Elisabetta Favale
E(li's)books
4 Giugno Giu 2019 0959 04 giugno 2019

I dieci anni di A tutto volume, il festival letterario di Ragusa. Intervista al direttore artistico Alessandro Di salvo

A Tutto Volume 1

Ci siamo! Ragusa si prepara a festeggiare i dieci anni di A tutto volume (13/16 giugno 2019) , quest’anno l’immagine della rassegna letteraria è un uomo che legge, opera di Velasco Vitali che l’ha spiegata più o meno così:

“Leggere è spingersi oltre […] Leggere è libertà, è conoscenza, è niente come sembra, è un altro reale”.

In un momento storico in cui perfino il Salone del libro di Torino viene travolto da polemiche legate alla matrice politica di un espositore io le chiedo: qual è oggi il ruolo della letteratura in Italia?

Credo che oggi, forse ancor più che in passato, i libri debbano alimentare la nostra capacità di immaginare. Viviamo in una società in cui i miti dell’efficienza, dell’utilità e del successo, hanno permeato le nostre vite inaridendoci e rendendo spesso incapaci di guardare oltre l’orizzonte del nostro limitatissimo quotidiano. I libri ci impediscono di precipitare - come accade all’uomo del dipinto di Velasco - ci rendono capaci di volare oltre il muro delle nostre abitudini che ci siamo costruiti via via che siamo diventati adulti.

Metterci nei panni dell’altro, approfondire un pensiero diverso, conoscere vite lontane, può inoltre aiutarci a decifrare la complessità del presente e a essere più liberi quando si tratta di compiere delle scelte o di rifiutare un’idea egemone che vogliono imporci.

Leggendo il programma di questa edizione mi ha colpito molto il reading di Francesco Montanari legato al progetto speciale, Malafollia (Premio Goliarda Sapienza): sei racconti sulla follia in carcere, scritti da chi l’ha vissuta. Vuole raccontarci meglio?

Dallo scorso anno abbiamo avviato una collaborazione con il premio “Goliarda Sapienza - Racconti dal carcere”, riservando a questo importante e particolare concorso letterario uno spazio nel nostro programma di incontri. Quest’anno, detenuti ed ex detenuti che si sono distinti nelle varie edizioni del premio, si sono cimentati con lo specifico tema della follia dentro le mura del carcere. I racconti, pubblicati nell’omonimo libro dal titolo “Malafollia – Racconti dal carcere” edito da Giulio Perrone Editore, sono storie di grande impatto emotivo e quindi ben si prestano ad essere interpretati in un reading, che per l’occasione avrà un protagonista d’eccezione, il noto attore Francesco Montanari che siamo sicuri saprà restituirne tutta la carica e la forza espressiva di cui essi sono pregni.

Le letture saranno inframezzate da interventi sul tema da parte di Antonella Bolelli Ferrera ideatrice del Premio e dello scrittore Roberto Alajmo autore di una guida della città di Palermo attraverso un catalogo di soggetti eccentrici e stravaganti.

Altro evento che ha attirato la mia attenzione è Mignon Libri in strada, una narrazione fotografica che ha il lettore come protagonista, rivolgo a lei una domanda che mi sembra sia alla base di questo evento: “Chi incontro quando incontro una persona che legge”?

Mi piace che durante i giorni del festival, non solo i luoghi che ospitano gli incontri, ma tutto il centro storico della città sia “in festa” come recita il sottotitolo dell’evento, per cui ogni anno realizziamo mostre a cielo aperto e installazioni artistiche legate ai libri che diano questo senso al turista e al cittadino che vede le strade che percorre giornalmente diverse, colorate, vive.

Quest’anno ci siamo affidati al gruppo fotografico Mignon di Padova di cui esporremmo su supporti di grandi dimensioni e anche insoliti un lavoro collettivo che ha soggetto il lettore incontrato per strada, colto o sorpreso, mentre si relazione con l’oggetto libro.

La lettura ferma il tempo e apre a una dimensione nuova, diversa; è sosta e partenza, ancoraggio e traversata. L’uomo che legge è in uno stato di attenzione che lo estrania dal contesto in cui si trova e lo rende a sua volta, per il fotografo che lo ritrae, evento da scoprire. Se penso a quanti post vengono condivisi sui social network solo basandosi su un titolo, senza leggere il contenuto, né la fonte di provenienza, automaticamente per me una persona che legge è innanzitutto una persona che vuole “andare in fondo alle cose”.

