Francesco Carini
Homo sum
2 Aprile Apr 2019 2210 02 aprile 2019

Credi nella famiglia “tradizionale”, soprattutto nella tua? Bene, ma non basta per essere una brava persona

Famiglia Piccolo Borghese

di Francesco Carini

La repressione, l’oppressione, la mancanza di libertà, il conformismo, l’ipocrisia, son tutti strutturati, maturati in seno alle famiglie, perché la famiglia è nata come una piccola difesa, un po' meschina che fa l’uomo per difendersi dal terrore, dalla paura, dalla fame… È un meccanismo di difesa per cui l’uomo si crea una tana e nella tana fa quello che vuole: il padre opprime i figli ecc…

Detto questo, la famiglia è anche il covo delle cose più belle dell’umanità. Le due cose sono orrendamente inestricabili. Pier Paolo Pasolini

La citazione riportata sopra é parte di un discorso più amplio fatto da Pier Paolo Pasolini il 21/09/1974 al programma Rai Donna donna. È importante sottolineare come la critica venga da un ragionamento ben preciso che vede nella famiglia, sin dalla preistoria, un nucleo creato per necessità alfine di difendersi dalle circostanze avverse del fato e dai pericoli che venivano dall’esterno. Mentre il secondo aspetto è legato all'affetto, straordinario cemento in virtù di cui le relazioni trascendono la pura convenienza. Certamente, in riferimento alla famiglia, si può intravedere nei due elementi sopracitati un binomio indissolubile, che spesso, soprattutto in paesi come il nostro in cui la qualità e il livello del welfare non è paragonabile a quello di paesi europei quali quelli scandinavi, costituisce anche una forma di ammortizzatore sociale che sopperisce alle mancanze dello Stato e a un mercato del lavoro che attualmente non garantisce un futuro sereno. Peraltro, il termine famiglia (in latino familia) è connesso a quello di famulus, trad. servitore (o all’antico italico faam, trad. di casa), proprio perché nell’antica Roma comprendeva anche i servi che vivevano nella stessa residenza del pater familias, ad indicare quanto la famiglia sia un concetto vasto la cui trattazione non può certamente essere esaurita in un articolo e ancor meno in una discussione da bar o da talk show pomeridiano.

Effettivamente, con la famiglia considerata in quanto unità fondamentale della società, secondo Hegel prima radice etica dello stato, si dovrebbe ragionare sulla sua funzione e la sua essenza. Il filosofo Herbert Marcuse nel suo “L’autorità e la famiglia” concepisce questa struttura come la base su cui si fonda il potere, economico, oltre che politico, che, tramite l’educazione imposta dal padre ha garantito un ordine sociale definito.

In Una giornata particolare (1977) di Ettore Scola, Antonietta (interpretata da Sophia Loren), madre di 6 figli e moglie di un marito, piccolo borghese che la tradisce, fedelissimo del Duce, trova comprensione il 6 maggio 1938 in Gabriele (Marcello Mastroianni), ex radiocronista dell’EIAR licenziato per il suo orientamento sessuale. La storia si svolge in un’unica giornata, dove i due si conosceranno per caso, si confideranno e alla fine consumeranno un rapporto più che inatteso, prima che Gabriele venga prelevato dalle guardie per essere confinato in Sardegna, reo di essere omosessuale. In questo film, la Loren è la vittima di una società che vede la donna come “protettrice" del focolare domestico, ma al contempo succube di una struttura che la riduceva quasi a una schiava, costretta al ruolo di casalinga e procreatrice, bombardata da una propaganda asfissiante che non permetteva di vivere altra esistenza al di fuori della famiglia tradizionale, di quell’ordine che Gabriele definisce: «la virtù dei mediocri».

Ma cos’è la famiglia tradizionale? E soprattutto cos’è la tradizione?

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