Elisabetta Favale
E(li's)books
28 Aprile Apr 2019 2021 28 aprile 2019

I Cigni di Truman Capote. Da Marella Agnelli a Babe Paley. Recensione

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Ho sempre trovato Truman Capote terribilmente inquietante, aveva, anche da giovane, un’aria da serial killer esattamente come i protagonisti di A sangue freddo. La sua amica storica, Harper Lee non fece mistero di quanto fosse invidioso, incapace di nutrire sentimenti disinteressati e soprattutto bugiardo patologico, non le perdonò mai di aver venduto 41 milioni (o forse più) di copie di Il buio oltre la siepe perché lui si riteneva più intelligente e talentuoso dell’amica premio Pulitzer.

Il libro

“Il 17 ottobre 1975 fa la sua comparsa nelle edicole americane un numero speciale di "Esquire" che mostra in copertina la foto di profilo di un Truman Capote grasso e pallido, e una didascalia che reclamizza l'ultimo, attesissimo racconto dell'acclamato autore di "A sangue freddo". Titolo: "La Côte Basque 1965". Capote si è incamminato da tempo lungo la china dell'autodistruzione. Quasi costantemente in preda all'alcol e alle droghe, è soltanto una smorta controfigura del trentenne dagli occhi pieni di passione e inquietudine che sedusse il bel mondo newyorchese vent'anni prima. Su quel mondo, che lo ha tacitamente messo da parte, posa ora la sua astiosa penna, narrando del santuario che ne è al centro e che ha le sue vestali nei Cigni della Quinta Strada: Babe Paley, Slim Keith, Gloria Vanderbilt, Pamela Harriman, le regine dei cocktail, delle feste di beneficenza, dei party più esclusivi, dei dinner e dei lunch alla Côte Basque, il ristorante dove, appunto, pranzi e cene sono diventati un appuntamento imprescindibile della mondanità newyorchese. Il racconto di "Esquire" muove da un incontro alla Côte Basque in cui i Cigni della Quinta Strada si lasciano andare a inattese confessioni e riprovevoli giudizi.”

Ho letto I cigni della Quinta Strada di Melanie Benjamin senza riuscire a staccarmene, un romanzo che, racconta l’autrice, è stato molto divertente scrivere e di questo non dubito davvero perché tutti i personaggi sono realmente esistiti, alcuni li conosciamo perché appartengono ad un mondo a noi familiare, come quello della famiglia Agnelli, Marella era uno dei cigni di Capote.

Impossibile non cadere nel loop di una ricerca di foto, articoli, notizie sui nomi che affollano I cigni della Quinta Strada, sono andata persino a cercare l’articolo di Esquire del 1975 che diede il via a quell’incredibile scandalo nell’alta società newyorkese “Côte Basque 1965” (pubblicato in America il 17 ottobre del 1975 dalla rivista Esquire e poi ricomparso nel 1986 come ultimo pezzo del romanzo Preghiere esaudite), sancendo anche il declino di Capote.

Ma chi erano esattamente questi cigni?

Babe Paley, Slim Keith, Gloria Vanderbilt, Pamela Harriman, Marella Agnelli, C.Z. Guest, Jacqueline Onassis ...

Donne ricche e influenti, icone di stile, soprattutto mogli (e amanti) di uomini potenti.

Quando Capote incontra queste donne e stringe amicizia con loro è solo uno scrittore ancora in cerca di notorietà, per loro rappresenta la novità perché nel mondo dorato ed esclusivo in cui vivevano c’era poco spazio per la cultura, Babe Paley, moglie di Bill Paley il fondatore della CBS, figlia di un neurochirurgo della prima ora, pur provenendo da una famiglia agiata e borghese, aveva ricevuto una educazione orientata ad un unico scopo: far felice un marito ricco e quando la fragile Babe, meravigliosa e perfetta si accaparra l’amicizia di Truman... ecco che avviene la magia! Truman le suggerisce i libri da leggere, la rende maggiormente consapevole delle lacune da colmare.

Quel piccolo uomo riusciva a irretire tutti, suscitava la gelosia di Bill Paley che mai aveva visto la sua splendida moglie Babe lasciarsi andare come con Truman di cui si infatuò nonostante la sua omosessualità dichiarata.

Melanie Benjamin ricostruisce la storia partendo dalla fine, i cigni sono oramai sfioriti, qualcuno di loro non c’è già più e attraverso lo sgomento, il desiderio di vendetta e le parole di astio verso Truman all’indomani della pubblicazione del suo articolo che aveva messo a nudo i segreti di tutte loro, ricordano pian piano quegli anni magnifici di felicità e menzogne.

Particolarmente toccante è la figura di Babe Paley, così magnifica e sola, costretta a vivere una vita che non poteva essere meno che perfetta, tradita da tutti, amiche, marito, da Truman che amo’ (se di amore si poteva parlare) più di chiunque altro.

Capote ne esce malissimo, appare come un uomo concentrato solo sulla sua rivalsa personale, la sua cattiveria non è giustificata dall’infanzia infelice, la sua mancanza di generosità verso chiunque, la meschinità che lo indusse a scrivere Côte Basque, perché di fatto dopo A sangue freddo non aveva più niente da dire, lo rendono davvero insopportabile.

Ecco quindi Slim Keith che diventa protagonista di questo brutto racconto, una sorta di lettera diffamatoria, comincia a sputare veleno su tutti i protagonisti dell’alta società da Jackie Kennedy a Wallis Simpson e... punto centrale di tutti la coppia per eccellenza: un ebreo magnate della tv e la sua ingenua moglie tanto bella quanto tradita e infelice.

“Languidi, leggiadri, solitari, i cigni inarcarono il collo elegante e si girarono a scrutarlo mentre lui se ne stava inchiodato sulla riva, i piedi sprofondati nel fango.”

Il Plaza, il St Regis, Tiffany, lo shopping da Bergdorfe, i locali alla moda, le feste esclusive e gli yacht, gioielli e case da sogno tutto vissuto come fossero cose normali, immergersi in queste pagine è come guardare un film, molti personaggi io non li conoscevo e l’autrice mi ha fatto venire voglia di scoprirli e non perché siano eccezionali, semplicemente perché nel bene e nel male hanno lasciato un segno e non è cosa che capita a tutti nella vita.

Babe Paley, madre di 4 figli eppure priva di istinto materno, algida nella sua perfezione, concentrata solo sul suo ruolo di moglie diventa comunque una eroina tragica in questa storia.

Mi sono divertita molto a leggere I cigni della Quinta Strada, in fondo mi hanno strappato un sorriso di tenerezza tutte quelle donne ricche e famose che speravano di essere (tutte ) la Holly Golightly di Colazione da Tiffany, e che dire di Slim Keith, musa e amante di un Hemingway già anziano? Confesso che ignoravo ogni cosa di lei.

Interessante il capitolo dedicato a Katharine Meyer "Kay" Graham, la famosa editrice di The Washington Post.

Un libro appassionante che pur presentandoci un mondo patinato che si reggeva unicamente sulla menzogna, sui tradimenti e le apparenze, porta comunque a sognare ad occhi aperti quei balli lucenti di gioielli e abiti magnifici.

La copertina del libro è una foto di Babe Paley, vi invito a cercare su google le foto della festa in Bianco e Nero che organizzò Truman Capote al Plaza, una versione moderna di un ballo di “gattopardiana” memoria.

I CIGNI DELLA QUINTA STRADA - Melanie Benjamin - Neri Pozza

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