Elisabetta Favale
E(li's)books
10 Giugno Giu 2019 1419 10 giugno 2019

Un giudice sotto accusa nel romanzo di Darien Levani Tavolo numero sette

B39F5119 AE7A 45D2 B85E BF2BC57AF21E

Da poco in libreria Tavolo numero sette di Darien Levani, edizioni Spartaco.

Il libro

“Durante un matrimonio sei sconosciuti si ritrovano a condividere lo stesso tavolo, il numero sette. Stefano, collega dello sposo, giovane brillante e disinvolto, è seduto vicino a un uomo distinto che tutti evitano e guardano con sospetto. Ben presto la conversazione si concentra sul duplice omicidio di una madre e della figlia incinta che ha destato scalpore e polemiche perché l’unico imputato, un agente di recupero crediti, è stato giudicato non colpevole. Piano piano e con sempre più livore gli invitati cominciano a esprimere il proprio parere sulla sentenza, manifestando opinioni e pretese di imparzialità, che si scontrano con il freddo e professionale distacco degli uomini di legge. L’arco narrativo dura una manciata di ore, scandite dai momenti salienti delle nozze, dalla celebrazione in chiesa fino al taglio della torta. Nel frattempo Stefano si aggira tra le sale e nel giardino della grande villa scelta per il ricevimento, con l’intento di utilizzare il pacchetto di preservativi che si è infilato in una tasca prima di uscire e, perché no?, di risolvere il mistero sul delitto delle due donne. A metà strada tra giallo investigativo e legal thriller, con prevalenza o dell’uno o dell’altro genere che si compensano e completano a vicenda, Tavolo numero sette è un romanzo sulla giustizia sociale, sul mondo mediatico e sull’influenza che ha nella percezione generale degli eventi. Un piccola perla.”

La mia lettura

Tavolo numero sette è il mio primo romanzo di Darien Levani (Edizioni Spartaco), racconta la storia di un Giudice, Camillo Bordin, che, durante un pranzo di nozze si trova a dover “rendere conto” di una sentenza di innocenza che ha pronunciato a favore di un presunto assassino di due donne.

Camillo Bordin è un uomo tutto d’un pezzo, il suo lavoro è applicare la legge alla lettera, non cedere alla tentazione di decisioni dettate dall’emotività o dalla vox populi, a costo di essere disprezzato e giudicato a sua volta, come sta succedendo quel giorno.

Al tavolo dove è seduto il giudice c’è anche Stefano, un collega dello sposo, non conosce nessuno, la faccia di Camillo gli sembra conosciuta ma non lo ricollega al fatto di cronaca che pure ha suscitato scalpore. Man mano che passa il tempo, tra una portata e l’altra e frasi dette a metà, ecco che in un crescendo di domande e accuse, i componenti del tavolo vengono allo scoperto e manifestano la loro idea di giustizia.

Molto credibili tutti i personaggi, verosimili le dinamiche raccontate dall’autore che descrive alla lettera, con un linguaggio efficace e diretto, le reazioni di quelle persone comuni che non hanno la minima idea di cosa significhi fare il giudice, non conoscono le fasi di un processo penale, non conoscono la legge se non quella plasmata a dovere dai media, dalle trasmissioni tv, a favor di audience.

Darien Levani ci mostra quella che è la nostra società oggi, in poche ore, quelle di un pranzo di nozze, emerge forte la confusione che c’è tra diritti e doveri, tra ciò che è dovuto e ciò che non lo è:

La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge.

E’ l’art 101 della nostra Costituzione, ed è proprio intorno a questi concetti che l’autore cerca di basare il suo punto di vista intorno al tavolo degli invitati.

Il processo altro non è che un dramma durante il quale si amministra la giustizia in nome del popolo, purtroppo però sempre di più oggi il popolo “assiste” a questo dramma non direttamente ma attraverso i numerosi occhi delle telecamere dei programmi televisivi o peggio ancora attraverso messaggi lasciati nell’etere da chiunque.

L’informazione passa attraverso i social network che restituiscono una visione mediata e molto spesso distorta della realtà. Tavolo numero sette è una sorta di legal thriller, ne ha le caratteristiche tipiche nelle parti che trattano l’analisi del processo, delle prove, dei moventi ma soprattutto è un romanzo (secondo me) su quanto l’evoluzione tecnologica e la comunicazione libera possa, in alcuni ambiti, rappresentare una regressione culturale e morale.

Bello il modo in cui lo stesso lettore si trova coinvolto tra i colpevolisti e gli innocentisti, sarà la giovane Deborah con la curiosità tipica dei teeenagers a voler andare a fondo, a voler capire bene.

Ma su come va a finire … è ovvio, non posso dir nulla se non leggete il libro, io mi sono divertita, è perfetto per un pomeriggio di relax.

Tavolo numero sette – Darien Levani. Edizioni Spartaco 2019

(Dello stesso autore sempre Edizioni Spartaco Toringrad)

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook