Claudio Scaccianoce
Adrenalina e motori
12 Giugno Giu 2019 1230 12 giugno 2019

Eureka, finalmente abbiamo una squadra!

Cop

E sono quattro. Quattro incontri validi per la qualificazione agli Europei 2020 e quattro vittorie per la Nazionale azzurra guidata da Roberto Mancini.

Siamo stati allo Juventus Stadium di Torino per seguire l’ultimo incontro - Italia vs Bosnia Erzegovina - una partita che alla vigilia non si annunciava certamente come una passeggiata di salute per gli azzurri. Torino è schiacciata da un cielo plumbeo ed all’orizzonte nubi nere minacciano tempesta. 20 gradi, presenti allo stadio 29.100 spettatori per un incasso di circa seicentomila euro.

La gradinata nord è interamente occupata dai tifosi bosniaci armati di bandiere, sciarpe e fumogeni, così come lo spicchio ovest del primo anello, riservato agli ultras della squadra ospite allenata da una vecchia conoscenza del calcio, Robert Prosinečki.

Mancano ancora diversi minuti all’inizio dell’incontro quando il tamburino della falange ultras bosniaca inizia a battere sulla sua grancassa; non si fermerà un solo secondo per tutta la partita, con una foga tale da farmi venire la curiosità di sapere cosa diavolo possa essersi fumato.

Sul fronte opposto la curva sud è tutta occupata da tifosi azzurri con una larghissima rappresentanza di ragazzi e ragazze delle scuole calcio piemontesi.

credit FIGC.it

Dopo l’esecuzione degli inni nazionali, ascoltati entrambi con partecipazione e massimo rispetto, gli ospiti battono il calcio d’avvio.

La nostra nazionale parte bene, sfiorando al minuto 3 il palo della porta avversaria con Quagliarella. Il pressing è efficace ma la Bosnia Erzegovina non sembra essere in particolare imbarazzo, anzi si propone in contropiede con buon palleggio e buona velocità. I piedi buoni di Pjanic toccano palla con la consueta abilità e piano piano l’incontro si assesta su ritmi tutt’altro che trascendentali.

Al minuto 18 un brivido: tiro a botta sicura di Visca e salvataggio miracoloso di Bonucci che spinge la sfera in corner. A seguire è Džeko a farci tremare. La Bosnia i campioni li ha e li butta nella mischia senza risparmiarli.

E’ il 22’ quando si alza per la prima volta con vigore il coro “Italia, Italia” ed il la viene dato dagli spettatori più giovani: partono i ragazzini delle scuole calcio e tutto lo stadio li segue.

E’ il 22’ quando si alza per la prima volta con vigore il coro “Italia, Italia” ed il la viene dato dagli spettatori più giovani: partono i ragazzini delle scuole calcio e tutto lo stadio li segue.

Minuto 32, triangolazione veloce giocata quasi tutta di prima dagli ospiti; Besic di tacco lancia Visca che dalla destra mette in area un traversone basso perfetto per il capitano Džeko.

La vecchia volpe anticipa un timido, lento e probabilmente ancora emozionato Mancini ed insacca. Un gol bellissimo che incendia la tifoseria giunta da oltre confine e gela i tifosi azzurri. Ci prova Chiellini pochi minuti dopo a pungere e poi al minuto 41 il portiere Sehic si supera deviando in corner un tiro insidiosissimo di Quagliarella.

Dobbiamo registrare in occasione delle rimesse del portiere bosniaco il ripetersi di quella brutta abitudine nata allo Juventus Stadium e poi diventata abituale anche in altre piazze. Al rinvio dell’estremo difensore avversario si alza il coro “m…a” che accompagna la sfera in volo. Di per sé è già decisamente fastidioso sentirlo gridare dalle tifoserie ultrà, ma quando a farlo sono i ragazzini delle scuole calcio questo gesto becero diventa insopportabile.

Si va al riposo sotto per un gol, con il morale non proprio alle stelle, ma nonostante tutto la Nazionale ha dimostrato vitalità, concretezza e buone idee. Il risultato non paga, ma l’approccio alla gara è positivo.

