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24 Maggio Mag 2019 2112 24 maggio 2019

Millennials candidati alle Europee: sei domande per Leonardo Ciccopiedi

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Leonardo Ciccopiedi, è il nostro sesto intervistato. Avvocato ed esperto di diritto commerciale internazionale. Si candida alle Europee nella Circoscrizione Sud per Forza Italia.

Due sfide per l'Europa che secondo te hanno la priorità e come ai affrontano nei prossimi 5 anni.

"Una delle sfide più importanti è l’armonizzazione fiscale tra tutti i Paesi dell'Unione. Ho, infatti, avanzato la proposta di istituire non una Flat Tax italiana, bensì una unica Flat Tax per tutti i Paesi al fine di combattere il dumping fiscale e societario. La seconda sfida è senz'altro quella dell'immigrazione: l'Europa deve tornare ad essere protagonista nella gestione dei flussi migratori e questo può farlo solo contingentando importanti investimenti oltre il Mediterraneo. È necessario pensare ad un vero e proprio Piano Marshall per il continente africano".

Ambiente, il tema del futuro: tornare indietro per inquinare meno o andare avanti ed efficientarsi di più?

"L'ambiente è un tema fondamentale, infatti credo che i partiti ambientalisti prenderanno sempre più piede nei prossimi anni. Questo perché c'è un'esigenza, che oggi è sentita da tutti, di rispettare di più i nostri territori, il nostro ambiente perché è da lì che nasce il nostro futuro. È da qui che nascono le problematiche collegate al rischio idrogeologico, alle inondazioni ai repentini cambiamenti climatici: dobbiamo intanto imparare a rispettare il nostro pianeta, sicuramente inquinando di meno sicuramente ed efficientando di più. Dobbiamo però anche porci problema di poter avere comunque economie competitive; pertanto c'è bisogno che l'efficientamento e la lotta all'inquinamento debba essere fatta da tutti gli Stati del Mondo, non soltanto dall'Europa, altrimenti rischiamo di non essere competitivi con i paesi emergenti".

L'Europa è governata dagli Stati: per questo si ragiona a politiche nazionali e non europee. Nel dibattito come ti poni?

"Il problema è proprio questo: l'Europa è governata dagli Stati e non dal Parlamento Europeo. È mia opinione che dovremmo riformare profondamente la politica dell'Unione e spostare il Governo dall'accordo tra i singoli Stati al Parlamento, l'unico organo effettivo. Solo in questo modo l'Europa sarà veramente autonoma e potremo affrontare le sfide del futuro come ente unico".

Nord africa e migrazione: cosa propone un candidato al Parlamento Europeo?

"Come detto in precedenza, l'immigrazione è sicuramente uno dei problemi cardine del nostro tempo. Non possiamo pensare di affrontarlo con il buonismo degli anni precedenti semplicemente, perché l'Europa non ha lo spazio fisico e le risorse per accogliere i miliardi di poveri che ci sono in Africa; ma allo stesso tempo non possiamo pensare di lasciar morire centinaia di persone nel Mediterraneo. Sono uomini, donne e bambini poveri che scappano dalla miseria, dalla morte, dalla guerra e noi siamo esseri umani e dobbiamo ragionare con umanità. Come dicevo prima, l'immigrazione si combatte facendo arricchire l'economia africana e portando il benessere nel continente".

Cina e Russia: due giganti con cui parlare o battersi?

"Cina e Russia sono due assoluti protagonisti del nostro Mondo, delle nostre economie, della politica internazionale e non è possibile pensare di battersi con loro; bensì bisogna parlarci, bisogna ragionarci per creare sinergie internazionali vantaggiose per entrambi i lati. Sicuramente la Russia è un Paese che all'ottanta per cento è a pieno diritto parte dell'Occidente e dialogarci vuol dire portarlo in toto tra le potenze occidentali. La Cina è, invece, un paese che deve adeguarsi alle regole dell’occidente, ma che non può essere esclusa dai futuri accordi internazionali".

Siamo passati da fondatori ad essere piuttosto isolati su molti temi. Come può contribuire l'Italia allo sviluppo dell'Unione nei prossimi anni?

"È vero, l'Italia è passata da fondatore a paese isolato ma questa non è colpa dell'Europa; è colpa della nostra politica, dei politici che, fino ad oggi, sono andati in Europa e che non hanno saputo farsi valere. Quando in Europa, come Presidente del Consiglio, era presente Silvio Berlusconi, il nostro Paese nell'Unione contava. Ed un prova di ciò è che il Fiscal Compact non è stato sottoscritto dai Governi Berlusconi, nulla che potesse danneggiare l'Italia è passato dai governi di Silvio Berlusconi. Tutta quella politica dell'austerità che, invece, ci ha danneggiato, forse irrimediabilmente, è frutto dei Governi successivi, mai eletti dal popolo. L'Europa ha danneggiato l'Italia e anche se stessa nel momento in cui ha voluto affermare il proprio predominio sulle politiche nazionali italiane".

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