “per signorine”. Adelina, attraverso i suoi pensieri, ci racconta molte cose dei suoi genitori e persino dei nonni.

Ho scelto di tenere Adelina lontana dalla famiglia perché, come protagonista di un romanzo, aveva bisogno di una buona dose di solitudine per vivere il suo disagio – la sopraggiunta dislessia – ed elaborarlo, scoprendo le sue facoltà di annusatrice di libri.

Ci sono storie che ricordi per averle solo ascoltate e mai lette?

Sì, certamente, le fiabe in dialetto che mi raccontavano le zie, per esempio.

Amalia, la zia di Adelina, è un personaggio di rilievo, ci racconti di lei? Cosa ha rappresentato per te nell’economia della storia?

Amalia è importantissima, è il doppio di Adelina. Entrambe, seppur in tempi diversi, approdano loro malgrado in città e, ciascuna a suo modo, cercano di fare del loro meglio per barcamenarsi.

Amalia è il personaggio che più mi ha divertito, sia per la sua indole comica, sia per l’ambientazione anni Trenta nella quale ho collocato la sua gioventù.

Ti seguo su Instagram e ho visto che hai ripercorso i luoghi del tuo romanzo in giro per Torino, c’è qualcosa che è rimasto esattamente (o quasi) come era ai tempi di Adelina? Se si cosa?

Molte cose per le verità, poiché le vicende di Adelina avvengono nel 1957, dopo la guerra.

Al contrario, alcuni dei luoghi nei quali si muove Amalia negli anni Trenta sono scomparsi sotto ai bombardamenti, per esempio il teatro Maffei, che fu distrutto nel novembre del 1942.

Stanno prendendo molto piede gli audiolibri, cosa aggiungono e cosa tolgono secondo te alle storie? (Io ti confesso che non ho ancora provato).

A poter scegliere preferisco la lettura visiva, ma ammetto che con l’ascolto degli audiolibri ho allietato tante sessioni di pulizie domestiche.

Quanto hai impiegato a scrivere L’annusatrice di libri?

Per la prima stesura circa quattro mesi, scrivendo nei ritagli di tempo ma senza lasciare nulla al caso e seguendo un programma preciso e rigoroso.

Hai pensato a un tipo di lettore particolare?

Spero di trovare persone disposte a lasciar galoppare un po’ l’immaginazione.

Hai già delle date di presentazioni programmate?

L’ufficio stampa di Fazi sta lavorando alla tournée, per ora ho in programma una presentazione al Circolo dei lettori di Torino, il 13 marzo alle ore 18.30. Sarà con me lo scrittore Bruno Gambarotta che mi intervisterà, e il chitarrista Roberto Turolla che accompagnerà le nostre chiacchiere.

Desy Icardi

Nata a Torino, città in cui vive e lavora, è formatrice aziendale, attrice e copywriter. Nel 2004 si è laureata al DAMS e dal 2006 lavora come cabarettista con lo pseudonimo di “la Desy”; è inoltre autrice di testi teatrali comici e ha firmato alcune regie. Dal 2013 cura il blog “Patataridens”, espressamente dedicato alla comicità al femminile.

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