Elisabetta Favale
E(li's)books
27 Giugno Giu 2019 1045 27 giugno 2019

Per i 50 anni di Woodstock torna in libreria Groupie. Ragazze a perdere di Barbara Tomasino. Recensione

Jimi

Sono passati 50 anni dal primo memorabile Woodstock (era agosto del 1969!), la casa editrice Odoya ha deciso di celebrare questa ricorrenza pubblicando un saggio la cui prima edizione risale al 2003: Groupie. Ragazze a perdere di Barbara Tomasino.

All’epoca della prima pubblicazione l’autrice non aveva ancora trent’anni, il rock con tutto ciò che aveva significato non esisteva più da tempo, quella che può essere considerata una delle più incredibili rivoluzioni sociali moderne aveva esaurito la sua forza alla fine degli anni Settanta eppure il saggio di Barbara Tomasino riscosse un successo incedibile tra i lettori che rimasero colpiti dalla passione con cui riuscì a raccontare questo ventennio di storia.

Oggi Barbara Tomasino è un’affermata giornalista musicale, nella bio del suo profilo twitter (che seguo) c’è scritto: “music journalist, writer, radio host for Rai Radio1, dj ... totally involved with music!. Rome”

Io ho letto il suo libro solo ora e ho trovato la capacità narrativa dell’autrice ipnotizzante; mi ha fatto immaginare queste donne (giovanissime), una sorta di streghe ammaliatrici, pronte a tutto in cambio di un tornaconto modesto per la loro dignità ma immenso per quella presunta notorietà, mi ha incuriosito così tanto da mettermi a cercarle una per una, quante vive? Quante morte? Un gioco macabro a cui non sono riuscita a sottrarmi perché non è possibile non domandarsi che fine hanno.

L’interrogativo che viene subito spontaneo è: come si conciliano modernità e spirito libero con l’accettazione di una vita di sottomissione? Perché le groupie erano completamente sottomesse ai desideri dei divi del rock, lavavano e stiravano i panni, provvedevano a soddisfare i loro desideri sessuali, li seguivano (ma c’erano anche quelle stanziali che li aspettavano quando arrivavano nelle loro città) nei lunghi tour, ne subivano la violenza e gli scatti d’ira e dovevano essere pronte a vedersi sostituite quando arrivava una nuova ragazza più giovane, a rinunciare a quella poca luce riflessa e le conseguenze di solito erano disastrose.

Un mondo complesso quello del rock, se da una parte faceva ardere il fuoco della rivoluzione, del cambiamento, dall’altra era ammantato da sentimenti di morte e sopraffazione perché, fa notare l’autrice, spesso la libertà estrema incrocia pulsioni di morte.

Droga, alcol, occultismo e pratiche esoteriche, questi erano gli elementi costanti del popolo della musica rock che come espressione artistica prevedeva anche una ostentazione di ambiguità sessuale, la rottura con qualsiasi cliché considerato borghese nei rapporti uomo-donna, “l’uso del travestimento è parte essenziale di tanti show e ne accentua la carica spettacolare e trasgressiva”.

Ma che significato ha il termine groupie?

Cercando nei dizionari d’inglese la parola “groupie” si legge letteralmente «ragazza che segue i gruppi nei concerti del tour» […] In interviste fatte all’epoca, alcune di loro hanno dichiarato di non considerarsi delle groupie, ma piuttosto delle band aids, che può significare “aiuta complessi” oppure, nell’accezione negativa data da Jimi Hendrix, semplicemente “cerotti” […]Le groupie di maggior successo sono tutte ragazze molto belle: corpi slanciati e visi da cover girl sono necessari per sfondare in un ambiente dove la concorrenza è a dir poco selvaggia. Ma non basta l’avvenenza per entrare di diritto nel Gotha del rock: il look, per esempio, curato nei minimi dettagli e assolutamente groovy (alla moda) è una componente essenziale

I “set” per il grande spettacolo del rock furono in particolare alcune città americane: SAN FRANCISCO (FRISCO), “lungo la striscia che va dalla zona di North Beach fino al famoso quartiere di Haight-Ashbury […] (si) trascinano maree di fan che hanno deciso di dedicare la loro vita alla causa del rock”.

