Elisabetta Favale
E(li's)books
9 Marzo Mar 2019 1435 09 marzo 2019

Elizabeth Strout - Resta con me. Recensione

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Di questo romanzo di Elizabeth Strout si è scritto tanto negli anni, io in realtà l’ho letto solo ora per cui sicuramente non aggiungo nulla di nuovo a ciò che è stato già detto semplicemente provo a riferire quel che ha lasciato a me questa lettura.

Intanto la trama:

(La Traduzione è di Silvia Castoldi)

Tyler Caskey è una presenza insolita per la comunità di West Annett: è giovane e i suoi sermoni sono brillanti, frutto di una preparazione e di una sensibilità fuori dal comune. Ed è diverso dalle precedenti guide spirituali che i fedeli hanno conosciuto perché ha carisma e una moglie di grande bellezza e sensualità accanto. Quasi uno schiaffo di vitalità per tutta la cittadina. Eppure un giorno tutto può cambiare, l’attrazione trasformarsi in sospetto e maldicenza. La giovane signora Caskey muore. Una morte che travolge il marito e le loro bambine in modo irreversibile. La figlia maggiore, Katherine, di appena cinque anni, smette di parlare chiudendosi in un silenzio impenetrabile; Tyler non trova più le parole adatte in chiesa, né alcuna misericordia per chi si rivela ottuso, arido, distante. Cosa resta, quindi, del conforto religioso? Poco o niente, se di fronte alla fragilità di un lutto che si apre come una voragine nessuno riesce a compenetrarsi nel dolore altrui, se le meschinità di un quotidiano prosciugato di ogni calore si moltiplicano tra le mille illazioni che corrono lungo i fili del telefono propagando sciocche storie di adulterio o di malattia mentale. È vero, sono i conformisti anni Cinquanta, e West Annett è nel Maine, una terra di antichi pionieri rigidamente protestanti. Ma Resta con me si dilata oltre ogni confine e ci conduce nelle pieghe più oscure dei rapporti affettivi, lì dove ogni perdita può rivoluzionare una vita. Scendere, per risalire più in alto: questa è Elizabeth Strout, nella sua scrittura puntuale, nei chiaroscuri emozionali, e in quello sguardo sul mondo nel quale dilaga ancora, inaspettata e dunque più preziosa, l’eco di un’imperscrutabile salvezza.

La mia lettura

Speranza e dolore, disperazione e salvezza. E’ questo il mix che l’autrice offre con la trama di questo romanzo, la comprensione è la base dei sentimenti che ci narra, tutti i personaggi, anche quelli minori, è come se respirassero all’unisono, come se insieme vivessero il medesimo stato d’animo.

Resta con me narra di tradimenti, morte, sesso, i personaggi vengono presentati come se stessero prendendo le distanze da quel che viene raccontato. I fatti sono accaduti, ora ognuno deve pagarne le conseguenze ed è questo che fanno tutti, pagano le conseguenze.

Il lettore, se in qualche momento potrebbe essere tentato di saltare qualche passo quando il protagonista parla di religione, in realtà non riesce perché le esche che lo tengono agganciato alla pagina sono tante.

Cosa è successo alla giovane moglie del reverendo? Che ne sarà della sua bambina?

L’uomo ha la responsabilità delle sue azioni e quindi della sua vita, l’interrogativo è: come vivo io la mia vita? In che relazione sono con gli altri? E con Dio?

Straordinaria la capacità di Elizabeth Strout di farci riflettere senza essere didascalica, in modo indiretto, quasi tra i denti mi verrebbe da dire, ci suggerisce di arrivare alla nostra conclusione, momenti di vita quotidiana, offre al lettore stralci di conversazioni che apparentemente non si portano dietro il seme di grandi riflessioni, apparentemente appunto!

Tyler Caskey, il protagonista, il reverendo, è un uomo tutto d’un pezzo, la sua comunità, West Annett, lo stima e l’idillio si rompe nel momento in cui la sua fede dovrebbe sostenerlo e manifestarsi più forte che mai, quando cioè vive un dolore fortissimo, quando deve affrontare una perdita.

Nel disorientamento del dolore le pie donne vedono il male, il vizio, tanto da riuscire a togliere ogni certezza a quell’uomo che fino ad allora era la perfezione.

Bene e male si confondono, un semplice gesto di gentilezza può diventare pretesto per le maldicenze o un atteggiamento di sconforto può innescare la rabbia di chi lo scambia per indifferenza.

Il reverendo è anche bello e questo è ulteriore motivo di attacco da parte di tutte le donne di cui lui non si accorge. Bello il passo in cui Mary Ingersoll l’insegnante di sua figlia, delusa di non aver ricevuto le giuste attenzioni e ferita nella sua vanità, parte all’attacco di quest’uomo indifeso, fa partire la macchina del fango.

Bello l’incipit: “ saranno passati anni ormai, ma una volta un ministro del culto viveva con la figlioletta in una cittadina del Nord, vicino al Sabbanock River, lassù dove il fiume è stretto e gli inverni erano particolarmente lunghi ”, Elizabeth Strout ci chiama a raccolta e con tono pacato comincia a raccontare la storia che è già successa per cui mette in chiaro che sta solo riferendo i fatti.

Struggente questa discesa agli inferi di Tyler Caskey che se tollerava i pettegolezzi e i pregiudizi nei confronti di sua moglie Lauren, troppo “spregiudicata” nei suoi abiti alla moda e scarpe col tacco, certo non può non soffrire all’inverosimile ora, da solo, quando la sua figlia più grande, Katherine, di cinque anni appena, arriva a gridare “Odio Dio”.

Magnifica Strout a descrivere ogni meschinità quasi fosse cosa normale, comprensibile perché è dell’animo umano che parla.

Che uomo è Tyler Caskey si capisce già a pg 13

“ Il Comitato del Pulpito aveva raccomandato Tyler Caskey con questa prospettiva in mente, contando sul fatto che la sua giovinezza, la sua indole robusta e cordiale, è il disagio che aveva mostrato fin dall’inizio quando si parlava di soldi, gli avrebbero impedito di lamentarsi di essere alloggiato in mezzo a un campo a tre chilometri dalla città; e su questo i fatti diedero loro ragione.”

E in che periodo siamo nella pagina successiva:

“ i russi avevano spedito nello spazio i loro Sputnik due anni prima [...] Nikita Chruscev, un uomo tozzo e dall’aspetto straordinariamente sgradevole, era perfino arrivato in visita in America un paio di settimane prima [...] Gli esperti, chiunque fossero, e qualunque sistema usassero, avevano stabilito che un missile teleguidato da Mosca a New York sarebbe caduto in un raggio di circa quindici chilometri rispetto al suo obiettivo, e sebbene fosse un sollievo abitare al di fuori di quel raggio, c’erano tuttavia tre famiglie di West Annett che possedevano rifugi antiatomici in cortile perché, dopo tutto, non si sa mai.”

Interessanti i riferimenti a Bonhoeffer e alle “Lettere e appunti dal carcere”, personalmente ho trovato molto interessanti i riferimenti alla religione, alla politica e l’analisi psicologica dei personaggi.

Resta con me è un bel romanzo, un salto indietro nel tempo, un viaggio nella provincia americana che io trovo particolarmente interessante.

Da leggere assolutamente!

Elizabeth Strout - Resta con me. Fazi Editore.

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