A tutto volume propone incontri bellissimi e tutti a titolo gratuito, quali difficoltà si incontrano per regalare tutto questo ai lettori?

Se nelle primissime edizioni, la difficoltà era convincere gli scrittori a venire gratuitamente a Ragusa, città a molti sconosciuta e comunque periferiche rispetto ai normali circuiti culturali e letterari, oggi le principali difficoltà sono legate alla copertura dei costi. La collaborazione con i principali editori italiani è ormai consolidata e tutti sanno che i loro autori troveranno una buona organizzazione, location suggestive e tantissimo pubblico quindi non abbiamo più il problema di portare i grandi nomi in quest’angolo sperduto dell’Italia, ma se considera che nella prima edizione il numero complessivo degli incontri - tra programma principale ed eventi collaterali - era di 25 e quest’anno supereremo i settanta, si intuisce facilmente che anche i costi si sono moltiplicati a dismisura. Abbiamo deciso di mantenere tutti gli incontri a titolo gratuito, perché “A Tutto Volume” non deve perdere quel senso di festa collettiva che l’ha sempre caratterizzato e perché non vogliamo trasferire dentro tendoni o recinti le nostre pedane a forma di libro gigante collocate davanti le Cattedrali, le piazze e i palazzi barocchi, ma certo si pone un problema di copertura dei costi con Enti pubblici che dispongono di risorse sempre più limitate e i grandi gruppi industriali privati che mancano quasi del tutto nel nostro sud Italia.

Se dovesse individuare una peculiarità di A tutto volume, una cosa che contraddistingue la rassegna, cosa direbbe?

Ce ne sono diverse. Mi piace sottolineare innanzitutto la sensazione, non di certo mia ma evidenziata da tutti gli ospiti che si sono succeduti, di una presenza di pubblico festosa e numerosa, ma al contempo attenta e silenziosa. Poi c'è la bellezza dei luoghi in cui si fanno gli incontri, chiese, vicoli, palazzi, teatri e piazze unici e molti dei quali inseriti dall’UNESCO tra i siti patrimonio dell’umanità. E poi c’è la scelta di mantenere il numero degli incontri tali, da permetterci una maniacale attenzione all’accoglienza di tutti gli ospiti: dal Premio Stega fino allo scrittore esordiente, dall’ex ministro al direttore di quotidiano.

Contrariamente a quanto accade di solito nelle altre manifestazioni, noi proponiamo agli autori la formula “vacanza”, quindi possibilità di portare tutta la famiglia e di fermarsi non solo il giorno dell’incontro ma tutto il week end. Questo consente di creare un clima di grande convivialità e una sorta di “festosa invasione” di scrittori che trovi nei bar, sulle panchine e nei negozi del centro a fare acquisti con mogli, figli e nipoti !

In questi dieci anni saranno cambiate tante cose, cosa ha perso e cosa ha guadagnato A tutto volume?

Il cambiamento più importante è stato quello nella direzione artistica che nei primi cinque anni è stata affidata allo scrittore e giornalista Roberto Ippolito, mentre dalla sesta edizione ho assunto io la scelta degli autori, affiancato da “guest director”, direttori ospiti che cambiano ogni anno e conducono incontri con scrittori da loro stessi scelti. Il festival ha sicuramente guadagnato in credibilità e notorietà livello nazionale e soprattutto in quantità di pubblico. Tant’è che mentre nelle primissime edizioni fatte tra aprile e maggio bastavano le librerie e le stanze dei palazzi, dalla terza edizione siamo stati costretti a spostare il periodo della manifestazione a giugno per fare tutti gli incontri all’esterno visto che quasi nessun luogo chiuso poteva contenere il pubblico presente agli incontri.

Quest’anno avrete come ospiti speciali anche i finalisti del Premio Strega 2019, ci racconta cosa succederà?

E ovviamente un motivo di grandissimo orgoglio aver avviato questa collaborazione con la Fondazione Bellonci che ci consentirà di avere in Città, ad appena due giorni dall’annuncio e nella loro prima uscita ufficiale fuori Roma, i cinque finalisti del Premio Strega 2019. In Piazza San Giovanni, su un grande palco a forma di libro, Loredana Lipperini condurrà un incontro per presentare gli scrittori, accompagnati dal direttore della Fondazione Stefano Petrocchi.