Qui c’erano due donne che “hanno legato indissolubilmente la loro esperienza alla scena rock della West Coast: Janis Joplin (1963: «Ero pronta a buttarmi su qualsiasi cosa […] e così ho fat­to. Ho leccato, fumato, ingoiato, iniettato e scopato…»1 e così nel giro di pochi anni ha bruciato una folgorante carriera e la vita)– una delle migliori interpreti di rock-blues di tutti i tempi – e Grace Slick – cantante e autrice per i Great Society prima e per i Jefferson Airplane (band simbolo della flower generation e di tutto il sound acido degli anni Sessanta) dopo”.

La California era la “terra promessa dell’acido” dell’LSD, considerato lo strumento per raggiungere le vette più alte di consapevolezza e creatività.

LOS ANGELES

Sul “Sunset Boulevard, cuore pulsante di Los Angeles, […] folla di weirdies (“tipi stravagan­ti”) che si spostano freneticamente da un locale all’altro in cerca di un nuovo sound.” Il palco del Whisky a Go Go calcato dai dissacranti Doors, dai Led Zeppelin, dai Byrds e i “teen riots (“giovani arrabbiati”) occupavano i marciapiedi di fronte protestando contro la brutalità della polizia

NEW YORK

Nel “Greenwich Village (al 115 di MacDougal Street), nel 1961, è cominciata la leggenda del grande cantautore folk Bob Dylan, al Cafe Wha considerato dagli intenditori un club d’eccezione per la scena musicale e culturale della Grande Mela, è stato una tappa obbligata per tanti grandi artisti, dal poeta Allen Ginsberg al chitarrista Jimi Hendrix, contando tra il suo pubblico gente del calibro di Andy Warhol. Anche Gerde’s Folk City di Mike Porco. Celebri restano nella memoria i lunedì sera del Gerde’s, dove un pubblico avido di sound folk aveva la fortuna di ascoltare grandi artisti quali Joan Baez e Bob Dylan

Leggere Groupie vuol dire ripercorrere passo passo i vent’anni della storia del rock, ci sono tutti ma proprio tutti i protagonisti più importanti, l’autrice ci regala curiosità di ogni sorta su personaggi che ancora oggi continuano a fare notizia, uno su tutti Mick Jagger.

Ma ecco alcuni nomi della groupie più famose:

Christine Boris : La sua “carriera” parte “ in occasione dello storico raduno di Woodstock Lo Swingos Celebrity Motel diviene celebre per le notti selvagge trascorse dall’esile biondina in compagnia di personaggi famosi spesso violenti una radio locale decide di nominarla “attrazione numero uno” di Cleveland.

Pamela Des Barres: Sfogliando le pagine del bestseller I’m with the band. Confessions of a groupie, viene naturale pensare che Pamela Des Barres sia stata la più famosa – e richiesta – groupie della storia del rock” viva e vegeta!

La groupie scrittrice Jenny Fabian, famosa per la sua relazione con Syd Barrett

Marianne Faithfull: Fu la groupie più famosa di Mick Jagger, totalmente dipendente dalle droghe, scrisse con Jagger e Richards una canzone in cui dichiarava e urlava questa dipendenza: Sister Morphine, era il 1969, Marianne molto ironicamente dichiarò: «Ho vissuto grazie ai diritti d’autore di “Sister Morphine” per dieci anni, il che è davvero bizzarro. E poi non ditemi che la droga non paga!» Incredibile ma vero… è ancora viva! Nonostante tutto.

