Elisabetta Favale
E(li's)books
6 Maggio Mag 2019 1531 06 maggio 2019

A noi la colpa di Lucio Leone. Recensione

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Da poco in libreria per Edizioni Spartaco, A noi la colpa di Lucio Leone.

Il libro

È sempre colpa degli anarchici, in ogni epoca e in ogni Paese. L'Italia è nata da poco quando a Napoli simboli indecifrabili imbrattano di rosso le mura in cinque punti strategici: il Real orto botanico, largo Castello, Gianturco, il porto, la Marina. L'indice viene puntato contro i rivoluzionari: re Umberto I e la consorte Margherita sono attesi in città e si teme un attentato. L'incarico di impedire attacchi a sorpresa viene affidato agli scagnozzi e al nugolo di picciotti della Bella società riformata, antesignana della camorra. In realtà è un uomo enigmatico a reggere i fili di una vasta cospirazione che coinvolge anche i Savoia. L'obiettivo è segnare le sorti del giovane regno e costruire un potere-ombra che duri nei secoli. Ma il piano non ha fatto i conti con la presenza a Napoli dei più illustri tra gli anarchici italiani. Errico Malatesta e Carlo Cafiero, che assaporano i primi passi da uomini liberi dopo la detenzione a Benevento in seguito alla rivolta del Matese, finiscono per trovarsi esattamente al centro del complotto antilibertario: osservano quelle gigantesche A scarlatte dipinte per Napoli e, pur avendo preventivato di essere lì solo di passaggio, sono pronti a gettarsi nella mischia per provare a sventare la congiura. Fedele al suo spirito temerario, Malatesta seguirà una traccia audace che lo farà imbattere in Peppino 'o Piemuntise e 'o Muto, due scugnizzi furbissimi ma leali. L'aitante e fragile Cafiero, grazie anche alla straordinaria energia di Silvia, figlia di Carlo Pisacane, riuscirà a incastrare gli ultimi pezzi del complicato puzzle. "A noi la colpa" è un romanzo storico e d'avventura, intriso di sentimenti nobili e infimi, uno sguardo su un mondo di ideali e intrighi dove la linea che separa il possibile dall'incredibile è il sottile velo di scaltrezza che permea gli occhi della medium Eusapia Palladino.”

Se c’è un protagonista nel romanzo storico di Lucio Leone, A noi la colpa, è l’ideale di libertà che uomini e donne cercarono di realizzare nella seconda metà dell’800 quando il rinnovamento sociale raggiungibile attraverso l’atto insurrezionale sembrava possibile grazie al coraggio e alla volontà di un pugno di giovani.

Lucio Leone ha costruito una storia dall’equilibrio perfetto, realtà e finzione sono sostegno l’una dell’altra e il risultato è un romanzo coinvolgente dove idee, sentimenti, malavita, politica, regalano al lettore pagine di bella letteratura perché lo stile di Lucio Leone è impeccabile.

Un merlo urlò dall’alto del rudere distraendolo per un attimo dalle sue riflessioni e si scoprì stanco. [...] Si sentiva parte di questo, un animale che caccia non visto nell’ombra, che lotta raccogliendo il cibo per la sua sterminata famiglia che ama silenzioso e non riamato. “

Sono i pensieri di Errico Malatesta che insieme a Carlo Cafiero rappresenta l’emblema di quel gruppo di giovani anarchici che con onestà intellettuale intesero porre in essere azioni in grado di svegliare le masse offese e sfruttate.

Queste due figure storiche, insieme a quella di Silvia Pisacane, emergono in tutta la loro umanità, siamo già all’indomani del fallimento del moto insurrezionale del Matese, le incertezze sul da farsi, le crepe all’interno dell’organizzazione ( minata da troppi poteri) li avevano già resi fragili, Carlo cominciava a dar segno di non riuscire più a tenere fuori dalla sua vita i demoni che da tempo albergavano nella sua mente e che ne causeranno la morte.