E… Frankie Hi NRG? Che tipo di contributo darà? A quali contaminazioni dovranno prepararsi i partecipanti?

Il primo comunicato stampa della prima edizione di A Tutto volume iniziava con la frase “dare voci a tante voci”, e in effetti sin da quella primissima dichiarazione d’intendi il festival si è sempre caratterizzato per la capacità di aprire a vari idee, provenienze, linguaggi e generi nella scelta degli ospiti e degli editori. Non sorprende quindi che Massimo Cirri, uno dei nostri direttori ospiti, abbia deciso di inserire nella sua sezione uno dei pionieri dell’hip hop italiano che per la prima volta si racconta in un’autobiografia in cui parlerà della sua infanzia e della musica che ha segnato la sua vita a vent’anni dal disco che lo ha fatto conoscere al grande pubblico. Ovviamente quando a condurre gli incontri c’è un personaggio ironico, cinico ed acuto come Massimo, bisogna prepararsi a tutto, ma soprattutto a molte risate intelligenti !

Ci regala un ricordo legato ad un ospite di A tutto volume che le è rimasto particolarmente nel cuore? E chi le piacerebbe avere un giorno a Ragusa?.

I ricordi legati agli oltre 300 ospiti che si sono succeduti in questi anni di manifestazione sono tantissimi. Anche perché, come le dicevo prima, molti di loro si fermano con noi per diversi giorni. E’ capitato di andare al mare insieme, stare a parlare durante interminabili pranzo o davanti a un bicchiere di vino fino a tarda notte. Sicuramente mi sento un privilegiato ad aver conosciuto e sentito parlare persone come Stefano Rodotà, Gualtiero Marchesi o Ferdinando Imposimato che non sono più con noi. Un episodio particolare che mi è rimasto nel cuore è legato al giudice Caselli. Il giorno del suo incontro l’aereo da Torino annunciò quattro ore di ritardo a causa di uno sciopero, con rischio di cancellazione. Non solo non annullò l’incontro restando ad aspettare pazientemente in aeroporto, ma all’arrivo a Ragusa, quando lo informammo che lo aspettavano al ristorante nonostante l’ora tarda ci disse “i ragazzi della scorta sono stanchi, non mi va che debbano ancora aspettare me che mangio” e preferì andare a letto senza cenare.

Per quanto riguarda la seconda domanda, sin dalla prima edizione mi sarebbe piaciuto avere Andrea Camilleri. Un pò perché la serie TV del Commissario Montalbano è girata nel nostro territorio che grazie a questo ha avuto un grande sviluppo turistico e un pò perché è uno degli intellettuali siciliani che maggiormente si espone e prende posizioni anche “politiche” o scomode con intelligenza e ironia. Purtroppo le sue condizioni di salute rendono questo mio desiderio di anno in anno sempre più complicato, ma chissà…

Finisco chiedendole di raccontarci in poche parole, solo per conoscerla meglio, chi è Alessandro Di Salvo ideatore e Direttore artistico di A tutto volume

Un marito con una moglie molto paziente, un padre con un figlio a cui dedica meno tempo di quello che vorrebbe, un farmacista ribattezzato da tutti “il farmartista” per la sua notoria passione per il teatro, la musica e la letteratura.

Sono uno dei pochi fortunati siciliani che in questo decennio non è dovuto emigrare per cercare lavoro e che cerca di restituire ai suoi giorni questo privilegio spendendosi senza tregua per questa terra che tanto ama e che tanto si fa odiare per come è capace di autodistruggersi. Fa rabbia vedere territori devastati, vite calpestate e paesi svuotati. Voglio raccontare a tutti la nostra bellezza, la nostra capacità di accogliere, la nostra intelligenza. Voglio raccontare una Sicilia che attinge alla sua civiltà per inventarsi un futuro fatto di turismo, cultura e bellezza. E se con uno dei miei eventi posso dare il mio contributo affinché domani anche un solo mio conterraneo non debba fuggire da qui o vergognarsi di essere siciliano, sarò una persona felice.

Io posso solo aggiungere buon anniversario e ancora mille altri appuntamenti sempre più belli! Il prossimo anno farò in modo di esserci.

Qui tutto il programma di A tutto volume 2019

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