Elisabetta Favale
E(li's)books
2 Aprile Apr 2019 1344 02 aprile 2019

Le avventure di Mercuzio - Daniel Albizzati. Recensione

Le Avventure Di Mercuzio

Le avventure di Mercuzio di Daniel Albizzati.

Romanzo di esordio per Daniel Albizzati che ha voluto raccontare una storia ricca di simbolismi e riferimenti letterari per portare però il lettore a riflettere su tematiche attuali come la realtà virtuale e il consumismo di una società di massa e omologata. Ma Le avventure di Mercuzio è anche un romanzo sull’amicizia, sul tradimento, sui ricordi e la loro importanza.

Il libro

Mercuzio abita nel centro di Roma, in una mansarda non lontano da Campo de’ Fiori; non possiede computer né televisione, cita a memoria Stendhal, Shakespeare e i maggiori filosofi dell’Età dei Lumi, e sogna l’amore puro ed eterno cantato nei poemi cavallereschi. Rientrerebbe tutto nella normalità, se il giovane vivesse nell’Ottocento. Ma il protagonista di questa storia è un nostro contemporaneo, chiuso in un volontario isolamento, con la sola compagnia di libri e preziosi oggetti antichi. Quando, mosso da uno slancio improvviso verso il mondo esterno, si decide a uscire di casa, si ritrova nel vortice della vita notturna di oggi, alle prese con i costumi moderni, i social network, la parlata giovanile che gli risulta incomprensibile, abituato com’è all’eloquio forbito degli scrittori amati. In suo aiuto accorrerà il provvidenziale Virgilio, un pizzaiolo dongiovanni che lo aiuterà a districarsi tra le insidie del presente, tra aperitivi e lezioni di tecnologia, fino alla sfida più complicata di tutte: conquistare il cuore della bella Beatrice. Ma chi è in realtà Mercuzio? E perché Virgilio si dedica a questa sua insolita “rieducazione contemporanea”? Cosa spingerà Beatrice, la ragazza più desiderata di Roma, a cedere alle attenzioni di questo strano corteggiatore?
Un esordio capace di far sorridere e al tempo stesso meditare sui paradossi della contemporaneità; un ironico romanzo di formazione che mescola riferimenti letterari classici e parodia del nostro tempo; una storia insolita e sagace che diventa un invito scanzonato a riflettere sul nostro passato e sul nostro presente.”

Partiamo subito dal nome insolito del protagonista, Mercuzio, come il personaggio di Shakespeare in Romeo e Giulietta, parente e amico di Romeo, Mercuzio nella famosa tragedia rappresenta la proiezione di una personalità fuori dal tempo, libero dalle costrizioni imposte dai più comuni topoi, analogamente qui, nel romanzo di Albizzati, abbiamo un Mercuzio protagonista totalmente fuori da ogni schema.

Fin dalle prime pagine quindi capiamo subito che Mercuzio conduce una esistenza votata alla ricerca di valori interiori, il suo benessere psicologico è tutelato dall’isolamento, è completamente assorbito dalla lettura dei classici e il mondo esterno entra nella sua casa solo quando sente la necessità di mangiare.

Nella soffitta di un antico palazzo nel centro di Roma, poco più di cinquanta metri quadri con una sola finestra che si distingueva dalle altre per le sue imposte quasi sempre chiuse, viveva un ragazzo solitario che aveva da tempo dimenticato il mondo esterno e le sue cose

Mercuzio è un ragazzo incapace di rapportarsi sul piano cognitivo e affettivo a sé e alle altre persone secondo modalità ordinarie, volendo usare un termine vicino alla psicologia, vive una sorta di “derealizzazione”, l’ambiente che lo circonda appare a noi lettori del tutto irreale.

Come un moderno Don Chisciotte, Mercuzio è così “sazio” delle sue “scorpacciate letterarie” che vive costantemente in una sorta di “delirio” in cui le sue personali interiorizzazioni si sostituiscono alla realtà.

A svegliare Mercuzio da questo stato di isolamento ci penserà Virgilio, il ragazzo della pizzeria “Il maestro e Margherita” che gli porta da mangiare tutti i giorni … non si può evitare di guardare a questo personaggio come a un Sancio Panza che ha il compito di far tornare Mercuzio alla realtà.

Fino a metà romanzo io mi sono domandata cosa stavo leggendo esattamente, una favola? Non mi tornavano i conti, come fa a vivere questo Mercuzio? Non ha una famiglia?

Ad un certo punto, quando Virgilio riesce a far uscire Mercuzio di casa si viene catapultati in dialoghi e situazioni tipiche dei “Time travel movies”, Mercuzio che vive nel passato ci fa guardare al presente come un qualcosa senza valore quasi.

Corse nella camera da letto; lasciò cadere la vestaglia, e rimase nudo davanti al grosso armadio a muro. Dentro stavano appesi autentici abiti antichi, ma ben conservati in custodie di plastica […] un panciotto e una redingote con due lunghe falde simili alla coda di una rondine.”

La fuga dal presente di Mercuzio diventa giustificata e comprensibile ascoltando il linguaggio “primitivo” dei giovani di oggi, la “vain fantasy” in cui vive il protagonista acquista un sapore diverso se paragonata alla superficialità della società che ci presenta.

«L'amicizia non è niente altro che l'armonia delle cose umane e divine, accompagnata dalla benevolenza e dalla carità” (Cicerone, nel Laelius de amicitia (cap. VI).

Vi cito Cicerone perché il tema centrale di questo romanzo, lo scoprirete, è proprio la dimensione di sacralità dell’amicizia, Mercuzio ha poco più di vent’anni, è grande ma ha ancora una età in cui si crede nell’amicizia, nell’amico si ripone se stessi, è nell’amicizia che rivive il “bambino interiore”, l’infedeltà di un amico colpisce il nucleo più profondo di noi stessi e quindi la fiducia che riponiamo proprio in noi, non è così?

Non posso aggiungere molto perché rischierei di rovinare i colpi di scena della storia, tuttavia vi voglio dare un suggerimento … tra i nomi dei personaggi ne troverete tanti presenti nella Divina Commedia e … dove li metteva Dante i traditori dell’amicizia? Nell’ultimo girone dell’inferno.

Le avventure di Mercuzio di Daniel Albizzati – Fazi editore

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