Maurizio Sgroi
il Cronicario di Crusoe
19 Giugno Giu 2019 1505 19 giugno 2019

Vogliamo rispettare le regole Ue, ma con lo shocko fiscale

Botte Piena

Proverbio del 19 giugno L’uomo a qualunque età non è mai perfetto

Numero del giorno: 5,8 Crescita % export italiano su base annua ad aprile

Come sempre bellissimo, pettinatissimo e forbitissimo, oggi il nostro meraviglioso Primo minestra s’è fatto vedere alla Camera dove gli onorevoli attendevano in trepidante attesa le sue dichiarazioni

Discorso in vista del consiglio europeo di domani e dopodomani dove ci aspettano grandi cose. Il nostro Primo, per nulla timido, ha auspicato persino “un portafoglio economico di prima linea per l’Italia” nella prossima Commissione Ue. Col che ingenerando qualche equivoco.

Si è capito dopo che parlava della futura Commissione Ue. A proposito: chissà se quella uscente lancerà sul tavolo del Consiglio anche quella praticuccia dell’infrazione sul debito. Quei numeretti là, sapete di cui forse si occuperà l’Eurosummit del 21 che il Nostro auspica “non faccia scelte divisive”.

Anche perché sia chiaro: “L’Italia intende rispettare le regole europee”. Al massimo ci prendiamo la libertà di “una riflessione incisiva su come adeguare le regole stesse affinché l’Unione sia attrezzata ad affrontare crisi finanziarie sistemiche e globali e assicuri un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita”.

Questa pericolosa deriva estremista pare sia condivisa anche dal ministro Mammamia, che rima e non a caso con economia, che ha rilasciano una intervista davvero sfidante al FT nella quale fra le altre cose dice che non solo “i minibot non servono e nessuno vuole uscire dall’euro“, ma che esiste la possibilità che spenderemo 3-4 miliardi in meno da reddito di cittadinanza e quota 100. Quindi risparmieremo sul deficit, che comunque dovrà essere ridotto.

Arguisco che il governo ha un piano. Ci presenteremo dicendo che vogliamo rispettare le regole Ue, ma anche ridurre il deficit. E che magari aumenteremo anche l’avanzo primario, visto che ci siamo, visto che siamo l’ultimo paese europeo ad avere un costo degli interessi sul debito più alto della crescita nominale.

Immaginatevi gli applausi. Ma poi quando meno se l’aspettano, caliamo l’asso, plasticamente anticipato poco fa dal glorioso VicePremier Unoemezzo sui social: “Governi fessi, complici e ignoranti non ce ne sono più. Stiamo lavorando per avere uno shock fiscale”. Semmai uno shocko.

A domani.

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