Dario Russo
Babele
12 Marzo Mar 2019 1330 12 marzo 2019

La Città Ospedaliera di Luanda: etica e innovazione Made in Italy

Cidade Alta In Luanda Angola 2015

Sono sempre di più gli imprenditori italiani che decidono di varcare i confini nazionali per fare impresa ed esportare il Made in Italy, sinonimo di competenza e qualità in praticamente tutti i settori merceologici, edilizia compresa, in giro per il mondo, con un grande numero di progetti innovativi e capaci di vincere anche le sfide più internazionali.

L’Africa, in particolare, continente in via di sviluppo, ricco di risorse e quindi di possibilità di business, sembra essere una delle nuove frontiere dell’imprenditoria italiana, quella che punta a un risvolto sostenibile e alla promozione di progetti sostenibili ed ecologici. Ne è un esempio il nuovo progetto medico-ospedaliero che nascerà in Angola e porta una firma tutta italiana.

A Luanda infatti, la capitale dell’Angola, ha preso vita un importante progetto imprenditoriale made in Italy, che porterà in un paese in via di sviluppo come l’Angola un intero polo universitario, associato a una realtà ospedaliera qualificata dal punto di vista della formazione e delle competenze e inserito in un più ampio progetto di imprenditorialità etica e sostenibile.

Il progetto è firmato MEDSCPA e nasce dall’idea dell’imprenditore Salvatore Salute, a capo di un’azienda italiana che, a tradizione familiare, si occupa di costruzioni dal 1919 e che ora, con uno sguardo verso un futuro etico e sostenibile anche per i paesi del continente africano, parte alla volta di nuovi territori da esplorare, con l’obiettivo di portare stabilità, lavoro e nuove risorse nel continente africano mediante un polo universitario specializzato in medicina e assistenza.

La realtà. MEDSCPA, azienda dall’anima ecologica e dai risvolti etici, vanta un importante know how ed una vasta esperienza nel settore delle costruzioni. Diverse epoche storiche, contesti sociali ed economici differenti e tante sfide da affrontare per un’azienda che nel tempo ha saputo adattarsi di volta in volta al contesto produttivo, specializzando le sue attività in varie direzioni.

Con tanti anni di esperienza accumulata sul campo, la MEDSCPA ha realizzato importanti progetti, in Italia e anche all’estero, con un occhio rivolto verso la Russia, spingendosi fino al Daghestan per arrivare fino all’Africa, che oggi è il continente dove l’azienda ha il maggior numero dei suoi progetti attivi.

Dopo la realizzazione di edifici, hotel, parcheggi, impianti energetici e trattamento rifiuti, la MEDSCPA si lancia così in un nuovo territorio, per realizzare una realtà sostenibile e funzionale al servizio della comunità e che sia duratura nel corso del tempo anche grazie alle sue infrastrutture.

Dalla costruzione di case di medio livello alle social house, l’Africa rappresenta oggi un terreno fertile per lo sviluppo di nuovi progetti, a basso costo e improntati all’ecologia, che mirino a sfruttare il più possibile le risorse locali, sia dal punto di vista dei materiali, come il legno, marmo e pietra, di cui il continente è ricco, sia per quanto riguarda la manodopera locale, che permette di impiegare e di istruire persone all’interno di un contesto sociale fortemente colpito da disoccupazione e volti alla migrazione.

MEDSCPA oggi rappresenta un’importante realtà nel mercato dell’edilizia, fortemente compromesso dalla concorrenza asiatica a basso costo, specializzata in settori utili per il futuro e altamente performanti, come la progettazione e la costruzione di ospedali, di impianti idrici e di impianti di produzione di energia rinnovabile e di trattamento dei rifiuti.

Il progetto. Il progetto a firma del prof. Michele Cutolo si chiama Città Ospedaliera e Polo Universitario di Luanda ed è fortemente integrato dal punto di vista dell’efficienza, dei costi e dei suoi fruitori. Il polo racchiude l’ospedale e l’università, in modo da permettere agli studenti iscritti di immergersi sin da subito nella realtà che un giorno sarà il loro lavoro.

Città Ospedaliera, Polo Universitario ma anche un risvolto etico, in questo progetto specializzato che punta non solo a contribuire al miglioramento della situazione economica del paese, ma anche a sviluppare le infrastrutture in paese che ne è quasi privo, con un approccio sostenibile ed etico.

Grazie a un sistema che produce energia sfruttando le biomasse dei residui ospedalieri medicinali e all’installazione di un sistema di pannelli fotovoltaici a copertura dell'ampia area a parcheggio, la Città Ospedaliera si garantisce un periodo di almeno sei mesi con consumi a costo zero, grazie all’impiego di energie rinnovabili.

Il progetto mira anche a migliorare la qualità della vita dei soggetti coinvolti, con l’installazione al suo interno uno spazio adibito ad asilo nido, per venire incontro alle esigenze dei dipendenti, e un albergo per le famiglie in visita ai degenti, per gli studenti e per i docenti.

Per garantire il buon funzionamento del progetto sono previsti programmi specifici di specializzazione dedicati ai medici, agli infermieri, ai portantini e amministrativi gestionali, coordinati in collaborazione con le università italiane di Reggio Emilia e di Bari. A questo si aggiunge anche una formazione linguistica mirata in inglese, in italiano e in portoghese, con l’obiettivo di migliorare la comunicazione tra tutti i soggetti coinvolti nel progetto.

Innovazione e sostenibilità anche nel campo del trattamento dei rifiuti, che si inseriscono all’interno del progetto della Città Ospedaliera con una pianificazione attenta e con sistemi all’avanguardia. I rifiuti secchi saranno convertiti a nuova vita, mentre l’umido potrà essere utilizzato per la produzione di biogas e quindi in energia elettrica, da destinare alle zone che non sono raggiunte dalla rete elettrica nazionale. Il resto verrà convertito in compost e utilizzato come fertilizzante, chiudendo un perfetto ciclo di vita che vede il rifiuto come risorsa ed è alla base dell’economia circolare.

Il progetto è coordinato in ogni singolo dettaglio e messo a punto attraverso strumenti e impianti specializzati, che rimarrà alla città anche quando il lavoro sarà terminato, arricchendo così il substrato sociale con nuovi mezzi che potranno generare altro lavoro.

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