Elisabetta Favale
E(li's)books
13 Marzo Mar 2019 1628 13 marzo 2019

A Milano al Book Pride 2019 Le idi di marzo di Edizioni Spartaco.

Bookpride Spartaco Edizioni

Appuntamento dal 15 al 17 marzo alla Fabbrica del Vapore STAND A36

Anche quest’anno Edizioni Spartaco partecipa a Book Pride Milano, la Fiera nazionale dell’editoria indipendente che si svolgerà nella nuova location della Fabbrica del vapore, in via Procaccini 4, da venerdì 15 a domenica 17 marzo dalle ore 10 alle 20.

Sarà l’occasione di incontrare lettori, giornalisti e operatori del settore, che allo STAND A36 troveranno un’ampia selezione del catalogo editoriale e potranno sfogliare le ultime novità.

Venerdì 15, Idi di marzo, alle ore 19, si terrà la presentazione del libro Il Segreto di Bruto, fortunato romanzo del caporedattore del quotidiano Il Messaggero Raffaele Alliegro, presso la sala Primo Levi, che vedrà, oltre a quella dell'autore, la partecipazione straordinaria del decano della carta stampata Antonio Lubrano

Ogni desiderio è il tema della quinta edizione della rassegna milanese. “Ogni editore indipendente fabbrica legami, inventa desideri, dunque avventure”, dice il direttore di Book Pride Giorgio Vasta.

Desideri e avventure che caratterizzano le più recenti pubblicazioni firmate Spartaco, io segnalo con molto piacere un romanzo in particolare, Il segreto di Bruto di Raffaele Alliegro.

L'incontro con i lettori

Venerdì 15 marzo, alle ore 19, presso la Sala Primo Levi, Raffaele Alliegro, partendo dalle vicende del Bruto narrato nel suo romanzo, farà da nocchiero ai lettori che vorranno intraprendere un viaggio straordinario nella Roma antica. La fine dei tiranni e la nascita della Repubblica sarà il tema portante dell’incontro a cui parteciperà Antonio Lubrano, firma storica del giornalismo e volto noto della televisione di inchiesta.

Il libro in breve:

Si finse stupido per sopravvivere alla collera di Tarquinio il Superbo. Covò vendetta coltivando il germe della ribellione. Fece esiliare il monarca tiranno, fondò la Repubblica, fu il primo console di Roma nel 509 a.C. Questa è la storia di Lucio Giunio Bruto, il predestinato dei libri sibillini.

La Pizia, oracolo di Delfi, gli rivelò presente e futuro di una Roma all’epoca divisa tra due anime: quella romana, inflessibile, onesta, orgogliosa, primitiva, e quella etrusca, commerciale, moderna, raffinata, corrotta. Bruto sapeva che quel villaggio di rudi pastori sulle rive del Tevere era destinato a diventare caput mundi, trasformandosi nella più potente macchina da guerra mai esistita, tra lotte di potere, crudeltà, semi di libertà soffocati.

E fu lui, nipote adottato del Superbo, da tutti creduto uno sciocco, a tessere la tela della rivolta democratica, che scoppiò devastante dopo lo stupro da parte di uno dei figli del re di Lucrezia, suicida per onore.

Console inflessibile, Bruto fece decapitare perfino due dei suoi figli, rei confessi di avere tramato contro la res publica, e cadde in battaglia, consapevole che, centinaia di anni dopo, un discendente avrebbe raccolto il suo testimone, quel Marco Giunio Bruto congiurato contro Caio Giulio Cesare, alle Idi di marzo del 44 a.C.

Nei cardini tracciati da Tito Livio nell’opera Ab Urbe condita, Raffaele Alliegro fa scorrere personaggi e accadimenti, perfetta sintesi tra fatti storicamente accertati e coerente invenzione, restituendo un clima di passioni e sentimenti autentici che, ieri come oggi e domani, agitano la vita degli uomini.

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