La figura di Silvia Pisacane spicca per modernità e passione, figlia di cotanti genitori (Carlo Pisacane ed Enrichetta Di Lorenzo) condusse una vita custodendo i carteggi che raccoglievano le idee dei suoi genitori e mai si tirò indietro quando si trattò di difendere ideali di giustizia e libertà supportando i due giovani Carlo ed Errico.

Eccola, Silvia, lo stesso portamento fiero di Carlo Pisacane, suo padre morto eroicamente [...] Un’armonia e una grazia che erano figlie solo della sua naturale bellezza [...] una bellezza che era nelle intenzioni, nei gesti e in un volto, lo specchio di lotte infinite, dolce e sofferto, con occhi grandi come porte verso spazi distanti.”

Io amo i romanzi storici ma spesso mi accorgo che anche autori di successo non riescono a evitare la trappola del didascalismo, l’esigenza di spiegare al lettore i fatti storici è molto sentita e questo a me non piace perché si finisce inevitabilmente per “spezzare” la trama con nozioni di storia, Lucio Leone non lo fa, riesce a dare a questo romanzo il ritmo di una cronaca ricca di particolari regalandoci affreschi della Napoli ottocentesca.

Interessante scoprire che nel vicolo di Mezzocannone dove gli anarchici avevano la loro tipografia c’erano tutti i tintori, uomini disperati in estremo bisogno di denaro che esercitavano questo mestiere pericoloso che corrodeva le mani e bruciava i polmoni.

A noi la colpa racconta anche la camorra di Ciccio Cappuccio, la massoneria, la politica e la monarchia, il fermento e l’irrequietezza sociale, c’è Umberto I sul trono e Giovanni Passannante l'anarchico (nulla aveva a che vedere con Carlo Cafiero e Errico Malatesta ) che provò, fallendo, a ucciderlo.

Il personaggio del Venerabile contribuisce a dare alla trama quel pizzico di mistero che diverte il lettore lasciandolo in attesa di scoprirne gli obiettivi.

Belle le figure femminili, io non conoscevo, per esempio, Eusapia Palladino la spiritista e medium che in quegli anni godeva di grande fama e credibilità, affascinante, seppur appena accennata, la fiugra della moglie di Cafiero: Olimpiada Kutuzova.

Bravo davvero Lucio Leone che è riuscito a tratteggiare dei bellissimi ritratti di Errico Malatesta e Carlo Cafiero, del primo ci fa apprezzare l’ardore e la concretezza dell’agire, lo immaginiamo giovane e spinto da impulsi intellettuali e sentimentali, non scorgiamo in lui la malizia di chi voleva sedurre a tutti i costi “vendendo” a buon mercato le sue idee.

Carlo invece è una figura drammatica, sono andata a cercare il brano di un discorso che fece in occasione del funerale di Giuseppe Fanelli tristemente premonitore:

Amici, vediamo di affrettare il più presto che possiamo la rivoluzione, imperocché, lo vedete, i nostri amici si lasciano così morire: o in carcere, o in esilio, o pazzi per forti dolori

Breve e intensa fu la sua azione politica prima che la follia lo trascinasse verso l’interdizione e i numerosi ricoveri in manicomio, volendo descrivere la sua vita io dire così:

"Pel trionfo del suo programma e della lotta internazionale ha sciupato tutto il suo patrimonio di qualche centinaio di migliaia di lire, sussidiando i compagni e somministrando loro i mezzi per la distruzione della proprietà e dell’ordine attuale e per la guerra fra le classi sociali” (rapporto della questura di Milano del 1882)

Allora l’invito è di lasciarvi coinvolgere da questo romanzo storico bello perché scritto per tutti, vedrete che non faticherete a immaginare, leggendo, i fatti che vi vengono raccontati, per me è stato come guardare un bel film.

A NOI LA COLPA – LUCIO LEONE – EDIZIONI SPARTACO 2019

Chi sarà al Salone del libro di Torino può comprare il libro direttamente presso lo stand di Edizioni Spartaco Padiglione 3 stand R128

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