Elisabetta Favale
E(li's)books
9 Aprile Apr 2019 1710 09 aprile 2019

Il Gruppo di Mary McCarthy. Recensione

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Leggendo Il Gruppo la prima cosa che mi è venuta in mente di fare è stata andare a guardare il sito del Vassar College perché è il punto di partenza di tutta la storia, fondato nel 1861 da Matthew Vassar è stato il primo istituto di istruzione femminile negli Stati Uniti , solo alla fine degli anni Sessanta divenne un istituto misto. Tra gli ex alunni, oltre alla stessa Mary McCarthy, troviamo anche Jonás Cuarón, Meryl Streep, Anne Hathaway per citarne qualcuno a noi noto.

Il libro

Torna in libreria - in una nuova edizione e con una traduzione riveduta e corretta dalla stessa traduttrice - il capolavoro di Mary McCarthy, e a più di cinquant'anni dalla sua pubblicazione è ancora più attuale che mai: un ritratto corale al femminile caustico e feroce, che mette alla berlina il sessismo e le illusorie consolazioni del progresso, raccontando, attraverso una serie di storie individuali, un'intera epoca. Il «gruppo» del titolo è costituito da otto inseparabili amiche, rigorosamente upper class, compagne di studi al Vassar, prestigioso college femminile. Dopo la laurea, nel 1933, iniziano tutte a inseguire qualcosa di diverso da ciò che il destino gli ha assegnato, ma collezionano errori e sconfitte. Il romanzo le segue a turno nelle loro vicende erotiche e familiari, che passano attraverso matrimoni poco felici e tradimenti, ma anche scelte sorprendenti e meno convenzionali. Un'opera affilata, di ampio respiro, in perfetto equilibrio tra satira e tragedia, e un affresco impeccabile dell'America di Roosevelt e del New Deal, sospesa tra i sogni di benessere collettivo e il permanere di un classismo spesso brutale. Prefazione di Luca Briasco.

La mia lettura

Il Vassar College, dicevo, è il punto di partenza della storia, è il 1933 e le protagoniste sono ragazze provenienti da famiglie facoltose (qualcuna di più qualcuna di meno): Kay, Dottie, Polly, Lakie, Priss, Pokey, Helena e Libby, hanno appena concluso il loro percorso di studi.

Il contesto storico possiamo immaginarlo, il proibizionismo è appena stato abolito e il Presidente Roosevelt avvia il cosiddetto New Deal, un piano di riforme volte a far fronte alla depressione economica mentre in Europa incombono minacciosi fronti di guerra di cui arrivavano forti gli echi anche negli Stati Uniti.

Questo è il mio primo romanzo di Mary McCarthy, non so se lo stile si discosta dai suoi precedenti scritti, quel che ho colto io è certamente una incredibile sagacia, grande cura per tutti gli elementi lessicali. Al contrario di altri autori e autrici, Mary McCarthy mi sembra abbia superato i confini regionalistici e i temi trattati, gli stessi su cui indulge la sua ironia pungente, pur prendendo di mira una specifica classe sociale, la sua, possono comunque essere considerati temi universali.

Altra caratteristica che ho colto è il suo realismo che, in alcuni casi, può risultare sconcertante tanto è vero, ma è proprio così che l’autrice riesce a rendere l’imprevedibilità della vita,bravissima a farci comprendere la frattura tra reale e ideale e lei stessa è oggetto evidente della narrazione.

Le otto ragazze del romanzo di Mary McCarthy devono prepararsi al futuro e ognuna di loro nutre la speranza di poter realizzare i propri progetti assicurandosi un “posto al sole” in questa società e l’autrice qui è una sorta di ventriloqua, tutte loro parlano ma la voce è chiaramente quella della McCarthy che non perde occasione di dire quel che pensa su argomenti che allora erano vero e proprio terreno minato come la sessualità femminile e la maternità.

Il romanzo è stato scritto nel 1963, siamo quindi prima degli eventi del Sessantotto, raccontare di una vergine che con grande naturalezza decide di esplorare le gioie del sesso fuori dal matrimonio fa ancora notizia e fa ancor più notizia parlare di metodi contraccettivi, il famoso “pessario” che Dick Brown consiglia alla giovane amica Dottie per evitare gravidanze non desiderate fece davvero scandalo.

I toni usati dall’autrice per raccontare questa prima esperienza sessuale sono toni empirici, non ha voluto edulcorare in alcun modo l’avvenimento, anzi, ha lasciato che Dick facesse commenti sgradevoli anche sul sangue della deflorazione “mia moglie Beth sanguinò come un maiale” riferì commentando il poco sangue di Dottie.

Questo modo molto maschile di parlare di sesso le procurerà un posto come scrittrice totemica tra le colleghe dell’epoca.

Pubblicato il 28 agosto 1963, con una prima stampa di 75.000 copie, l’8 settembre era già il numero 9 nella classifica dei best-seller del New York Times, con i librai che ordinavano 5.000 copie al giorno. Il 6 ottobre aveva “detronizzato” Le scarpe del pescatore di Morris L. West diventando il numero 1, dove sarebbe rimasto per i successivi cinque mesi. Alla fine del 1964, erano state vendute quasi 300.000 copie, nonostante da alcuni il libro era ritenuto quasi pornografico in Australia, Italia e Irlanda per esempio fu censurato.

Il Gruppo mette alla berlina i costumi della società dell’epoca ma non può essere considerato un romanzo satirico, è un romanzo sociale, Dottie ha il compito di farci comprendere i costumi sessuali, Priss ci mostra un modo diverso di fare la madre, allora le donne non allattavano i figli al seno ma si era diffusa la pratica del latte artificiale, nel romanzo Priss invece decide di farlo e per questo riceve addirittura proposte di interviste… Libby invece è una donna ambiziosa che desidera lavorare, Polly ci descrive con la sua storia quel che si pensava della psicanalisi, Kay è quella che si fa irretire dal fascino del modernismo ed è anche la donna tradita, suo marito, si dice, ricorda il primo marito dell’autrice. Helena è la donna androgina che scrive il giornale di classe, Pokey è l’ereditiera sulle cui abitudini si ironizza sempre e infine la regina assoluta, la snob Lakie, che rimane in disparte ma nonostante tutto emerge incontrastata. Sarà proprio Lakie che consentirà a Mary McCarthy di affrontare un altro tema spinoso, l’omosessualità.

Ogni evento viene raccontato senza cadere nel melodramma, la realtà va accettata per quella che è senza tuttavia perdere il desiderio di aspirare all’indipendenza e ad una dignità morale. L’idea che mi sono fatta io è di essere in presenza di una autrice dalla forte “personalità letteraria” e dallo stile non comune (lo so, è la scoperta dell'uovo di Colombo... ma come ho detto è il mio primo libro della McCarthy).

La traduzione di questo romanzo è della bravissima Elena Dal Pra, quel che mi sento di dire è che la lacuna Mary McCarthy va colmata, almeno per quanto mi riguarda, per cui felice di aver cominciato con questo splendido romanzo.

IL GRUPPO - Mary McCarthy – Minimum Fax

Titolo originale The Group

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