Elisabetta Favale
E(li's)books
3 Aprile Apr 2019 1650 03 aprile 2019

Le Donne di spade di Cinzia Tani. Recensione

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Ecco che ritorno a parlarvi delle avventure dei fratelli Acevedo, Gabriel, Manuela e Sofia che Cinzia Tani ci aveva presentato nel primo volume di questa saga davvero avvincente, Il volo delle aquile. Il secondo volume (il primo era Figli del segreto), Donne di spade, riprende molti dei personaggi storici e aggiunge altri personaggi anche di fantasia creati dall’autrice a beneficio della trama.

In Donne di spade le vere protagoniste sono Maddalena, Flora, Agnes, Dorotea, Ana de Mendoza, ognuna a suo modo anticonformista e spregiudicata, tutte poco propense ad arrendersi al destino!

Siamo nel Rinascimento, e vi ricordo che la donna all’epoca doveva rispondere a certi canoni precisi, all’Università per l’esame di storia moderna frequentai un corso monografico sulla donna del Rinascimento e mi ricordo che per esempio Leon Battista Alberti, letterato e grande architetto del Quattrocento, in uno scritto sulla famiglia descriveva le doti morali che fanno di una donna la sposa ideale: “ la dignità, la discrezione, l’onestà, saper filare, cucire, governare la casa., procreare numerosi figli, essere fedele al marito, non interferire nei suoi affari, uscire con lui e mai da sola. Non è il caso che sia molto istruita.”

Di certo le Donne di spade sono ben più spregiudicate di così… per indole o per necessità tutte risultano calcolatrici e spesso senza scrupoli.

Con il sangue di chi si è macchiata le mani Flora? A chi vuol rubare l’amore Maddalena? E la benda sull’occhio di Ana de Mendoza? Cosa le è successo?

Anche in Donne di spade i tre fratelli Acevedo continuano ad aspettare che la verità sull’omicidio dei genitori venga a galla, Raimunda, la loro governante che custodisce questo segreto è oramai invecchiata, deciderà finalmente di svelare il mistero su quelle morti?

Ancora una volta protagonista indiscusso dall’inizio alla fine del romanzo è Carlo V, lo ritroviamo nel 1535 a Napoli, una città che lo accoglie con tutti gli onori, Carlo non c’era mai stato e decide di trascorrervi il Natale, a questo punto un evento importante contribuisce a dare il via ad altre svolte nella storia d’Europa, Caterina, la zia di Carlo muore, come sappiamo era stata ripudiata da Enrico VIII per sposare Anna Bolena, la morte di Caterina persuade Carlo a tentare un riavvicinamento con Enrico per allontanarlo dai francesi ma gli attriti familiari non sembrano dargli tregua. Vi ricordate di Maria?, la figlia di Caterina, è stata dichiarata illegittima da suo padre Enrico (non le perdonava di odiare la Bolena) che la fece retrocedere al rango di Lady mettendola al seguito della infanta Elisabetta, la famigerata “regina vergine”, quinta e ultima monarca della dinastia Tudor , unica figlia sopravvissuta di Enrico VIII e Anna Bolena e sorellastra di Maria d’Inghilterra.

Intanto sale sul soglio pontificio Paolo III come successore di papa Clemente VII, papa Paolo III, cioè Alessandro Farnese, aveva il difficile compito di rimediare alle scelte politiche di Clemente che aveva causato grandi danni a Roma (i soldati di Carlo V avevano messo a ferro e fuoco la città circa sette anni prima) per cui invita Carlo a fargli visita per rimediare agli errori del passato.

Cinzia Tani ci racconta che, sotto i ritratti di Carlo, campeggiava il motto biblico: “Tu regnerai su tutto ciò cui la tua fantasia ambisce” e in effetti…

La storia prosegue con gli affascinanti intrighi amorosi, con le lotte tra queste Dame di spade che non risparmieranno colpi a nessuno, mentre tanti altri eventi storici vengono raccontati con grande puntualità dall’autrice che con una prosa “lieve” e accattivante ha reso anche questo un romanzo “page turner”.

Il viaggio nella storia finisce con la morte di Carlo e con un Filippo (suo figlio) che deve affrontare mille difficoltà, vi ricordate il suo soprannome? Filippo il prudente… ma in fondo, poverino, nonostante l’impegno eguagliare il padre sarebbe stata impresa ardua per chiunque senza contare che aveva ereditato anche tanti debiti e impegni per spese militari davvero insostenibili. Povero Filippo! Pensare che, come racconta Cinzia Tani, già a 13 anni riusciva a leggere l’ebraico e diverse altre lingue, aveva letto Cicerone, Cesare, Seneca e amava moltissimo la musica, un vero intellettuale.

Vi ho accennato brevemente alle vicende storiche durante le quali le storie di queste indomite Donne di spade si svolgono, avrete intuito che si tratta di un romanzo appassionante dove gli elementi di fiction rendono ancor più avvincenti quelle che possono essere considerate grandi pagine di storia moderna per cui non mi resta che dirvi Buona lettura!

Donne di spade – Cinzia Tani - Mondadori

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