Alessandro Sannini
La nota
17 Marzo Mar 2019 0147 17 marzo 2019

Space Economy, Sannini “ Solo con un legame forte tra downstream e upstream possiamo decollare”

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I due segmenti del downstream e del uptream sono indissolubilmente connessi, essendo sostanzialmente il downstream uno sfruttamento delle tecnologie fornite dal upstream .

Ad esempio i satelliti, come risulta dallo stato dell’arte tecnologico di oggi, potranno in futuro avere un UX di minore complessita’ , con conseguente riduzione dei costi e potendo quindi avere una programmazione di services ad Hoc per gli ambiti applicativi a cui saranno destinati; tali ambiti sono decisamente ampi (primo fra tutti il collecting di big datas) e quindi utili non solo per ricerche nel cosmo , ma con possibili applicazioni anche, ad esempio , in agricoltura e metereologia.

Ci sono quindi una serie di canali, metodologie e tattiche di investimento attraverso i quali il downstream può trarre vantaggio dal upstream sul presupposto di una intensa sinergia tra technology transfer, grande industria , finanza ed eccellenze territoriali di sistema .


Per gli investitori di questa particolare tipologia di venture capital, che in alcuni casi sono estremamente capital intensive, la sinergia tra i due segmenti in oggetto può determinare una potenziale e sensibile riduzione del rischio.

Infatti la conoscenza del upstream ( quindi di industria, manifattura ,logiche di settore) può aiutare gli attori d’investimento, quali fondi d’investimento ed investment Companies, a valutare più consapevolmente operazioni che sfruttino o creino innovazioni tecnologiche, con un considerevole potenziale di crescita, senza dover sopportare l'intero rischio di solito associato a tali progetti .

Tale rischio viene infatti ripartito con il segmento upstream ed in particolsrd attraverso il lavoro e le valutazioni già eseguite startup venture backed del nuova economia dello spazio che , per tale ragione , dovrebbero immediatamente entrare a far parte di detto sistema .


Per ciò che concerne il capitale umano: il downstream può trarre vantaggio da manodopera qualificata ingegneristica proveniente da quella parte del Upstream precedentemente coinvolta nello sviluppo di tecnologie che hanno già avuto successo applicativo on field ;
Non sono da sottovalutare per le comunemente dette economie di scala : il downstream può trarre benefici anche in fase di startup da tecnologie, conoscenze e metodologie sviluppate dal upstream per produrre una serie di beni e servizi diversi (es startup di tecnologie abilitanti )
E’ben chiaro soprattutto in Italia che con una stretta collaborazione di sistema si può aspirare a far crescere nuove aziende che in una relazione importante tra sistema, upstream e downstream possano davvero essere a crescita veloce.
E ‘essenziale una pronta reazione pronta e quasi predittiva alle esigenze del mercato per ciò che riguarda ad esempio le startup del downstream: L’upstream può adattare la sua capacità di soddisfare le esigenze verso il downstream che derivano dalla domanda di prodotti e servizi da parte del mercato ( il termine mercato nella Space Economy è estremamente ampio. )
L’upstream invece, può beneficiare di una vasta schiera di fornitori e sviluppatori che posssano garantire tutto ciò che è necessario ( es. più satelliti con diminuzione di costi di costruzione e lancio più bisogno di una catena di applicazioni specifiche, ergo possibilità di nascita di molte startup ). In Italia sarebbe possibile .Sostengo che per uno sostenibile della nuova economia spaziale italiana sia possibile solo grazie ad una strettissima cooperazione e integrazione tra i due segmenti uniti a forte conoscenza industriale, finanziaria e legale.
L'economia spaziale globale prevede di valere 2,7 trilioni di dollari per 2045. Una crescita così enorme è da attribuire a Space 2,0, un nuovo paradigma che vede la produzione e il lancio di satelliti più economici e veloci, sempre più piccoli e capaci di superare il tradizionale compromesso tra dimensioni e funzionalità grazie a miglioramenti in tecniche di integrazione e miniaturizzazione. Lo spazio 2,0 descrive anche una nuova accettazione del rischio sul versante della domanda, disponibile per investire ad esempio in satelliti con un ciclo di vita più breve previsto ma più economico. Ciò significa che lo spazio sta progressivamente diventando un ambiente imprenditoriale sempre più accessibile e conveniente per un numero maggiore di attori. Poiché i governi non rappresentano più i principali investitori nelle tecnologie spaziali, ne consegue che questa espansione dell'economia spaziale deve essere il risultato delle forze del mercato. In particolare, ritengo che anche in Italia dove c’è molta presenza di upstream, il downstream possa essere un mercato in crescita rapida anche per le startup. In effetti, il segmento del downstream può trarre notevoli vantaggi dai minori costi di accesso ai miglioramenti del upstream introdotti dallo spazio 2,0, come una maggiore accuratezza e risoluzione, nonché dai progressi simultanei di tecnologie come i Big data, l'intelligenza artificiale e l'IoT, fornendo all'economia terrestre una serie di applicazioni per gli utenti finali e per le imprese per migliorare l'efficienza, la produttività e i processi decisionali. Infatti, una pletora di applicazioni spaziali che non erano economicamente sostenibili o addirittura possibili prima possono ora rappresentare la risposta a una varietà di questioni, rendendo lo spazio ancora più pervasivo della nostra vita quotidiana. Agricoltura, gestione delle catastrofi, assicurazioni, trasporti, logistica e business intelligence sono solo alcuni esempi delle numerose applicazioni a cui forse non c’è limite alla fantasia. Per quanto interessanti possano apparire le applicazioni derivate dallo spazio, c'è ancora una mancanza di comprensione dei loro potenziali benefici, soprattutto da parte di quelle aziende che appartengono a industrie tradizionalmente considerate completamente estranee allo spazio che però potrebbero diventare investitori in Fondi di Investimento ed Investment Companies .Ritengo quindi che per un ulteriore sviluppo sostenibile dell'economia spaziale italiana gli operatori coinvolti nell’investimento nel segmento del downstream debbano sensibilizzare sull'importanza delle tecnologie spaziali ed aiutare secondo quel principio del valore aggiunto che un venture capital può apportare sulle startup a fornire alle nuove aziende del futuro servizi di alta qualità, accessibili e di facile utilizzo. Le startup e le aziende del downstream devono spiegare i vantaggi delle tecnologie spaziali agli agricoltori, agli assicuratori, ai corrieri e ad altri potenziali utenti e per fornire loro una soluzione facile da adottare e conveniente specifica per le loro imprese. Una volta riempito questo divario, le aziende potranno sfruttare appieno le numerose opportunità che lo spazio ha da offrire, stimolando cosi l’ampliamento della sua gamma di prodotti e servizi e la sua comprensione del mercato. A sua volta, questo richiederà la domanda e di ulteriori investimenti nel upstream che a sua volta comporterà ulteriori investimenti e miglioramenti della tecnologia spaziale, stabilendo così un circolo virtuoso,di squadra e sistemico forse producendo nuove tecnologie rivoluzionarie che potrebbero aprire un nuovoinsieme di applicazioni che non possiamo nemmeno immaginare oggi,ma non sono poi così lontane.

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