Connie Hamzy: Fare sesso con musicisti e cantanti è la mia vita. Mi chiamano “Sweet Connie”

La lista di amanti della “Sweet Connie” è davvero lunga – si parla di centinaia di incontri – e nelle sue memorie si possono leggere particolari piccanti che senza alcuna vergogna l’autrice confida al lettore: «A differenza della supergroupie Pamela Des Barres […], Connie sembra preoccuparsi più della quantità che della qualità. […]«Mi piacciono in particolar modo i batteristi, non che io mi sia alzata una mattina e abbia deciso di andare a letto con tutti i batteristi rock. Nel famigerato elenco sono presen­ti: Jimmy Page, Don Henley/Glenn Frey/Joe Walsh della band Eagles, Huey Lewis, Keith Moon, John Bonham (Led Zeppelin), Peter Criss (Kiss), Alice Cooper, Mick Fleetwood e Lindsey Buckingham dei Fleetwood Mac, e tanti altri. «Mi piacciono in particolar modo i batteristi, non che io mi sia alzata una mattina e abbia deciso di andare a letto con tutti i batteristi rock. »”

La mitica Connie è viva e vegeta e tra i tanti uomini conquistati può inserire anche l’ex Presidente USA Bill Clinton!

Lori Maddox: La groupie bambina che, si dice, abbia avuto il suo primo rapporto sessuale con i coniugi Bowie, Lori oggi ha solo 61 anni e credo sia proprietaria della Glam Boutique di West Hollywood.

Cynthia Plaster Caster: Particolarmente originale la storia di Cynthia Plaster Caster che è riuscita ad “agganciare” i suoi idoli del rock con una singolare richiesta, essendo lei studentessa d’arte, ha realizzato una collezione di calchi di gesso dei falli in erezione dei più famosi musicisti rock degli anni Sessanta a cui evidentemente ha chiesto di posare!. Cynthia oggi è artista affermata, per par condicio mi risulta faccia anche calchi di seni di donne… Ho scelto una delle sue opere come copertina di questa recensione perché trovo che lei sia un personaggio davvero originale (il calco in foto è quello del pene di Jimi Hendrix).

Ma ne leggerete di belle in Groupie, da affermazioni tipo questa: «Gesù Cristo è morto per i peccati di tutti tranne che per i miei» (Patti Smith) a «La cristianità finirà. Andrà via. Svanirà e diminuirà. Non ho bisogno di argomentare questo pensiero. Sono nel giusto e verrà dimostrato. Noi siamo più popolari di Gesù adesso» (John Lennon) ma Barbara Tomasino vi insegnerà anche numerosi termini dello slang, io ho trovato divertente per esempio questo:

la fellatio è chiamata plating (“placcatura”) e colui che la compie plater (“placcatore”); la masturbazione è chiamata banking (“tecnica bancaria”) e colui che la compie è chiamato Barclay’s banker (“banchiere della Barclay”)” Sarei curiosa di sapere che cosa ne pensava la banca…

Groupie è un accurato resoconto della cultura edonistica che ha contraddistinto il mondo della musica rock, il sesso industrializzato, l’esaltazione della fisicità; l’autrice invoglia a riascoltare i protagonisti di questo momento storico che nel bene e nel male ha lasciato segni indelebili, io sono andata a riprendere i Led Zeppelin con il loro sound, fusion di blues e folk addizionato di tale durezza da lasciare senza fiato, i falsetti spinti di Plant sono indimenticabili e i Santana … con il magico guitar-hero.

Barbara Tomasino, ha contribuito “pesantemente” alla mia formazione riguardo la storia del ventennio più trasgressivo dell’epoca contemporanea, a questo punto so davvero tantissime cose di un mondo eserciterà, credo per sempre, un fascino magnetico spingendo tutti, almeno una volta, a sognare ad occhi aperti la Frisco degli anni Sessanta.

Vi lascio con una citazione di Mr. Zappa:

«Penso che la musica pop abbia fatto di più per il sesso orale di qualsiasi altra cosa che sia mai successa, e viceversa».

Groupie. Ragazze a perdere di Barbara Tomasino – Casa editrice Odoya 27 giugno 2019

La prefazione è di Andrea Di Consoli e la quarta di copertina di Gianpaolo Serino.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook