Elisabetta Favale
E(li's)books
11 Marzo Mar 2019 1622 11 marzo 2019

La cinquina del Premio von Rezzori 2019

Premio Von Rezzori

Eccoci arrivati anche quest’anno alla cinquina del Premio Gregor von Rezzori che decreterà il vincitore come ogni anno in giugno, dal 3 al 6. Io Personalemnte ne ho letti, per ora 2 su 5, L’idiota e Una donna, mi metterò in pari aspettando la cerimonia di premiazione alla quale vorrei assistere come ho già fatto, l’idea di poter incontrare Elif Batuman e la Ernaux mi alletta moltissimo (come anche gli altri autori del resto).

Di seguito alcune informazioni sui libri e gli autori/autrici e sul premio per la migliore traduzione:

Repubblica luminosa di A. Barba – La nave di Teseo

La piccola cittadina tropicale di San Cristóbal, incastonata tra la foresta e il fiume, è sconvolta dall’improvvisa comparsa di trentadue bambini. Nessuno sa da dove vengano, parlano una lingua incomprensibile, sono affamati e violenti. Gli abitanti della città, che avevano appena trovato una stabilità economica, sono terrorizzati. Dopo che due adulti vengono accoltellati in un supermercato, nessuno a San Cristóbal ha il coraggio di guardare questi bambini negli occhi, per paura di diventare la loro prossima preda. C’è chi cerca spiegazioni, chi vuole salvarli e chi invece si schiera decisamente contro di loro. Ma chi sono questi bambini? Da dove vengono e cosa vogliono? Vent’anni dopo, un testimone di quei terribili fatti racconta la storia dell’anno e mezzo in cui la città invasa dai bambini è stata costretta a ripensare la sua idea di ordine, violenza, civiltà. Un romanzo serrato che ci obbliga a mettere in discussione tutte le nostre certezze, feroce come Cuore di tenebra di Conrad e magico come il mondo di García Márquez. Un caso editoriale internazionale, che ha reso ancora più luminosi l’audacia narrativa e il talento di Andrés Barba.

Andrés Barba

Andrés Barba (Madrid, 1975) è uno dei più importanti scrittori spagnoli della sua generazione. Romanziere, poeta e saggista, è stato finalista al Premio Herralde nel 2001 con il romanzo La sorella di Katia, diventato un film per la regia di Mijke de Jong. Ha pubblicato cinque romanzi, diversi libri di racconti, tre saggi e un libro di poesie, ricevendo i massimi premi spagnoli, tra cui il Premio Torrente Ballester e il Premio Anagrama de Ensayo. Ha tradotto autori come Herman Melville, Henry James, Joseph Conrad e Thomas De Quincey. La rivista “Granta” lo ha inserito tra i migliori narratori contemporanei di lingua spagnola. Repubblica luminosa ha vinto il Premio Herralde 2017 ed è in corso di pubblicazione in 18 paesi.

L’idiota di E. Batuman – Einaudi

Selin ha diciotto anni e grandi aspettative, ma non è una diciottenne come tutti, o almeno cosí crede. Lei è la ragazza prodigio che ha letto sempre un libro piú degli altri, e pensa di aver già fatto ogni esperienza possibile attraverso le pagine dei romanzi che ama. Ma al primo anno di università scoprirà che purtroppo le persone non sono personaggi e forse le certezze dei libri non sono poi cosí certe. Scoprirà che l'amore è piú strano, banale eppure complesso di quanto si potrà mai leggere. Scoprirà di essere un'idiota, come tutti. Nel 1995, mentre il mondo impara a usare le email e a comunicare via internet, Selin è una matricola a Harvard. Per lei comunicare, con o senza internet, è sempre stato un problema. Il suo rapporto con il mondo passa soltanto attraverso i romanzi: e cosí tutto della vita universitaria le pare assurdo. Il cavo Ethernet della connessione di dipartimento serve per impiccarsi? Se si compra tequila per la festa, come mai anche il sale? E perché nessuno si rende conto di desiderare solo ciò che non può avere? Quando però incontra Ivan tutto cambia. E per la prima volta capisce quanto è bizzarro e doloroso il desiderio e quanto è difficile ottenere ciò che si vuole davvero. Elif Batuman fa, con una grazia e un umorismo davvero unici, qualcosa di straordinario: il racconto della giovinezza. Di quel tempo, cioè, in cui ogni esperienza ci viene incontro come se fosse la prima volta, di quell'epoca della vita (l'unica) in cui impariamo tutto, sempre, in ogni momento. Ma anche di quell'età di cui, come diceva Proust, non ripeteremmo nulla, di quei giorni che rivisti oggi, per quanto offuscati dal filtro della nostalgia, ci appaiono come una lunga e disperante sequela di errori, passi falsi, malintesi. Di idiozie . Un tempo pieno di noia e giri a vuoto, ma che allora ci sembrava pieno di senso, decisivo, eccitante (domanda: quindi cos'è che rende significativi certi fatti della vita e altri meno? Non sarà forse il modo in cui li raccontiamo, dice Batuman, il modo in cui ne facciamo letteratura?) Batuman è una delle scrittrici piú intelligenti, taglienti e argute che ci siano in circolazione. L'idiota è il suo primo romanzo ed è stato inserito in praticamente tutte le liste dei libri migliori dell'anno, oltre a essere stato finalista al Pulitzer, al Women's Prize for Fiction e ad altri premi. Ma c'è una cosa che questa lista di riconoscimenti non dice: L'idiota è il libro piú divertente che potrete leggere quest'anno. Riassumendo, in questo libro il lettore appassionato e curioso troverà: i mixtape e le cassette musicali come accettabile forma di comunicazione sentimentale; l'emozione di un nuovo mezzo di comunicazione: l'email; una riflessione su come trasformiamo l'esperienza in romanzo; la semiotica e René Girard; Björk e Flaubert; il racconto di un amore infelice, quello con Ivan, e di un amore felice, quello con la letteratura; un'elegia per gli anni Novanta; la struggente, dolcissima nostalgia per la giovinezza e la gioiosa incredula constatazione che, grazie a Dio, alla giovinezza siamo sopravvissuti.

Elif Batuman (1977), dopo il dottorato in Letterature comparate a Stanford, ha iniziato a scrivere su numerose riviste. Collaboratrice del «New Yorker» dal 2010, ha vinto il Whiting Writers' Award, il Rona Jaffe Foundation Writers' Award e il Paris Review Terry Southern Prize for Humor. Per Einaudi ha pubblicato I posseduti. Storie di grandi romanzieri russi e dei loro lettori (2012) e il suo primo romanzo L'idiota (2018). Su twitter è conosciuta come @BananaKarenina

Una donna di An Ernaux L’Orma editore

Pochi giorni dopo la morte della madre, Annie Ernaux traccia su un foglio la frase che diventerà l’incipit di questo libro. Le vicende personali emergono allora dalla memoria incandescente del lutto e si fanno ritratto esemplare di una donna del Novecento. La miseria contadina, il lavoro da operaia, il riscatto come piccola commerciante, lo sprofondare nel buio della malattia, e tutt’attorno la talvolta incomprensibile evoluzione del mondo, degli orizzonti, dei desideri. Scritte nella lingua «più neutra possibile» eppure sostanziate dalle mille sfumature di un lessico personale, famigliare e sociale, queste pagine implacabili si collocano nella luminosa intersezione tra Storia e affetto, indagano con un secco dolore – che sconvolge più di un pianto a dirotto – le contraddizioni e l’opacità dei sentimenti per restituire in maniera universale l’irripetibile realtà di un percorso di vita.

Annie Ernaux è nata a Lillebonne (Senna Marittima) nel 1940 ed è una delle voci più autorevoli del panorama culturale francese. Studiata e pubblicata in tutto il mondo, la sua opera è stata consacrata dall’editore Gallimard, che ne ha raccolto gli scritti principali in un unico volume nella prestigiosa collana Quarto. Nei suoi libri ha reinventato i modi e le possibilità dell’autobiografia, trasformando il racconto della propria vita in acuminato strumento di indagine sociale, politica ed esistenziale. Considerata un classico contemporaneo, è amata da generazioni di lettori e studenti. Della stessa autrice L’orma editore ha pubblicato Il posto, Gli anni, vincitore del Premio Strega Europeo 2016, L’altra figlia e Memoria di ragazza.

Oliver Loving di Merril Block – Neri Pozza editore

Bliss, Texas. Alle 9.09 di sera del 15 novembre, durante il ballo della scuola, un ex alunno ventunenne, smilzo e pieno di tatuaggi, Hector Espina Junior, parcheggia il suo pick-up fuori dall’ingresso laterale ed entra nell’edificio con un fucile d’assalto comprato a una fiera di armi a Midland. Non si dirige in palestra dove i ragazzi stanno ballando e potrebbe fare una carneficina, bensì nell’aula sul retro, dov’è radunato il gruppo teatrale in attesa di salire sul palco. Hector non dice una parola prima di mettersi a sparare. L’orrore è amplificato dalla rapidità dell’attacco: il tutto non dura più di un minuto. Mentre esce dall’aula, l’assalitore si imbatte in Oliver Loving, un diciassettenne allampanato, timido e maldestro. Un ragazzo che desidera soltanto passare inosservato, bravo a scuola e impacciato con le ragazze, soprattutto con quella cui muore dietro da un anno, Rebekkah Sterling, uno scricciolo pallido con i capelli color rame. Hector spiana il fucile, trucidando il futuro dell’intera famiglia Loving, prima di togliersi lui stesso la vita. Dieci anni dopo Oliver è ancora il «martire» di Bliss, ricoverato, in coma vegetativo, nella Crockett State Assisted Care Facility. Attorno al suo letto d’ospedale orbitano le vite dei suoi familiari: la madre, Eve, che trascorre quattro ore al giorno accanto al letto del figlio, convinta che basterebbe una distrazione perché Oliver scivoli via per sempre; il padre, Jed, che ha affogato il suo dolore nel whiskey e confonde il giorno con la notte; Charlie, il fratello minore, che si è trasferito a New York e, a suo dire, sta scrivendo un libro dedicato proprio a Oliver; e, infine, Rebekkah Sterling, l’amore giovanile di Oliver, che si è misteriosamente salvata dalla sparatoria per svanire poi nel nulla, senza rispondere alle domande dei giornalisti. Quando un nuovo test medico sembra promettere una soluzione per liberare la mente intrappolata di Oliver, sulla bocca di tutti affiora la domanda: potrà Oliver tornare a comunicare, e raccontare così ciò che è realmente accaduto in quella fatidica notte? Splendida conferma del talento dell’autore di Io non ricordo, Oliver Loving si avventura nella zona d’ombra di una famiglia e di una città americane per trarne inaspettate verità.

Stefan Merrill Block Nato in Texas, si è laureato all'Università di Washington, e si è poi trasferito a New York, dove vive nel quartiere Brooklyn. Ha esordito nel 2008, con il romanzo The Story of Forgetting, tradotto in italiano per Neri Pozza editore nel 2011. The Story of Forgetting, Random House, 2008 , Io non ricordo, Neri Pozza editore, 2008, The Storm at the Door, Random House, 2011 , "La tempesta alla porta", Neri Pozza editore, 2011

I vagabondi di Olga Tokarczuk - Bompiani

La narratrice che ci accoglie all'inizio di questo romanzo confida che fin da piccola, quando osservava lo scorrere dell'oder, desiderava una cosa sola: essere una barca su quel fiume, essere eterno movimento. E questo spirito-guida che ci conduce attraverso le esistenze fluide di uomini e donne fuori dell'ordinario, come la sorella di chopin, che porta il cuore del musicista da parigi a varsavia, per seppellirlo a casa. Come l'anatomista olandese scopritore del tendine di achille che usa il proprio corpo come terreno di ricerca. Come soliman, rapito bambino dalla nigeria e portato alla corte d'austria come mascotte, infine, alla morte, impagliato e messo in mostra. E un popolo di nomadi slavi, i bieguni, i vagabondi del titolo, che conducono una vita itinerante, contando sulla gentilezza altrui. Come tanti affluenti, queste esistenze si raccolgono in una corrente, una prosa che procede secondo un andamento talvolta guizzante, come le rapide, talvolta più lento, come se attraversasse le vaste pianure dell'est, per raccontarci chi siamo stati, chi siamo e forse chi saremo: individui capaci di raccogliere il richiamo al nomadismo che fa parte di noi, ci rende vivi e ci trasforma, perché il cambiamento è sempre più nobile della stabilità.

Per la migliore traduzione di un’opera narrativa straniera:
ENRICO TERRINONI
per ANTOLOGIA DI SPOON RIVER di EDGAR LEE MASTERS – Feltrinelli Enrico Terrinoni, nato a Gorizia nel 1976, è professore ordinario di Letteratura Inglese all’Università per Stranieri di Perugia. Ha tenuto lezioni e conferenze in più di venti università nel mondo. È stato Research Fellow alla Indiana University, Research Scholar alla Notre Dame University e Research Fellow allo University College Dublin. Ha tradotto numerosi romanzi tra cui “Ulisse” (Premio Napoli per la Lingua e la Cultura Italiana, 2012) e “Finnegans Wake” di Joyce (Premio Annibal Caro 2017), ma anche “L’antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters, “La Lettera Scarlatta” di Nathaniel Hawthorne, e le favole di Oscar Wilde. In uscita, per il Saggiatore, il suo “Oltre abita il silenzio. Tradurre l’Ombra”. E’ giornalista pubblicista e scrive regolarmente per “Il manifesto” e “Left-Avvenimenti”, ma suoi articoli sono apparsi sul “Corriere”, “Repubblica”, “Il Messaggero”, “La Stampa” e altri quotidiani italiani.

La LECTIO MAGISTRALIS di COLM TÓIBÍN sarà Lunedì 3 giugno 2019 | ore 18.30 | Firenze, Cenacolo di Santa Croce

Colm Tóibín è nato a Enniscorthy nel 1955 e ha studiato Storia e letteratura inglese all’University College of Dublin. A venti anni ha cominciato a viaggiare, prima in Spagna, poi in Argentina, in Sudan, in Egitto, negli Usa. Giornalista, saggista e romanziere, è considerato uno dei maggiori scrittori contemporanei. Dal suo romanzo più conosciuto, Brooklyn uscito nel 2009 da Bompiani è stato tratto nel 2015 il pluripremiato film omonimo, da poco nuovamente in libreria per Einaudi nella traduzione di Vincenzo Vega. Con la regia di John Crowley, e la sceneggiatura di Nick Hornby, il film ha ottenuto, fra gli altri importanti riconoscimenti, 3 candidature ai Premi Oscar e 1 candidatura ai Golden Globes. Nell’ottobre prossimo al Teatro Massimo di Palermo ci sarà la prima di Winter Journey, un’opera scritta da Colm Tóibín con la regia di Roberto Andò e la musica di Ludovico Einaudi.Tra i suoi altri romanzi: Fuochi in lontananza (1992, vincitore del Premio Encore); Storia della notte (1996, vincitore del premio Ferro-Grumley); Il faro di Blackwater (1999, finalista per l'IMPAC Dublin Prize e il Booker Prize); The Master (2004, vincitore del Premio IMPAC di Dublino, il Prix du Meilleur Livre, il Los Angeles Times Novel of the Year e finalista Booker Prize). Le sue raccolte di racconti sono Madri e figli (2006, vincitore del Premio Edge Hill) e La famiglia vuota (2010) selezionata per il Frank O'Connor Prize. Nel 2011, la sua opera Testament, diretta da Garry Hynes, è stata eseguita al Dublin Theatre Festival con Marie Mullen nel ruolo principale. Inoltre, nel 2012, il suo romanzo Il Testamento di Maria è stato candidato per il premio Man Booker. Il romanzo di Colm Tóibín Nora Webster, pubblicato nel 2014 da Bompiani ha vinto il Premio Hawthornden. Il suo ultimo romanzo La casa dei nomi è stato pubblicato da Einaudi nel 2017. Nel maggio 2017 ha co-curato Henry James and American Painting alla Morgan Library. Tóibín è stato direttore di due riviste irlandesi, «InDublin» e «Magill», ha collaborato a «The Sunday Independent» e collabora regolarmente con «The New York Review of books» e con «The London Review of Books». La sua attività di docente e organizzatore di workshop di scrittura si è intensificata nel tempo, ha insegnato all’università di Washington DC, alla New School di Manhattan, alla Stanford University, alla University of Texas a Austin, a Princeton, alla University of Manchester. Attualmente è Mellon Professor al Department of English and Comparative Literature alla Columbia e Chancellor of Liverpool University. I suoi libri sono stati tradotti in circa venti lingue.

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