Il secondo tempo parte con un avvicendamento in attacco con il giovane Chiesa che sostituisce nonno Quagliarella, sempre pericoloso. Passano solo quattro minuti dal fischio d’avvio e l’Italia pareggia con un gol capolavoro di Lorenzo Insigne che al volo raccoglie un tiro scoccato dall’angolo da Bernardeschi.

Che la fattura della rete sia di altissimo livello è certificato dal balzo felino di gioia di Attilio Lombardo che siede proprio di fronte alla mia postazione. Il collaboratore di Mancini, che osserva l’incontro dalla tribuna stampa, è ancora in ottima forma e stacca al gol azzurro come era abituato a fare quando vestiva la maglia di Juve, Samp e Lazio.

La Bosnia abbozza e digrigna i denti, vedendosi acciuffare in un incontro che probabilmente pensava di poter controllare con una certa tranquillità. San Sirigu protettore sale in cattedra. Al minuto 51 spegne in gola l’urlo di Džeko anticipando di piede l’attaccante romanista ed al minuto 57 respinge un tiro molto pericoloso giunto da fuori area. Tra i due interventi segnalo nel tabellino un salvataggio di Chiellini.

L’Italia vuole vincere e ci prova con Insigne al minuto 70 di testa (avete letto bene… Insigne di testa… e quasi ci prende!).

credit FIGC.it

Al minuto 80 entra sul terreno di gioco il gallo Belotti e ci si accorge subito che, anche se siamo in casa Juve, una parte consistente dei tifosi italiani è di pura fede granata. La partita sembra avviarsi verso la conclusione con un risultato di parità che non è sgradito a nessuna delle due nazionali. Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e questa volta il ruolo di calderaio spetta a Verratti che inchioda la Bosnia sul 2 a 1 con un super gol, specialità della casa.

Migliore in campo: Chiellini, una roccia, una certezza.

L’Italia chiude questo avvio di girone a punteggio pieno con 12 punti, seguita dalla Finlandia a 9, Armenia 6, Bosnia e Grecia 4, Liechtenstein 0.

eureka, abbiamo una squadra, una bella squadra.

La Nazionale di Mancini ha ancora bisogno di qualche ritocco, i giocatori devono macinare ancora tanti chilometri, i giovani devono scrollarsi di dosso ancora qualche emozione di troppo, però ci siamo.

Si vede un’idea di gioco. Si vede un gruppo coeso e ben bilanciato. Non si ha più l’impressione di una squadra ogni volta gettata in campo a titolo sperimentale, impressione spesso suscitata dagli azzurri nelle passate gestioni tecniche.

Possiamo finalmente dirlo senza timore di essere smentiti: eureka, abbiamo una squadra, una bella squadra.

credit FIGC.it

Il tabellino dell’incontro.

ITALIA-BOSNIA 2-1 (0-1)

Italia (4-3-3): Sirigu, Mancini (21′ st De Sciglio), Bonucci, Chiellini, Emerson Palmieri, Barella, Jorginho, Verratti, Bernardeschi (36′ st Belotti), Quagliarella (1′ st Chiesa), Insigne. (12 Cragno, 22 Gollini, 7 Pellegrini, 11 El Shaarawy, 13 Romagnoli, 15 Sensi, 16 Florenzi, 17 Immobile, 23 Cristante). All.: Mancini.

Bosnia (4-5-1): Sehic, Todorovic, Bicakcic, Zukanovic, Civic (27′ st Nastic), Besic, Pjanic, Saric, Visca, Gojak (36′ st Cimirot), Dzeko. (1 Kovacevic, 22 Piric, 6 Memisevic, 9 Duljevic, 15 Sunjic, 16 Bajic, 18 Prevljak, 19 Vrancic, 20 Zakaric, 23 Milosevic). All.: Prosinecki.

Arbitro: Fernandez (Spagna).

Reti: nel pt 32′ Dzeko. Nel st 4′ Insigne, 41′ Verratti.

Angoli: 5-4 per l'Italia.

Recupero: 0′ e 4′.

Ammoniti: Jorginho, Besic, Civic, Saric per gioco scorretto, Dzeko per proteste.

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